di Tommaso Scarabelli

 

Spesso sentiamo al telegiornale che la popolazione mondiale sta aumentando a dismisura. In particolare nel 2011 abbiamo tutti appreso la notizia che abbiamo superato i 7 miliardi di abitanti sulla Terra, cioè un 7 seguito da 9 zeri.

Grafico della popolazione mondiale negli ultimi secoli

Circolano vari modelli, tutti ovviamente con un largo margine di incertezza, secondo i quali questa crescita continuerà fino a provocare problemi di sovrappopolamento.  Bisogna però notare, come suggerisce Antoine di Saint- Exupéry ne “Il piccolo principe” (anche se parla di “soli” 2 miliardi di persone), che in realtà la sovrappopolazione di per sé non comporta alcun rischio.

 

“Gli uomini occupano molto poco spazio sulla Terra.

Se i due miliardi di abitanti della Terra si mettessero in piedi

e abbastanza vicini, come durante un meeting,

potrebbero facilmente collocarsi su una piazza pubblica

lunga venti miglia e larga altrettanto.

Si potrebbe ammassare tutta l’umanità

su un piccolo isolotto del Pacifico.”

 

 

Dunque il problema del sovrappopolamento non riguarda le persone in sé ma i loro bisogni: le risorse del mondo non sono infinite e crescono in modo differente dalla popolazione mondiale.

Questa è proprio la visione di Thomas Malthus, un economista inglese dei tempi della rivoluzione industriale. Secondo Malthus una crescita troppo rapida della popolazione si risolverebbe solo grazie alle cosiddette “catastrofi malthusiane”, cioè catastrofi “provvidenziali” che ristabilirebbero l’equilibrio tra abitanti e risorse. Fra questi disastri figurano malattie come la peste e la guerra.

Di fronte a questa visione piuttosto pessimistica, che tuttavia rappresenta una reale possibilità, vi è anche una teoria che prevede un futuro decisamente più tranquillo.

Questo modello nasce dall’analisi, un ramo della matematica usato in biologia per studiare la crescita delle popolazioni di organismi.

 

Tralasciando le complicate formule, si può notare come la curva blu tenda ad una crescita infinita, cioè ad un aumento sempre maggiore ed incessante della popolazione in proporzione al tempo, ma è la curva rossa quella che ci interessa.

Si tratta di una funzione che, a partire dai dati del tempo trascorso e delle risorse disponibili, costruisce la cosiddetta curva logistica. Essa segue per un tratto la stessa crescita esponenziale descritta dalla curva blu, ma man mano che il tempo passa  la popolazione diminuisce la sua velocità di crescita e comincia a stabilizzarsi quando raggiunge la metà della capacità massima fino ad attestarsi su quest’ultima, rappresentata dalla linea tratteggiata.

Secondo questo modello, in futuro due genitori avranno mediamente due figli e le risorse, anche se finite, non rappresenteranno più un problema grave come quello previsto da Malthus. Inoltre lo stesso consumo delle risorse umane segue un modello simile alla curva logistica e questo fatto è già sfruttato da tempo dagli economisti per stimare la domanda e la durata delle risorse.

Ovviamente è errato utilizzare un’equazione per predire qualcosa di così imprevedibile come la natura umana. Tuttavia sarebbe altrettanto sbagliato ignorare completamente questo modello matematico (a cui se ne affiancano di più complicati che meglio si adattano ai dati reali), anche perché rispecchia il comportamento di alcune popolazioni.

Alla fine però non sappiamo quali sorprese ci attendono in futuro e invece di pensare ad un ipotetico Doomsday (giorno del giudizio), dovremmo far fronte ai problemi molto più concreti che ci pone il presente. Ci penserà la matematica a risolvere i grandi ostacoli del futuro!