di Marcello Rossi

Il progresso tecnologico tende a proporre all’uomo, quasi ad imporre, mezzi creati per semplificare la vita. Basti pensare alla lavatrice, all’automobile, al frigo, e, naturalmente, al cellulare. Quest’ultimo, ormai indispensabile, funge da rubrica, da calcolatrice, da foto e da video-camera, da quotidiano e da computer.
Effettivamente queste sono tutte funzioni accattivanti, che catapultano su questo prodotto l’attenzione e l’interesse della maggioranza dei cittadini del terzo millennio, a cui si rivolge Aldo Cazzullo nel suo nuovo libro “Metti via quel cellulare”.

Il testo, sotto forma di un serrato dialogo padre-figli, invita i lettori a non confondere la vita virtuale con quella reale, a non rinunciare ai libri, al cinema, al teatro. E soprattutto a non coltivare virtualmente i rapporti umani, troppo spesso, ormai, sostituiti dalle chat.
Lo sviluppo della tecnologia ha inoltre dimostrato di avere la capacità di modificare la relazione fra il mondo dell’informazione e gli utenti.
Con il Web la notizia ha visto ampliare il suo ciclo di vita, arrivando a subire puntualmente, dopo la sua prima diffusione, un processo di condivisione e partecipazione per cui, alla fine del suo percorso, molto è stato aggiunto al contenuto originale. Al giorno d’oggi, di fatto, anche i lettori collaborano attivamente alla creazione stessa della notizia.
L’autore non vuole comunque assolutamente demonizzare lo strumento “cellulare”, ma suggerire ai lettori un utilizzo dello stesso più consapevole per poterne sfruttare le enormi e ancora in parte inesplorate potenzialità. Una vita sociale appagante può, senza alcun problema, coincidere con uso intelligente dell’apparecchio.

Così si smentirebbe quanto detto tempo fa dal disegnatore Altan :“É record, ogni cellulare possiede un Italiano”.