di Maria Barella e Beatrice Ciancarella

Siamo Maria e Beatrice, due studentesse di 3C. Sabato 25 novembre siamo state convocate alle preselezioni interregionali UWC, che si sono svolte a Duino, sede del Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico.

Il movimento UWC (United World Colleges) è stato fondato da Kurt Hahn, un pedagogista tedesco, nel 1962, quando la Guerra Fredda era al suo apice: la sua missione era creare un nuovo modello scolastico capace di unire i giovani di nazioni diverse attraverso un’educazione basata sulla condivisione, la collaborazione e la comprensione. Fu così che in quell’anno venne istituito il primo Collegio del Mondo Unito; al giorno d’oggi i Collegi sono 17, in quattro continenti.

Le scuole UWC si occupano dell’educazione di ragazzi dai 16 ai 19 anni: corrispondono, quindi, a quarto e quinto anno delle scuole superiori italiane. Il numero di borse di studio offerte ogni anno è limitato: l’anno scorso per gli studenti italiani sono stati resi disponibili 50 posti, distribuiti in tutto il mondo.

Le modalità di svolgimento delle selezioni sono articolate in tre fasi:

– l’invio della domanda di ammissione, ovvero una serie di quesiti ed elaborati da compilare online volti a presentare se stessi;

– una preselezione interregionale;

– una selezione nazionale.

Superando tutte e tre le fasi si è ammessi a frequentare un Collegio.

 

Prima di affrontare le preselezioni, abbiamo cercato su internet esperienze e consigli di ex-alunni per poterci preparare al meglio. Tuttavia, le informazioni che abbiamo trovato erano piuttosto scarse; l’intento con cui scriviamo è, quindi, condividere la nostra esperienza, sperando di essere d’aiuto a chi avrà intenzione di affrontare le selezioni nel futuro.

Dunque, nelle prossime righe, risponderemo alle domande che in moltissimi ci hanno posto riguardo alla giornata delle preselezioni, tenendo conto anche delle domande che ci eravamo poste noi prima di affrontarle.

 

Come si è strutturata la giornata?

Le preselezioni ci hanno tenute impegnate per tutta la giornata.

La mattina abbiamo svolto un test scritto, della durata di un’ora; al termine di questo, per alleggerire la tensione, uno degli esaminatori ci ha accompagnati a fare una passeggiata in giro per Duino. Successivamente sono iniziate le attività di gruppo, che si sono protratte anche per tutto il pomeriggio; nel contempo venivamo condotti ad uno ad uno a svolgere i colloqui individuali.

 

In cosa consisteva il test scritto?

Si è trattato di un test a scelta multipla suddiviso in tre parti: cultura generale, logica e italiano.

Le domande di cultura generale erano molto varie (ad esempio: “Quale Paese sta attualmente conducendo una guerra contro lo Yemen?” ma anche “Quale fra queste canzoni non è dei Beatles?”). I quesiti logici non erano particolarmente difficili (o almeno non per noi dello scientifico), ma il loro svolgimento richiedeva molto tempo. Infine, la parte di italiano era piuttosto simile ad una prova INVALSI, con l’analisi di un testo, grammatica e interpretazione e retorica.

Nessuno dei candidati (noi comprese) è riuscito a terminare la prova nei tempi stabiliti; ad ogni modo gli esaminatori ci hanno rassicurato dicendoci che il test incide solo relativamente sul punteggio totale.

 

Come si è svolto il colloquio individuale?

Durante il colloquio ci sono state poste domande personali e relative a temi emersi dagli elaborati delle nostre domande d’iscrizione. Tuttavia, la discussione può virare anche su tematiche di attualità o di etica; ad esempio, a una di noi è stato chiesto di costruire un quadro generale dei conflitti che al momento interessano le varie parti del mondo.

 

Qual è stata l’attività di gruppo che vi è piaciuta di più?

Le attività svolte sono state diverse, alcune più serie e altre più “leggere”. Tra queste ultime, due ci hanno divertito particolarmente: la prima consisteva nel creare un’opera d’arte con spaghetti e marshmallow in 5 minuti, mentre la seconda nell’ideare un prodotto qualsiasi che convincesse gli esaminatori (nel ruolo di investitori) a finanziarne la produzione.

 

Esiste un modo per prepararsi alle selezioni?

Non proprio: infatti, gli argomenti trattati nel corso della giornata sono imprevedibili ed estremamente vari. L’unico consiglio che possiamo dare è senza dubbio di tenersi aggiornati sulle questioni di attualità; è bene, quindi, seguire regolarmente il telegiornale e leggere riviste e quotidiani, anche online, e siti a sfondo geopolitico. A questo proposito abbiamo trovato molto utili e interessanti l’ Internazionale, BBC News e il sito Global Conflict Tracker. Inoltre, il suggerimento che gli stessi esaminatori ci hanno dato a inizio giornata è quello di essere se stessi, in quanto non viene valutata la persona ma la propria attitudine a vivere l’esperienza UWC.

 

Quali aspetti positivi vi rimarranno delle selezioni?

Al nostro arrivo abbiamo dovuto consegnare agli esaminatori i nostri cellulari, che ci sono stati restituiti solo a giornata conclusa. In questo modo è stato molto più facile socializzare con gli altri ragazzi, instaurare rapporti più profondi e condividere esperienze passate. Inoltre, è stato veramente entusiasmante mettersi alla prova anche in ambiti non valutati nel contesto scolastico.

 

In conclusione, è stata una giornata molto intensa e sicuramente non priva di ansia e agitazione, e qualunque sarà l’esito, ci resterà impressa per sempre.