di Giovanni Cursano

Fake news: letteralmente notizie false o, più sottile, notizie inventate.

Termine comparso molto spesso nel nome delle conferenze del Festival Internazionale del Giornalismo che si è tenuto a Perugia, proprio per la sua immediata comprensione.

Termine che ormai risulta abusato, come persino gli speaker ammettono.

Questo fenomeno è stato analizzato e approfondito in numerose conferenze, in modo differente in ognuna di esse, a seconda di chi si trovava sul palco con il microfono in mano.

Cameron Barr, editore del “The Washington Post” nel suo intervento ha illustrato esempi concreti di notizie che in seguito si erano rivelate false e sulle loro implicazioni, soffermandosi particolarmente in casi nei quali l’amministrazione Trump era coinvolta.

L’incontro con il professor Jonathan Albright della Elon University, invece, più che prenderne in considerazione alcune, si è incentrato nell’analizzare globalmente il fenomeno delle Fake News, analizzando in modo schematico come tali notizie vengono create e diffuse, nonché i mezzi mediatici attraverso i quali questa diffusione avviene.

L’enorme importanza che siti come Facebook, Twitter o YouTube assumono nella diffusione di notizie false risulta stupefacente, e ci fa rendere conto della mole della diffusione di notizie, vere o false, di cui siamo spettatori passivi o attivi fautori.

L’intervento del direttore del “Fatto Quotidiano” Marco Travaglio si è invece concentrato su un altro tipo di fenomeno, le “Post-verità”, ovvero la condizione in cui la verità viene considerata di secondaria importanza: l’incredibile numero di esempi di articoli “Post-veritieri” che il giornalista ha elencato, anche in modo ironico, al pubblico fa riflettere su quante notizie del genere vengono pubblicate ogni giorno, e di quanto sia necessario fare attenzione a cosa credere.

Un sistema di informazione basato sulla diffusione di notizie false non porterà mai vera informazione, ma si limiterà a preoccuparsi di raggiungere il grande pubblico piuttosto che ricercare contenuti, e l’unico vero modo per combatterlo è fare quello su cui si basa l’informazione, ovvero la ricerca della verità.