di Lorenzo Della Savia e Marcello Rossi

Il candidato sindaco dei pentastellati: “Vivo qui da pochi anni, ma sono udinese al pari di chiunque altro. L’ascensore in Piazza I Maggio ed il parco urbano progetti ambiziosi a lungo termine. Per la ZTL pedonalizzazione ed erogazione di minibus elettrici. No alla pietra piasentina. Vogliamo promuovere uno stile di vita più sano: meno automobili, più bici e autobus”.

 

Chi è Rosaria Capozzi e cosa fa nella vita di tutti i giorni?

“Io ho 37 anni, vivo a Udine da due anni e mezzo e mi sono trasferita qui per via di mio marito che lavora in città da un po’ di anni. Abbiamo fatto la scelta di costruire la famiglia qui. Per quanto riguarda la mia persona sono laureata in Legge e devo completare il percorso formativo che mi porterà all’abilitazione da avvocato. Aspetto l’esito dell’esame di Stato che otterrò a giugno”.

 

Entriamo nel merito della sua “giovinezza” da cittadina udinese. I discorsi sull’esperienza o sull’inesperienza nel vivere Udine lasciano l tempo che trovano, perché anche le amministrazioni di chi ha vissuto tutta la vita a Udine hanno scontentato molti. Però in questa tornata elettorale c’è una consistente componente di candidati che predica concetti come “Udine agli udinesi” o il patriottismo cittadino: teme che questa campagna elettorale possa rivelarsi, in qualche modo, per lei abrasiva sotto questo punto di vista?

“Assolutamente no. In primis perché io mi sento udinese al pari di chiunque altro. Nel momento in cui ho preso la residenza sono un’udinese e quindi nella stessa misura di chi ci vive da più tempo di me ho la stessa percezione dei problemi, non c’è differenza. Per la questione buche, o per il degrado cittadino che viene percepito in maniera accentuata, per dire, non c’è una percezione diversa tra me che vivo da meno tempo e da chi vive qui da più tempo. Poi non credo ci debba essere un distinguo tra chi è nato qui rispetto a chi si è trasferito ed ha deciso di stabilirsi qui. Credo che le due cose vadano di pari passo. Amo questa città, quindi voglio contribuire a migliorarla nella stessa misura di chi ci è nato”.

 

In alcune sue interviste rilasciate nel corso di questa campagna elettorale si è parlato molto poco di una sua idea di cui si è fatto cenno, probabilmente, solo sulle colonne del Messaggero Veneto, e cioè quella di costruire un ascensore da Piazza I Maggio che porti fino al colle del Castello di Udine con ingresso dalla galleria della piazza. Si parlava della “realizzazione di una città lineare, immersa in uno straordinario parco urbano dislocato dall’attuale sedime dell’area centrale della ferrovia” e dell’“utilizzo di nuovi poli attualmente esistenti o abbandonati o adibiti ad altro utilizzo”. Parlando in soldoni, cosa vuol dire? Tempi per la realizzazione? Costi?

“Questa è una prospettiva molto audace, sicuramente non realizzabile nei cinque anni di mandato e probabilmente neanche in dieci anni. Noi abbiamo pensato a risolvere non soltanto quelle che sono le problematiche attuali della città, ma anche a quella che è la nostra visione della Udine del futuro. Per quanto riguarda l’ascensore in Piazza I Maggio in realtà noi abbiamo rimodulato l’idea rispetto ai termini iniziali perché la nostra intenzione è creare un supporto per poter accedere al colle del Castello, e questo può essere una funicolare o un ascensore, che peraltro presenta anche delle criticità e quindi stiamo valutando quale sia la soluzione migliore. E soprattutto, sarà una soluzione che valuteremo con esperti del settore. Per quanto riguarda la realizzazione di un parco urbano, come dicevo, è un progetto ambizioso. La nostra è un’idea che dovrebbe portare ad interrare l’attuale sedime ferroviario, o comunque a modificarlo, per far sì che si crei un unico parco urbano e che le zone che costeggiano l’attuale arteria ferroviaria riacquistino una nuova valutazione immobiliare. Andremmo quindi a togliere anche i passaggi a livello che tagliano la città, ed andremo incontro a quelle che sono le esigenze dei cittadini che passano per alcuni tratti e per i quali questi passaggi non sono percepiti bene. Aggiungo: c’è un ulteriore prolungamento già creato da parte di Ferrovie dello Stato, che tutt’oggi non viene utilizzato, che porterebbe ad allungare l’attuale percorso di quattro chilometri, quindi se ne fa un discorso economico. Bisognerebbe, nell’immediato, instaurare una trattativa con FS e vedere di creare questa deviazione. Poi quel progetto di cui parlavo è a lungo termine”.

