di Nicola Grion

Tratto dai racconti dei sopravvissuti di guerra, della Grande Guerra, “Milite ignoto” è uno spettacolo che testimonia il primo, vero momento di unità nazionale.

Il Regno d’Italia era stato proclamato nel 1861, ma nella realtà le differenze territoriali e culturali tra gli Italiani erano ancora molto evidenti. Il milite ignoto è un simbolo di quello che è stato il sacrificio di molti uomini e ragazzi per la Patria. Infatti il passaggio di quel corpo senza vita di uno dei tanti soldati italiani, scelto il 28 ottobre 1921 tra undici salme che non era stato possibile identificare, attraverso il territorio nazionale, partendo da Aquileia con destinazione Roma, aveva richiamato centinaia di migliaia di Italiani a rendere omaggio e a partecipare al dolore per la perdita dei propri cari.

Nello spettacolo a cura di Mario Perrotta vengono evidenziati gli ostacoli che ragazzi poco più grandi di noi o nostri coetanei si trovarono ad affrontare al fronte. Per prima cosa la lingua: i soldati provenivano da tutta la penisola  e conoscevano quasi esclusivamente il dialetto della loro terra, quindi spesso non capivano gli ordini dei superiori e altrettanto spesso ne patirono le conseguenze. Sangue, fango, odore acre di morte era ciò che si trovava in trincea, ragazzi a combattere contro altri ragazzi, involontariamente nemici da uccidere se si voleva tornare a casa dalla famiglia, dalla madre, dai figli, dalla moglie,…

Lo spettacolo riesce a trasmettere le emozioni, le paure e le speranze dei giovani  al fronte attraverso l’esperienza di un soldato chiunque, talmente “chiunque” che nemmeno lui sa chi sia. Da questo il titolo … Milite ignoto.