di Lorenzo Della Savia e Marcello Rossi

Il candidato sindaco di Prima Udine: “Fontanini? Un errore, da parte del centrodestra. Sì alla pedonalizzazione di via Mercatovecchio, no alla piasentina. Rinnoviamo le circoscrizioni cittadine, servono per il dialogo con i cittadini. I profughi devono restare in Cavarzerani”.

 

Chi è Enrico Bertossi e cosa fa nella vita di tutti i giorni?

“Sono nato a Udine il 14 maggio 1959. Mi chiamo Enrico in onore della mia bisnonna Enrica Zuliani Bertossi. Fu lei, il 25 aprile 1927, a fondare l’azienda di famiglia nella zona di Udine sud, la Lavanderia Meccanica Friulana.

Ho frequentato il Liceo scientifico Marinelli, anche perchè il Copernico, quella volta, non esisteva. Mi avvicinai alla Democrazia Cristiana nel 1976 e mi iscrissi nel 1977, una volta raggiunta la maggiore età. Nel 1980 sono stato eletto consigliere comunale nelle file della DC. Ho conseguito, senza fermare l’impegno politico e quello nell’azienda di famiglia, la laurea in giurisprudenza.

Nel 1998 sono stato eletto presidente della Camera di Commercio di Udine, ruolo che ho occupato fino al 2003, quando iniziai a ricoprire, quale tecnico esterno, il ruolo di assessore regionale alle attività produttive nella giunta Illy.

Attualmente continuo a svolgere il mio ruolo nell’azienda di famiglia, cosa che continuerò a fare nel caso in cui le elezioni non vadano a buon fine”.

 

Perché ha deciso di candidarsi come sindaco?

“Abbiamo un progetto di sviluppo complessivo con la città che si rimbocca le maniche e crede nel proprio futuro. Qualcuno dirà che il Comune non ha competenze in ambito economico. Nulla di più sbagliato. Il Comune deve essere il motore principale del rilancio economico della città, con spirito propositivo e una accurata regia di più fattori, che possono essere decisivi”.

 

Fino a poco tempo fa sembrava potesse essere lei il candidato del centrodestra, anche se poi è stato scelto Fontanini.

Siamo stati vicini ad un accordo, ma purtroppo il centrodestra, che da 25 anni è all’opposizione a Udine, non ha saputo creare una classe dirigente e così si è arrivata alla scelta di Fontanini, che ha creato molti malumori fra i cittadini. Naturalmente spero di prendere più voti di lui e andare al ballottaggio”.

 

Oggi lei si presenta come capo di una lista civica, ma nella giunta regionale Illy 2003-2008, legata al centrosinistra, lei è stato assessore, mentre ora sembra più spostato verso il centrodestra, con il tentato accordo di cui abbiamo appena parlato. Uno che la vota, cosa vota?

“Chi sceglie di votarmi sceglie la persona, Enrico Bertossi, e soprattutto il nostro progetto. Sono orgoglioso del mio passato, quando all’epoca ero presidente della Camera di commercio, ho accettato di collaborare con Illy e fare l’assessore tecnico. Era stato lui a chiamarmi, perché conosceva le mie abilità”.

 

Nella sua opinione, quali sono le buone opere compiute dall’ormai ex sindaco Honsell? Se ce ne sono state, ovviamente.

“Beh…(ride, ndr) Sono stati dieci anni disastrosi, a partire dal fatto che in piazza primo Maggio dovevano sparire le auto, secondo il progetto, mentre sono ancora lì. Sicuramente il progetto stadio è stato ambizioso, e possiamo dire  che è andato a buon fine. Rimanendo in questo tema, sono stato l’unico, dei candidati sindaco, ad aver visitato i cantieri durante la costruzione. E abbiamo un progetto di una cittadella dello sport, nel grande spazio vuoto dietro alle curve.

Ma per quel che riguarda le strade, che necessitano manutenzione, a causa di mancanza di fondi non sono state riparate. Ma un milione, stanziato per la pietra piasentina, l’hanno trovato”.

 

Rimanendo in tema piasentina, qual è la sua posizione riguardo la pedonalizzazione di via Mercatovecchio?

“Sono favorevole alla pedonalizzazione, ma assolutamente contrario alla piasentina, elemento che non ha nulla a che fare con la storia della città”.

 

In caso di successo, quali saranno i progetti che caratterizzeranno il vostro mandato?

“Il nostro obiettivo è far tornare Udine guida e capitale del Friuli con i fatti, non con le parole. Vogliamo renderla una città che sia un luogo strategico per un turismo culturale mitteleuropeo e un turismo ambientalista e sportivo, ma anche una città dove le grandi aree dismesse vengano ripensate per la logistica, come piattaforme di deposito e di trattamento delle merci.

Inoltre sosterremo i progetti delle associazioni di volontariato impegnate nel sociale, in particolare quelle che assistono le famiglie. Garantiremo maggiore disponibilità degli impianti sportivi a tutta la cittadinanza, per incentivare lo sport e l’associazionismo sportivo”.

 

Honsell è stato sempre criticato per il non aver saputo dialogare con i cittadini. Quali sono i suoi progetti in questo senso?

“Vogliamo rinnovare l’importanza delle circoscrizioni cittadine come lo erano prima della soppressione, soprattutto per i cittadini delle fasce più deboli. Quindi vogliamo riattivare questi provvedimenti, rendendoli una presenza costante sul territorio.

La giunta si riunirà periodicamente nei quartieri per ascoltare i cittadini, garantendo la presenza di sindaco ed assessori per verificare la realizzazione o meno degli impegni presi.

 

Per quel che riguarda la sua lista, Prima Udine, come sono state scelte le persone che la compongono?

“Per la composizione della lista, sono state scelte persone preparate e competenti puntando alla parità assoluta di genere. Il vicesindaco sarà una donna, la prima nella storia della città”.

 

Trasporti pubblici: quali sono i vostri piani?

“Il nostro obiettivo è arrivare ad avere fermate e mezzi più confortevoli e adatti ai disabili, e soprattutto bus più piccoli possibilmente a batteria o con moderne linee elettrificate almeno nel centro storico”.

 

Sanità: c’è qualcosa che il comune può fare al riguardo?

“Gli ospedali pubblici e privati devono essere eccellenze al servizio non solo degli udinesi in modo da far ridiventare Udine un punto di riferimento per il Friuli, e anche le regioni e nazioni vicine. Inoltre dovremo fare qualcosa per il pronto soccorso: i tempi lunghi d’attesa sono assolutamente inaccettabili”.

 

Per quanto riguarda invece la questione sicurezza? Le zone più calde sono quelle della stazione e della caserma Cavarzerani, e la gente sembrerebbe avvertire questo senso di insicurezza che c’è soprattutto in quelle aree. Avete qualcosa di preciso da fare?

“Vogliamo rafforzare l’ordine pubblico mettendo vigili urbani più presenti sul territorio. Dobbiamo fermare l’accoglienza indiscriminata di profughi, che non devono superare le 300 unità previste dal governo. Non vanno sparsi per la città, come vorrebbero i miei avversari, ma rimanere in Cavarzerani. I clandestini e i non aventi diritto vanno espulsi, mentre chi ha il diritto di soggiorno deve svolgere lavori utili e dignitosi”.