di Tommaso Scarabelli

Il 16 marzo gli alunni Blasutig Sasha (4^E), Mondini Clara (5^G), Scarabelli Tommaso (4^E) e Vezil Chiara (4^F) hanno avuto occasione di partecipare alla fase regionale delle olimpiadi delle neuroscienze. La competizione si è tenuta a Trieste, presso il Polo Didattico Valmaura, dove i quattro concorrenti si sono recati in treno, accompagnati dalla prof.ssa Bittolo. Al loro arrivo hanno trovato sul loro tavolo un cartellino con il nome della scuola di appartenenza insieme ad alcune magliette “stampate” appositamente per l’occasione.

Ricostruzione virtuale di una complessa rete di neuroni

Le neuroscienze comprendono tutti gli studi effettuati sul sistema nervoso. Gli argomenti di studio spaziano dalla ricerca sulle malattie cerebrali alla neuro-etica. Sono sempre più numerosi gli appassionati a questa materia, strettamente legata agli studi di psicologia e che sta “invadendo” le università. Per questo motivo sono state create le Olimpiadi di Neuroscienze: per dare un’idea ai ragazzi di scuola superiore cosa sia esattamente questa disciplina.

Queste olimpiadi d sono delle vere e proprie gare suddivise in varie fasi.

La fase locale permette ai vari istituti di individuare i cinque componenti della squadra che poi gareggerà a livello regionale. La prima prova di questa fase consiste in tavole mute del cervello dove individuare i nomi delle varie sezioni: questa è la parte più complicata, dato che si tratta di imparare a memoria i termini e riconoscere le parti del cervello. La seconda prova consiste in un test vero/falso da dieci domande e tre risposte ciascuna da “giudicare”. La terza prova è la meno complicata: si tratta di riconoscere cinque diverse malattie dati alcuni sintomi. Nelle prime due prove ogni errore o risposta non data è un punto che va a sottrarsi al punteggio finale: è meglio tentare la sorte che lasciare uno spazio vuoto.

La fase regionale è invece costituita da una prova a squadre, da due prove individuali e da una prova finale per i dieci che hanno totalizzato il punteggio maggiore. Solitamente alle regionali partecipano cinque alunni per istituto ma, a causa di una sovrapposizione di gare e altri impegni fuori Udine, il Copernico ha aderito con solo quattro appassionati di neuroscienze.

La prima prova di questa seconda fase è un cruciverba le cui definizioni riguardano tutto l’ambito delle neuroscienze e che viene svolto da tutti i membri della squadra in un tempo massimo di 30 minuti. Il punteggio, a cui vengono sottratti punti per ogni errore, si va poi a sommare ad ogni punteggio individuale di ogni membro della squadra. La seconda prova è un test vero/falso simile a quello della fase locale ma sono presenti anche domande in lingua inglese. Infine la terza prova consiste in  una serie di giochi di enigmistica che tuttavia valgono pochi punti; se le risposte sono errate, non si viene penalizzati. Ai dieci finalisti a questo punto vengono consegnate delle lavagnette su cui essi devono rispondere a delle domande a risposta aperta in 15 secondi. Solo i primi tre vengono selezionati per la fase nazionale.

Quest’anno il Copernico non si è qualificato per le nazionali, ma i partecipanti hanno comunque vissuto un’esperienza non comune, di cui faranno tesoro per le prossime olimpiadi. Premio di consolazione? Delle gomme a forma di cervello!