di Lorenzo Della Savia

Gli studenti dei licei Copernico e Marinelli di Udine alle iniziative nazionali. Una delegazione sulla Nave della legalità e un video su “Udine isola felice”.

Ventitré maggio. Ventisei anni fa, l’attentato sull’A29, nella zona di Capaci, dove a morire furono il giudice Giovanni Falcone, la moglie e tre agenti della scorta. Ventisei anni dopo, il ricordo. In memoria sia dei deceduti in occasione della strage di Capaci che di quelli di via D’Amelio, luogo reso tristemente celebre dalle morti dell’altra grande icona della lotta antimafia, Giovanni Borsellino, e degli uomini della scorta.

Mentre ad oltre mille chilometri di distanza la Nave della legalità, colma di studenti, partita da Civitavecchia, raggiungeva Palermo, nella sede della Corte d’Assise d’Appello di Trieste ha avuto luogo una mattinata dedicata alla Giornata in ricordo delle due sanguinose stragi e dei due grandi magistrati. Numerose scuole, da tutte le province del Fvg, vi hanno partecipato, presentando i propri progetti. Tra gli interventi da registrare quelli dei due licei scientifici udinesi, Marinelli e Copernico. Il primo istituto ha presentato il video “Udine isola felice”. È vero che la mafia, dalle nostre parti, non esiste? È vero che è appannaggio solo del sud? È vero che il nord non ne è toccato? Nulla di più falso. La mafia c’è, è dappertutto, e i casi sono numerosi anche in Fvg: si va dagli appalti truccati alle infiltrazioni malavitose nelle aziende. L’argine è rappresentato dalle commissioni d’inchiesta, e dalle associazioni (tra tutte Libera).

Il Copernico – partecipe con proprie delegazioni sia nella sede giudiziaria a Trieste che a bordo della sopra citata Nave – ha invece mandato in scena “Angeli custodi: l’esempio del coraggio, il valore della memoria”, un cortometraggio esaltante le opere e la memoria di chi ha perso la vita per lo Stato e per la lotta alla mafia: ricordàti non solo i deceduti nelle due stragi più tristemente celebri, ma anche altri veri e propri monumenti della legalità quali Peppino Impastato o Carlo Alberto Dalla Chiesa. A chiudere il cerchio, la lettura di vari brani (tratti da libri, dichiarazioni o deposizioni) da parte di studenti di istituti di tutte le province della regione. Tra questi anche lo Stringher di Udine.

Da Trieste a Palermo: una delle armi per combattere un cancro diffuso sull’intera Penisola è la consapevolezza. È la voglia di affrontare certi temi, di sviscerarli, di parlarne. È l’unica maniera che ogni cittadino ha per diventare cosciente, attivo. Ed il grande coinvolgimento di ragazzi che – all’epoca dei fatti ricordàti  ancora non c’erano- è significativo: funge da indicatore d’una certa attenzione generale a questo tema, di stretta attualità.

Lo diceva Falcone: “Gli uomini passano, le idee restano e camminano sulle gambe di altri uomini”. La buona notizia è che in molti – nel proprio piccolo – hanno preso le idee e le stanno facendo marciare con convinzione.

 

(Messaggero Veneto – Scuola, 30.05.18)