di Irene Bonomi e Giovanna Colussi

Il circo, una scelta per la vita se deve diventare un mestiere. Intervista agli artisti della compagnia Finzi Pasca in scena al Teatrone con“Il Teatro della carezza” spettacolo sintesi tra il  teatro, la danza e il canto  

Delicatezza ed ironia sono solo alcuni elementi che caratterizzano il nuovo spettacolo, ora in Italia, di una delle più apprezzate compagnie internazionali di circo e teatro: la compagnia Finzi Pasca. Emozionante inno alla vita, alla forza generatrice della propria interiorità “Per Te”, lo spettacolo andato in scena al Giovanni da Udine rappresenta la nuova espressione del “Teatro della Carezza”. Si tratta di un linguaggio poetico e suggestivo, ma anche simbolico e polisemantico e per questo a volte difficile da cogliere; una ricerca del gesto invisibile e del punto di incontro tra commozione e leggerezza. In questo spettacolo, che riunisce circo contemporaneo, teatro, danza e canto, la dimensione ideale è l’aria: il vento che in ogni scena fa volteggiare petali di rosa o teli di seta. Chi, come noi, ginnaste del Circus Copernicus, muove i primi passi nel magico mondo del circo, può apprezzare l’espressività degli acrobati-attori che sulla scena paiono privi di peso, così come tutti gli altri oggetti sul palco. Abbiamo poi avuto la possibilità di fare agli artisti qualche domanda.

 

Al giorno d’oggi, Internet e la televisione ricoprono un ruolo fondamentale anche riguardo alle rappresentazioni teatrali o musicali. Ritenete che questo abbia in qualche modo sostituito le vostre performance dal vivo?

Virtuale e reale sono due piani differenti. Sicuramente è più semplice ed economico seguire uno spettacolo davanti a uno schermo, ma dal vivo ha tutto un altro effetto. Anche per noi artisti è diverso: dobbiamo riuscire a trasmettere emozioni solo grazie alla nostra abilità, senza “trucchi” come montaggi, tagli o cambi di scena, e ciò che cerchiamo di esprimere non rende da un video.

 

Che cosa vi ha spinto a intraprendere una carriera particolare come il circo?

Tutti e tre abbiamo iniziato praticando uno sport (arrampicata sportiva, danza e ginnastica artistica). Poi, per passione personale o sostenuti da familiari, abbiamo frequentato una scuola professionale, come ad esempio la Flic di Torino. Dopo abbiamo iniziato a lavorare per varie compagnie, fino ad arrivare alla Compagnia Finzi Pasca.

 

Se ci fossero ragazzi appassionati di circo che vorrebbero farlo diventare il proprio mestiere, che percorso consigliereste loro di fare?

Il circo non dev’essere un’alternativa. Non si riesce a fare un altro lavoro e mantenere il circo come hobby a livelli abbastanza alti (nelle scuole gli allenamenti sono di otto ore al giorno). Piuttosto, è meglio laurearsi e tenere la laurea come piano B. Inoltre, non è vero che dopo una certa età non è possibile essere circensi: sebbene non si riesca ad essere acrobati, si può comunque lavorare, ad esempio come attori.