di Beatrice Ciancarella

Il dono di due stelle lontanissime nel tempo e nello spazio è stato recapitato alla Collaborazione LIGO-VIRGO, premio Nobel per la fisica 2017

 

Il 16 ottobre scorso è stata resa pubblica una scoperta sensazionale per il mondo della fisica e dell’astronomia: il 17 agosto per la prima volta sono state rilevate le emissioni della collisione tra due stelle di neutroni e per la prima volta gli scienziati possono affermare di aver “visto” una sorgente di onde gravitazionali.

Le stelle di neutroni sono residui cosmici: si originano da una stella massiccia, nella quale, quando il nucleo collassa su se stesso, protoni ed elettroni, caricati dal processo, si fondono in neutroni. Così nasce una stella in uno stato estremo della materia, paragonabile all’anticamera dei buchi neri, impossibile da riprodurre in laboratorio e mai osservata finora. Ė una stella costituita quasi interamente da neutroni e incredibilmente densa, un cucchiaino di materia peserebbe un bilione di tonnellate, ovvero quanto l’intera popolazione umana!

L’evento, registrato da centinaia di osservatori sulla Terra, interessava due stelle di massa 10-20% maggiore di quella del Sole e larghe meno di 30 km, stelle che appartenevano alla costellazione dell’Idra, a 130 milioni di anni luce da noi. Stelle che, all’epoca in cui i dinosauri gironzolavano sul nostro pianeta, hanno cominciato ad avvicinarsi fino a collidere e poi fondersi, emettendo un lampo di raggi gamma, onde gravitazionali e successivamente onde elettromagnetiche che ci hanno appena raggiunto.

L’evento registrato si può ascoltare e vedere in un sorprendente ed emozionante ricostruzione video, pubblicato da BBC Online (link: www.bbc.com/news/av/science-environment-41641724/neutron-stars-hear-the-mighty-cosmic-collision).

 

Gli attesissimi risultati ottenuti hanno conseguenze ancora più intriganti. Innanzitutto è stato finalmente possibile determinare l’origine di elementi tra i più pesanti dell’Universo, come l’oro e il platino. La pirotecnica nube sollevatasi dopo l’esplosione è in parte formata da tanta polvere d’oro quanto dieci volte la massa della Terra. Secondariamente, l’osservazione del fenomeno ha confermato l’ipotesi che la “scintilla” finale della fusione di stelle sia proprio un lampo di raggi gamma. Non di meno ha consolidato la teoria della relatività di Einstein, per la quale le onde gravitazionali viaggiano alla velocità della luce.

In terzo luogo questo studio dà inizio a una nuova era nell’indagine del cosmo. La scoperta è il prodotto di un’importante collaborazione tra rilevazioni, osservazioni e analisi di numerosi enti e istituzioni del campo.

L’Italia, in particolare, ha avuto un ruolo essenziale. VIRGO, il rilevatore progettato assieme a LIGO per captare le onde gravitazionali generate da eventi cosmici violenti, è stato sviluppato da italiani. Sempre italiani sono gran parte dei satelliti che hanno fornito un fondamentale contributo al lavoro svolto. Infine lo stesso Nichi d’Adamo (presidente dell’Istituto Nazionale di AstroFisica) afferma: ≪…è un grande successo per il nostro ente, l’unico al mondo che possiede al suo interno le risorse intellettuali e strumentali per osservare l’universo a tutte le sue lunghezze d’onda, da terra e dallo spazio.≫.

Dunque un trionfo per la scienza, ma anche un trionfo per l’Italia, una dimostrazione che c’è ancora molto da scoprire, ancora molto da fare. Una speranza per gli scienziati italiani e internazionali, un’offerta per i cittadini, ma soprattutto per i giovani come noi del Copernico, perché si misurino in questa affascinante ricerca della conoscenza.