di Nicolò Marcone

Il cinema, la settima arte, l’ultima ad essere inventata. Un insieme di immagini in movimento e suoni. Come tutte le arti anch’esso ha subito crisi e periodi di gloria. E adesso ci troviamo nel bel mezzo di una feroce crisi cinematografica a cui (si spera) seguirà un periodo di gloria. Questa crisi comincia non molti anni fa con la nascita dello streaming, che si è potuto realizzare solo grazie all’incredibile sviluppo della rete. Lo streaming permetteva di diffondere film e video in netto contrasto con il cinema tradizionale, in quanto contrapponeva l’idea dei film come “prodotto” da vendere sotto forma di DVD all’idea del cinema come “servizio” che si poteva ottenere pagando. Le neonate aziende dello streaming cinematografico iniziarono quindi a produrre serie TV che, grazie a un metodo di diffusione migliore di quello del cinema, si diffusero rapidamente e il fatturato salì. A questo punto nei produttori cinematografici iniziò a diffondersi la paura. Queste aziende erano stimolate dal loro stesso sviluppo a produrre novità riducendo il numero di persone che andavano al cinema. Tutto questo ha reso più svantaggioso produrre film con nuove idee in quanto le probabilità di insuccesso erano aumentate. Dato che il nuovo, in fondo, è sempre un azzardo, i produttori avevano troppa paura per investirvi i loro soldi. Iniziò la ricerca di un “prodotto sicuro”, un film che sicuramente avrebbe fruttato, ma ciò si poteva ottenere soltanto restando sul vecchio e così iniziarono ad uscire prequel, sequel e spin-off (i film che raccontano la storia di un personaggio secondario di un altro film). Il tempo passò e i produttori avevano sempre più paura, ci voleva un prodotto ancora più sicuro e meno nuovo e così si iniziò a produrre remake con attori veri dei vecchi cartoni animati. Vorrei specificare che remake e rivisitazioni sono due cose diverse, le rivisitazioni sono delle riletture di vecchi film con delle evidenti modifiche alla trama, come per esempio il film Maleficent, i remake invece sono dei film con trama e spesso ambientazioni identici ai film cui si riferiscono. E così vengono prodotti i moderni Cenerentola, Il libro della Giungla, Aladdin, Il re leone, La bella e la bestia… Adesso ci troviamo in uno dei momenti più gravi della crisi, per rendersene conto basta guardare i film più attesi che escono: sono quasi tutti sequel, prequel, spin-off, remake, sequel di prequel, sequel di spin-off o parte di una interminabile catena di film come la serie degli Avengers. Di recente è uscito il film Downton Abbey, io non conosco il nome della categoria di film derivati da serie TV, non so neanche se esista un tale nome, ma se non esiste dovranno inventarselo in fretta. Tuttavia questo film è una prova di quanto il cinema sia diventato ostile alle nuove idee riducendosi a copiarle dalle serie TV, sono già usciti film simili, ma sono delle rarità e non erano così attesi come Downton Abbey. Ma non bisogna pensare che le alte sfere cinematografiche abbiano compreso che il vento è girato e si stanno gettando nello streaming pretendendo una fetta di torta, la Disney, per esempio, ha creato Disney+. Io non dico che tutto questo sia brutto, è solo una normale risposta allo sviluppo tecnologico, tuttavia trovo triste l’idea del cinema che per sopravvivere annacqua i suoi vecchi successi. Dopotutto però la trasformazione sta avvenendo in modo fluido per registi e attori, tanto che al momento ci sono numerosi attori che recitano contemporaneamente in film e in serie TV. Cosa succederà alla fine? Il cinema si estinguerà del tutto travolto dalla tempesta dello streaming? Personalmente ritengo che ci sarà sempre qualche persona che vorrà vedere i film su uno schermo gigantesco senza avere i soldi per comprarlo, il cinema vedrà diminuiti i suoi introiti e i film saranno prodotti principalmente per lo streaming, ma sopravviverà. Stesso discorso per i film intesi come “prodotto”, ci sarà sempre qualcuno che vorrà “possedere” un film. 

Vorrei precisare che questa tesi sul prossimo futuro del cinema è in realtà solo un’ipotesi, data la mia incapacità di vedere il futuro!