 

E finirebbe comunque al vaglio dei cittadini, magari in uno di quei referendum senza quorum che proprio lei propone nel suo programma?

“Sì, uno dei nostri cavalli di battaglia è proprio quello della partecipazione dei cittadini. Per qualunque progetto che sia impattante per la città sia dal punto di vista sociale che da quello economico per noi è giusto che i cittadini esprimano la loro idea e soprattutto che ci sia un dialogo con le figure professionali di riferimento. Non si può andare ad intervenire su Piazza I Maggio senza una concertazione tanto con i cittadini quanto con le categorie professionali”.

 

E a livello di costi ci sono già delle stime?

“Non abbiamo fatto nessuna previsione in questo senso perché, come dicevo, sarà tutto oggetto di progettazione. Fare adesso una stima significa veramente tirare fuori delle cifre proprio inesistenti. Abbiamo queste idee, faremo dei bandi di concorso anche a livello internazionale con assegnazione d’incarico, e uno di questi riguarderà proprio l’idea che abbiamo su Piazza I Maggio per ricreare un grande parco urbano che porti i cittadini a viverla non soltanto in termini di convivialità ma anche in termini ricreativi, un punto d’incontro per i giovani”.

 

L’ex sindaco Honsell ha provato invano a pedonalizzare via Mercatovecchio. Qual è la sua posizione a riguardo?

“Noi vogliamo intensificare la zona a traffico limitato già esistente consentendo l’accesso a chi ha problemi di mobilità, ai residenti o a chi deve accedere per via delle attività esistenti. Vogliamo tendere, nel corso del tempo, quindi non in maniera immediata, ad una pedonalizzazione, però anche consentire all’interno della stessa Ztl un circuito di mezzi elettrici minibus – e anche su questo dobbiamo comunque formulare un progetto perché c’è questa idea e poi noi ci riserviamo sempre di creare una concertazione con i cittadini – erogato gratuitamente o a prezzo irrisorio che colleghi la parte successivamente esterna alla ZTL o comunque la zona che andremo a rendere pedonale con il centro della città, proprio perché bisogna consentire di raggiungere il centro anche a chi non riesce ad accedervi in maniera diversa, quindi togliendo l’utilizzo di mezzi su gomma”.

 

Proprio sulla ZTL ci sono delle questioni che vanno avanti da anni. Si è sempre cercato di nascondere la polvere sotto il tappeto su molte cose, ma poi tornano tutte a riemergere. Per esempio, adesso si parla molto della situazione relativa alla pietra piasentina, contro cui altri candidati come Valcic o Bertossi si sono già espressi.

“Mi metto in linea con loro. Non lo reputo un materiale adeguato, è un materiale che richiederebbe una pedonalizzazione che adesso non c’è. La pietra piasentina è un tipo di pietra che se viene sollecitata dai mezzi viene distrutta nel giro di poco tempo, e per di più è una pietra molto costosa perché, per far sì che sia più resistente, bisogna prendere una pietra anche più spessa in termini di dimensioni, e quindi questo porterebbe anche a dei costi eccessivi. Noi siamo contro la pietra piasentina”.

 

Comunque via Mercatovecchio deve essere rifatta, questo sembra oggettivo.

“Questa è una concertazione che io rimando sempre ai cittadini perché non possiamo decidere per loro, perché ci sono delle istanze che vorrebbero la pedonalizzazione e istanze che non la vorrebbero. Bisogna comunque vedere cosa vogliono tutti, bisogna capire anche qual è la posizione dei commercianti. Per noi non va lasciato fuori nessuno”.

 

Per le elezioni politiche abbiamo intervistato, tra gli altri, anche uno dei candidati del vostro partito, Domenico Balzani, il quale puntava molto sulla cultura e su tutti gli aspetti formativo-culturali. Giriamo la domanda: quali sono le proposte M5S per il Comune di Udine per cultura, istruzione e strutture scolastiche?

“Per quanto riguarda la cultura vogliamo rilanciare Udine, vogliamo far sì che diventi una città della cultura. Vogliamo farlo portando in città eventi di grande richiamo sia nazionali che internazionali, vogliamo individuare strutture che attualmente sono dismesse o comunque adibite ad altro per consentire a giovani artisti di esibirsi, o in rappresentazioni teatrali o in concerti. Poi per quanto riguarda il centro e la rivitalizzazione abbiamo messo a punto una serie di attività quali possono essere i mercatini tematici nelle varie piazze della città, che riattivino un po’ tutto il circuito, non soltanto quello economico, ma anche ricreativo e sociale. Sulle scuole entriamo in un tema sul quale la competenza comunale è abbastanza limitata, però mi sento di dire che vogliamo fare un controllo capillare di tutte le scuole esistenti, verificarne le condizioni e metterle a norma perché è giusto che i ragazzi si trovino in un ambiente salutare e soprattutto sicuro”.

