di J. Sophie Naponiello

 

A partire dagli anni 2000, è iniziata la diffusione di Internet che ha portato alla nascita di portali con lo scopo di far interagire il più possibile le persone fra di loro. Nel 2003 tali piattaforme presero la connotazione di “social network”.

Con lo sviluppo del web tutta la nostra vita è cambiata, i Social hanno in questo assunto un ruolo centrale, sotto ogni aspetto. Basti pensare il ruolo di primo piano che ha Twitter in politica, oppure l’importanza di YouTube per quanto riguarda la musica.

I social si sono così diffusi tanto che per alcuni hanno determinato un profitto,  diventando così un lavoro. Sui social come Instagram sono in molte le web star del momento, che hanno una fascia d’età che varia dai 14 a 40 anni circa. 

Fa riflettere come un adolescente riesca attraverso un social come Tik Tok o YouTube, ricevute milioni di visualizzazioni, ad ottenerne altrettante su un altro social. Ormai sono molti i giovani che riscuotono successo in questa maniera, dedicandosi all’organizzazione di eventi per incontrare i propri fans fino alla sponsorizzazione di prodotti e marche popolari, diventando così dei veri e propri personaggi di rilievo.

Un processo analogo avviene attraverso il mondo dello spettacolo, una volta che una persona partecipa ad una trasmissione televisiva come Uomini e Donne e Tempation Island, tra le più popolari, successivamente trova subito ad attenderlo richieste di sponsorizzazione in seguito alla fama ottenuta.

Per quanto i social sono dei mezzi utili perché ci connettono con il mondo, dall’altro ci fanno credere qualcosa che non è, ci ingannano attraverso l’apparenza.

Tra i profili più in vista su Instagram ci sono quelli di modelle e personaggi famosi, che mostrano il loro fisico perfetto e la loro vita lussuosa votata al divertimento e ai soldi. Facendoci dimenticare che in realtà la perfezione non esiste. Illudendo così gli spettatori che sia questo l’ideale di felicità da raggiungere.

Il fattore grave è che social come Instagram vengono usati da ragazzini piccoli, che hanno meno di 13 anni, e in quell’età è facile essere influenzati da ciò che si sente e ciò che si vede senza essere consapevoli del vero significato delle cose. 

Negli ultimi giorni il social però ha cambiato qualche aspetto sulle normative della privacy, limitando i requisiti di età in modo da consentire agli utenti delle esperienze limitate a fascia d’età. Ma basterà?

Sicuramente è stato fatto un passo avanti, anche se purtroppo sono molti i ragazzi che mentono sulla propria età per aver accesso a qualcosa che non sarebbe loro consentito. Specialmente perché in Instagram, come in altri social, sono presenti contenuti di qualsiasi genere fino ad arrivare a materiale pornografico e violento.

Rendendo disponibili elementi così delicati ad un pubblico molto ampio si perde la sensibilità necessaria ad affrontare determinati argomenti. 

Basta guardarsi attorno per rendersi conto che i social sono lo specchio della società nella quale viviamo, quindi perché incolpare loro dell’andamento negativo della società quando siamo noi i veri responsabili?