di Alessandro Cappiello (collaboratore 2^Clsa)

È ormai dal 23 febbraio che io, come del resto tutti gli italiani, sono costantemente chiuso in casa a causa della quarantena. Da due mesi precisi quindi, la mia vita è radicalmente cambiata, ma in peggio o in meglio? Non saprei dare una vera e propria risposta a questo quesito, fatto sta però che, come per gli altri, la mia routine non è più la stessa: ho a disposizione tantissimo tempo, forse anche troppo, per fare sostanzialmente poche cose, ovvero seguire le videolezioni, fare i compiti e basta; o meglio questo è quello che si potrebbe credere. Infatti è facile dire che ci si annoia, che non si ha nulla da fare, che questa quarantena è come essere agli arresti domiciliari. Il difficile, arriva quando bisogna provare ad impiegare il proprio tempo: dire :“bah che noia!” è molto meno faticoso rispetto a cimentarsi in nuove attività, allenarsi ed impiegare il proprio tempo. Se però si guarda la situazione in un altro modo, se si acquisisce una determinata consapevolezza, le cose da fare si trovano, accidenti se si trovano! Personalmente infatti, io ho praticamente sempre qualcosa da fare, quasi senza correre il rischio di annoiarmi. È ovvio che ogni tanto anche a me manca la vita di prima, ma provo a sfruttare questa quarantena il più possibile. Ho infatti da un po’ cominciato a fare dei dolci quando ho gli ingredienti necessari, così per ammazzare il tempo e fare qualcosa che personalmente , di solito faccio molto di rado. Ogni pomeriggio o quasi mi alleno, ascolto la musica, passo il tempo in videochiamata con gli amici, ma soprattutto, rifletto. Già, rifletto, e anche parecchio devo dire, penso a ciò che succederà dopo questo lockdown, come mi sta cambiando, e com’ero prima che iniziasse: magari un po’ più menefreghista, anche se non è un termine del tutto corretto, diciamo che prendevo le cose un po’ alla leggera. Ora invece,  tutto, ogni minimo particolare ha importanza, e cerco di trovare la felicità e la forza necessaria per vivere al meglio questa quarantena nelle piccole cose, non perdendo mai la serenità. Questa è difficile da mantenere, soprattutto in questo momento: mi mancano da morire i miei amici, gli aperitivi in centro, gli allenamenti con la mia squadra di calcio, persino la scuola! Tutto ciò era la mia quotidianità fino a poco tempo fa, ma si sa, tutto può succedere, ed è proprio quello che è avvenuto. Per questo provo a fare quello che  molte persone dicono spesso :“per non essere triste trova qualcosa da fare, impiega il tuo tempo”. Come lo sto facendo io, però, vorrei che questo lo facessero tutti, per uscire da questo lockdown migliorati, più consapevoli di se stessi e sicuri. In questo modo, saremmo riusciti a trasformare un evento apparentemente disastroso in una risorsa fondamentale per tutti noi, migliorando sia il nostro presente che il nostro futuro. Dopo tutto è nei momenti difficili che si trovano le soluzioni migliori, e chi lo sa che alla fine di questo lockdown qualcuno non abbia scoperto un suo talento nascosto, e che magari, ora, non stia leggendo questo testo.