di Camilla La Pietra

Ti fermi mai un attimo a riflettere su quello che stai facendo? Hai mai l’impressione di correre verso qualcosa di ignoto senza nemmeno sapere quale sia l’obiettivo che stai perseguendo? Oramai è sempre più difficile riuscire a trovare un momento per noi stessi, per sviluppare la nostra creatività o anche semplicemente per riposarci. La stessa società, all’interno della quale rappresentiamo dei minuscoli ingranaggi, ci impone questo stile di vita frenetico e sempre più conformato all’idea dell’uomo come uno “schiavo” della sua stressante routine. Il tempo sta diventando un concetto sempre più relativo, e, come accade da sempre, ci sfugge costantemente dalle mani. Tanto più se siamo costantemente di fretta, alla ricerca della realizzazione di progetti sempre più ambiziosi e che distolgono lo sguardo dal presente, dalla nostra tanto temuta quotidianità. Sarebbe bello riuscire a dedicare un po’ più di attenzione alle piccole cose, accorgersi di quei momenti di spontanea felicità che ci prendono quando qualcuno, ad esempio, si ricorda di noi, quando portiamo fuori il cane o anche semplicemente mentre passeggiamo nel parco vicino a casa nostra. A causa della rapidità con cui si muove il mondo che ci circonda, perdiamo quotidianamente dei piccoli frammenti di realtà essenziali per capirci e riuscire a costruire felicemente il nostro futuro. Il tempo infatti è una delle cose più importanti che abbiamo, è una concessione che ci è stata fatta e che ci permette di vivere e quindi di poter godere di quello che possiamo ottenere. Perché quindi investire questa possibilità unicamente in una direzione? L’uomo è costantemente alla ricerca della “gloria”, ma non si accorge che avendo questa come obiettivo non raggiungerà mai la felicità. Sapersi bilanciare e riuscire a vedere non solo oltre, ma anche di fronte a noi sembra essere la soluzione migliore. Sarebbe bello riuscire almeno in parte a non considerare il lavoro come una priorità assoluta, il sacrificio disumano come un elemento necessario alla sopravvivenza; sarebbe bello alzarsi la mattina con il pensiero che sarà una bella giornata, una giornata ricca di soddisfazioni e di piccoli, ma importanti, segni di amore e di gratitudine verso la nostra stessa esistenza. Rivalutare qualche aspetto della nostra routine potrebbe essere un primo motore di felicità, come accorgersi del profumo del caffè o magari gioire di un inaspettato incontro mentre si passeggia con il telefono in mano aspettando quella tanto attesa chiamata. Spegnere per qualche ora il cellulare e aiutare la sorellina o il fratellino a fare i compiti, chiamare la nonna che non sentiamo da tanto tempo, abbassare il volume della televisione a tavola per chiacchierare con la mamma o il papà per sapere com’è andata la loro giornata: ecco alcuni semplici e importanti gesti che ci possono rimettere in contatto con noi stessi.

Spesso è difficile, spesso ci sembra inutile anche solo pensare di dedicare spazio a queste attività, quando abbiamo altre mille cose più importanti su cui concentrarci, altre mille questioni che dovremmo affrontare. Ma quello che oggi è un piccolo gesto, o anche semplicemente un breve momento in cui ci dedichiamo a noi stessi in realtà costituisce un mattoncino in più che inseriamo nella nostra scala verso la soddisfazione futura e la crescita sia inter- che intra- personale.

Alziamo dunque la testa dal nostro cellulare e salutiamo l’amico che non vedevamo da tanto, lasciamo bianche due righe sull’agenda e assaporiamo per quella mezz’ora un po’ di libertà lasciando correre con il vento i pensieri, rimaniamo a tavola qualche minuto in più del solito e facciamo capire a chi ci sta intorno quanto apprezziamo ciò che fanno per noi, perché alla fine è proprio la consapevolezza delle piccole cose che fa la differenza tra chi sembra felice e chi invece lo è per davvero.