 

Conoscerete il problema di scuole come la nostra o altre qui in città costrette a mettere il numero chiuso alle iscrizioni oppure di altre scuole che sono piene di succursali. È proprio un problema di edilizia scolastica.

“Secondo me si potrà creare sempre una concertazione con le varie scuole e cercare di trovare una soluzione che sia anche più comoda per tutti. Secondo me è improprio che ci siano tutte queste succursali anche perché mi immagino gli studenti divisi tra le varie sedi. Ce ne dovrebbe essere una per ogni scuola che racchiuda tutti. Non trovo giusto nemmeno il numero chiuso, perché si dovrebbe consentire a chiunque di accedere ad una scuola che reputi opportuna”.

 

Per quanto riguarda invece la questione sicurezza? Le zone più calde sono quelle della stazione e della caserma Cavarzerani, e la gente sembrerebbe avvertire questo senso di insicurezza che c’è soprattutto in quelle aree. Avete qualcosa di preciso da fare?

“Noi vogliamo aumentare la percezione della sicurezza, attraverso una serie di provvedimenti che vanno dall’installazione di nuovi sistemi di sorveglianza, maggiore illuminazione nelle zone più degradate della città, e l’installazione di colonnine SOS. Infine vogliamo una presenza capillare delle varie forze dell’ordine e creare una concertazione con loro.”

 

E per quanto riguarda l’ospedale di Udine, quindi discorso sanità, secondo lei funziona bene o male? C’è qualcosa che il comune può fare per migliorare?

“La questione sanità non rientra nei nostri poteri. Noi siamo favorevoli ad un’educazione alla salute che parta dalle scuole. Per quel che riguarda l’ospedale noi non abbiamo messo mano perché è, come per l’edilizia scolastica, un campo nel quale non abbiamo grandi possibilità di manovra”.

 

E parlando di trasporti pubblici, qual è la competenza del comune?

“Noi vorremmo proporre in regione un programma di risistemazione di tutte le linee urbane che non viene fatto da anni, per riuscire così a toccare i punti periferici della città che non sono serviti dai mezzi pubblici, e abbassare notevolmente i costi. Questa è una delle prime cose che vorremmo attuare. La nostra idea è quella di disincentivare l’uso di automobili, promuovendo uno stile di vita più salutare”.

 

Ma non pensate che la riduzione dei costi, che porterebbe introiti minori alla SAF, sarà difficile da attuare?

“C’è uno studio, fatto dalla Regione, che spiega come i trasporti pubblici potrebbero essere completamente gratuiti, perché il costo del biglietto verrebbe compensato da un utilizzo maggiore dei mezzi. Un’altra cosa che vorremmo creare è il Wi-Fi gratuito esteso a tutta la città”.

 

Oltre, quindi, ai trasporti pubblici, quali sono i primi interventi pratici che metterà in atto?

“Vogliamo introdurre il referendum senza quorum, per rendere possibile la partecipazione ai cittadini. Inoltre vorremmo creare degli interventi periodici con i cittadini per discutere di ciò che sarebbe da fare per la città. Poi ovviamente le problematiche che sono più percepite dai cittadini, quindi la sicurezza e la viabilità urbanistica”.

 

Parlando della lista del M5S, in base a che requisiti sono state scelte le persone che la compongono? E lei stessa, com’è stata scelta?

“Io mi sono resa disponibile, e successivamente sono stata individuata. A di là di questo, sul sito del M5S c’era la possibilità di poter creare una lista quindi qualunque cittadino che sia un attivista può creare autonomamente una lista.

Per quel che riguarda i componenti, sono tutte persone preparate, ognuna nel proprio ambito. Per quanto riguarda gli assessori, ci prefiguriamo di sceglierli più avanti, laddove andassimo al ballottaggio”.

 

Erano nati dei malumori all’interno del partito, relativamente alla sua candidatura?

“Nessuna polemica. Come in ogni proposta di candidatura si sono create delle piccole divergenze, che sono state ampiamente superate nel momento in cui il movimento mi ha riconosciuta come candidata. Si è creata quell’unione espressione della forza politica che è il M5S”.