di Camilla La Pietra, Alice Tomada, Isabella Cossutti, Marcello Rossi

 

In vista dell’imminente esame di maturità,  molti studenti del quinto anno si stanno domandando come sarà strutturata la tanto temuta terza parte di tale prova: il colloquio orale.

Ebbene sì, anche in questo ambito sono state introdotte delle novità non da poco, grazie al Decreto legislativo n.62/2017 applicato quest’anno all’Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo scolastico. Secondo tale decreto il colloquio ha  la finalità di accertare:“il conseguimento del profilo culturale, educativo e professionale della studentessa o dello studente  ovvero sondare la preparazione del candidato in modo che sia verificata l’abilità nel connettere ed esporre i contenuti propri delle singole materie, eventualmente anche attraverso la lingua straniera appresa nel quinquennio. Nel corso del colloquio sarà richiesta anche una relazione e/o un elaborato che riguardi l’Alternanza Scuola Lavoro  e si accerteranno le conoscenze e le competenze acquisite nell’ambito di «Cittadinanza e Costituzione» (come spiegheremo dettagliatamente più avanti). L’ultima novità riguarda il punteggio massimo del colloquio, che passa da 30 punti su 100 a soli 20.

 

Le tre buste

Ma veniamo al dunque: come si svolgerà effettivamente l’esame? Secondo il Decreto ministeriale n.37/2019 la commissione predisporrà in un’apposita sessione di lavoro delle “buste” contenenti dei materiali di vario tipo (testi, documenti, progetti, problemi) tenendo conto ovviamente delle direttive nazionali e del percorso effettivamente svolto dalla classe, sulla base del Documento del 15 maggio elaborato dal Consiglio di classe.

Lo stesso ministro dell’istruzione Marco Bussetti ha confermato, nella diretta Instagram del 15 febbraio 2019, che questi materiali potrebbero essere “un testo poetico o in prosa, un quadro, una fotografia, un’immagine tratta da libri, un articolo di giornale, un grafico, uno spunto progettuale”, elementi che dovrebbero costituire spunti trasversali per creare collegamenti tra tutte le discipline.

Tali buste verranno preparate in numero pari a quello degli studenti più due, in modo che ogni studente abbia la possibilità di sorteggiarne una tra tre, evitando così che agli allievi vengano proposti gli stessi argomenti, secondo un sistema che garantisce, secondo lo stesso Bussetti, “trasparenza e pari opportunità a tutti”.

Secondo quanto detto in tale occasione, il ministero fornirà materiali esemplificativi del possibile contenuto delle buste, ma non è ancora pervenuto nessun termine certo in merito.

 

ASL

La famigerata ASL (Alternanza Scuola-Lavoro), introdotta nei licei con la legge 107/2015 (La Buona Scuola), “al fine di incrementare le opportunità di lavoro e le capacità di orientamento degli studenti”, prevede una durata complessiva di almeno 200 ore nel triennio (400 nei tecnici e professionali). In attesa di nuovi decreti ministeriali, il monte ore di ASL non cambia. L’orientamento del nuovo governo, però, sembra essere quello di una diminuzione delle ore obbligatorie; l’ipotesi più verosimile è che dal prossimo anno scendano a 90 nei licei, 150 nei tecnici, 210 nei professionali.

Mentre l’esame dell’anno scolastico 2017/2018 non disciplinava l’ obbligo di aver svolto il monte ore minimo e di conseguenza non veniva dedicata all’alternanza alcuna parte dell’esame, da quest’anno sarà richiesta, nell’ambito del colloquio, una esposizione, mediante una breve relazione e/o un elaborato multimediale, sull’ esperienza di Alternanza Scuola-Lavoro svolta nel percorso di studi, in base all’art. 17 del Decreto legislativo n.62/2017.

Un’esposizione già preparata con la quale incominciare il colloquio avrebbe potuto rappresentare per gli studenti un appiglio, seppur piccolo, per affrontare l’esame con più tranquillità,  ma l’imprevedibilità del sorteggio delle buste, prevista dalla più recente normativa, ha fatto svanire ogni speranza per gli studenti. La commissione dovrà dedicare all’elaborato sull’ASL un tempo equivalente alle altre fasi del colloquio (“l’equilibrata articolazione e durata delle fasi del colloquio”, cfr. Ordinanza Ministeriale n.205/2019, art. 19), ma non gli sarà destinato l’inizio della prova.

 

Cittadinanza e Costituzione

Fermo quanto previsto all’articolo 1 del Decreto-legge 1° settembre 2008, n.137” (Decreto n.62/2017), “[…] sono oggetto di valutazione le attività svolte nell’ambito di «Cittadinanza e Costituzione»….Sono attivate azioni di sensibilizzazione e di formazione del personale finalizzate all’acquisizione nel primo e nel secondo ciclo di istruzione delle conoscenze e delle competenze relative a «Cittadinanza e Costituzione», nell’ambito delle aree storico-geografica e storico-sociale e del monte ore complessivo previsto per le stesse.”

Il Miur ha quindi scelto di introdurre, a partire dall’esame di maturità dell’anno scolastico 2018-2019, una parte dedicata alle attività e ai lavori svolti nell’ambito di “Cittadinanza e Costituzione”. Tali attività sono subordinate alle risorse di cui le singole scuole dispongono e alla quantità di ore che i docenti riterranno necessarie per la preparazione dell’alunno. La scelta di introdurre all’interno del colloquio di maturità tale parte nasce dalla volontà di sensibilizzare gli studenti, di formarne il senso civico e di valutarne  competenze e conoscenze raggiunte nell’ambito della legalità e dell’educazione (stradale, ambientale, digitale…) a compimento del ciclo di studi. Da qui nasce la preoccupazione degli studenti. Non in tutte le scuole, infatti, viene svolta una medesima preparazione riguardo tale ambito: basti pensare ad un liceo delle Scienze umane in cui il diritto è materia curricolare e fornisce, quindi, una preparazione più completa in tale ambito rispetto ad un altro tipo di scuola superiore in cui il diritto non è presente, ma anche alle differenze nei programmi svolti all’interno di uno stesso istituto, dove non è detto che in tutte le classi venga data la stessa formazione, essendo quest’ultima condizionata dalla programmazione dei Consigli di classe o dei singoli docenti.  Dunque, tutte le attività in qualche modo ricollegabili all’ambito dell’educazione civica o della legalità possono essere possibili argomenti da discutere nella parte del colloquio orale dedicata a “Cittadinanza e Costituzione” e ciò si aggiunge all’incognita delle tre buste.

Arrivare a pochi mesi dall’esame con così tante incertezze non è una situazione sulla quale si possa sorvolare per la preparazione dell’orale. Servono direttive ministeriali più precise e meno contraddittorie, per permettere agli studenti di vivere al meglio il già di per sé difficile momento dell’esame.