di Irene Bonomi e Giovanna Colussi

Chi di noi da bambino non ha mai ascoltato la fiaba di Cenerentola? La ragazza che dopo molte disavventure corona i suoi sogni sposando il principe del regno? In questa rappresentazione della fiaba di Perrault vediamo in scena il Ballet Biarritz, diretto dal coreografo francese Thierry Malandain, uno dei maggiori autori di balletti contemporanei. Come da tradizione, il balletto inscena la storia dell’orfanella, tormentata dalla matrigna e dalle sorellastre, che, con l’aiuto della fata madrina riuscirà a conquistare infine il cuore del principe. Nello spettacolo, che riesce a conciliare la formazione classica dei danzatori con storie e sentimenti assolutamente attuali, Patricia Velasquez e Mickael Conte si librano sul palco nei ruoli dei due protagonisti, avvolti dalle note della colonna sonora della Cenerentola originale (1945) di Sergej Prokof’ev (1891-1954), noto compositore ucraino.

 

 

Uno spettacolo senza dubbio originale e coinvolgente, grazie all’interessante fusione di elementi del balletto classico e di danza contemporanea. Incontro in cui risultato è stata la creazione di un’atmosfera intima (data anche dall’ essenzialità della scenografia) a volte malinconica, a volte ironica e capace perfino di strappare al pubblico una risata. La musica soave e coinvolgente ha permesso ai ballerini di esprimere appieno la propria capacità espressiva e il proprio elegante virtuosismo, trasmettendo una grande varietà di emozioni. Questo balletto sicuramente rappresenta una notevole opera di rivisitazione e rilettura in chiave moderna della forse più celebre fiaba al  mondo, che acquista un’inedita freschezza in particolare nella figura di Cenerentola, una ragazza non più passiva e intesa solo come vittima, ma forte e capace di dare una svolta alla propria vita, superando i dubbi e le paure.