di Carla Delle Vedove

 

Ben. Un ragazzo di diciannove anni che ha raggiunto un importante traguardo: non assume sostanze stupefacenti da 77 giorni. Il suo obiettivo ora è passare un Natale speciale insieme alla sua famiglia.

Holly. Una donna molto forte, che non si arrende davanti alle difficoltà.

 

Il nuovo film “Ben is back”, scritto e diretto da Peter Hedges, ha come protagonisti Julia Roberts e Lucas Hedges, rispettivamente nei panni di Holly e Ben.

 

È la vigilia di Natale e Holly sta tornando a casa insieme agli altri tre figli. Davanti all’abitazione però la aspetta una sorpresa: Ben, il figlio maggiore, è tornato. Si è allontanato dalla comunità in cui era andato per disintossicarsi dalla droga e vuole passare un Natale sereno insieme alla famiglia, in modo tale da riscattarsi.

Da una parte Holly è felice di rivedere il figlio, dall’altra, è preoccupata, come lo sono anche i tre ragazzi e il marito. Vorrebbero che Ben tornasse nella comunità e che non rovinasse loro il Natale per la terza volta. Hanno paura che possano accadere nuovamente gli episodi che li avevano già fatti soffrire precedentemente e che Ben, una volta uscito dalla comunità, venga tentato di nuovo dalla droga. Holly però è speranzosa e desidera dare un’altra possibilità al figlio. Gli viene quindi concesso di rimanere a casa fino alla mattina seguente, a patto che venga vigilato continuamente dalla madre. Holly nasconde tutte le medicine e i gioielli: vuole che non ci sia alcun tipo di tentazione per Ben.

La vigilia procede come un normale giorno di festa e Ben vorrebbe andare ad acquistare dei regali per i fratelli. Potrebbe anche spiegare semplicemente che i regali fatti dai genitori sono anche da parte sua, ma il suo obiettivo è dire la verità: se non scegliesse veramente lui i doni, mentirebbe.

Le tentazioni però non mancano e per uscire da un momento di crisi va insieme alla madre ad un incontro di auto aiuto contro le dipendenze con altre persone. Lei è orgogliosa per quello che il figlio dice e si fida di lui. Nonostante questo, in seguito scopre che in realtà Ben è entrato nuovamente in possesso di droga.

 

Tutta la prima parte del film è incentrata sulla fiducia e la diffidenza di Holly verso il figlio, oltre che sulla sua volontà di cambiare e di recuperare l’equilibrio famigliare.

 

È proprio la volontà di riportare l’equilibrio perduto che muove la seconda parte della storia. Tornata dalla messa di Natale, la famiglia scopre che qualcuno è entrato nella casa e ha portato via il cagnolino Ponce, a cui tutti sono molto legati. Proprio lui, infatti, ha salvato Ben, mantenendolo in vita durante una crisi da overdose di droga.

Ben è determinato a riportare il cane a casa affinché i suoi fratellini possano ritrovarlo il giorno di Natale, anche se questo comporta rischi e pericoli che il ragazzo e la madre corrono durante tutta la notte. Si recano infatti nei diversi luoghi in cui si trovano persone legate a Ben a causa della droga, anche le più inaspettate, come un professore del liceo che frequentava il ragazzo. È una notte che pare infinita, scorre lenta, per dare tempo a Ben e Holly di trovare Ponce e di trovare se stessi.

 

Ponce infatti non è solo un cagnolino: è il simbolo dell’equilibrio della famiglia che i protagonisti cercano con tutte le loro forze di riottenere. Il punto di vista all’interno della storia non è quello di Ben, ragazzo tossicodipendente che vuole uscire dal problema della droga, ma è quello della famiglia e in particolare della madre Holly. La donna è combattuta tra l’amore per il figlio, la volontà di averlo in famiglia il giorno di Natale, la voglia di mantenere un clima familiare sereno e il dovere di proteggere oltre al figlio Ben anche gli altri tre ragazzi. Sa che la cosa migliore sarebbe riportare Ben nella comunità, ma desidera fargli passare il Natale in famiglia. Gli dà fiducia, gli vuole credere quando lui dice di essere pulito, anche se alla fine le rivela di avere della droga nascosta nelle scarpe. Man mano che passa la notte, Holly ha sempre più paura: paura di perdere definitivamente Ben e di non aver fatto abbastanza per salvarlo. Nonostante questo però non si arrende e affronta tutte le difficoltà sino alla fine.

 

Forse è banale dirlo, ma Julia Roberts è perfetta nell’interpretare Holly. Riesce a trasmettere qualcosa che forse quando si parla di tossicodipendenza viene messo in secondo piano. Ci si concentra maggiormente su come si sente la persona che fa uso di sostanze stupefacenti, quali sono le sue difficoltà nel cercare di uscirne, il circolo vizioso che si crea tra chi assume determinate sostanze e chi le vende. “Ben is back” però mette in luce chiaramente gli effetti della tossicodipendenza di una persona su chi la circonda. Vengono rappresentate la paura e l’insicurezza della famiglia, il dissidio della madre dovuto a ciò che sarebbe più giusto fare e ciò che si vorrebbe fare, la volontà del marito di Holly di proteggere i figli, il timore della sorella di Ben di tornare indietro a quando lui dipendeva dalla droga e, infine, la paura dei due gemelli, forse troppo piccoli per comprendere la situazione del fratello, di perdere il loro amato cagnolino Ponce. Le conseguenze delle azioni di Ben non si ripercuotono solo sulla famiglia, ma anche sugli amici e sui loro genitori. In particolare, Ben si sente colpevole della morte di Maggie, una ragazza molto giovane, deceduta a causa della droga che lui le aveva venduto.

È chiaro dunque il messaggio del film, ovvero che le decisioni che prendiamo hanno una ricaduta anche sugli altri, oltre che su se stessi e che, sebbene all’inizio ci si creda capaci di gestire una situazione, può succedere di perderne il controllo. Forse, per questo, sarebbe meglio valutare bene quali possano essere le conseguenze delle proprie azioni prima di intraprenderle…