di Sara Candussio e Raffaella Lorusso

Il 26 ottobre 2017 è stata approvata in via definitiva la nuova legge elettorale, il Rosatellum. Questo nome deriva dal deputato Ettore Rosato, capogruppo del Partito Democratico alla Camera, relatore della legge. Il voto a favore è giunto da PD, Alternativa Popolare, Forza Italia e Lega, mentre il Movimento Cinque Stelle si è dichiarato contrario.

la legge prevede un sistema elettorale misto, proporzionale e maggioritario, infatti assegna i 2/3 dei seggi alla Camera e al Senato con il sistema proporzionale mentre il restante con il sistema maggioritario in collegi uninominali.

 

Questo è stato detto da molti, ma esattamente cosa significa?

“Proporzionale” significa che un partito ottiene un numero di seggi che dipende dal numero di voti che ha ricevuto. Più elettori lo votano, più persone appartenenti a quel partito vanno alla Camera o al Senato.

“Maggioritario in collegi uninominali” è necessario invece scomporlo.

Un “collegio uninominale” è un partito o una coalizione di partiti che si accordano proponendo un candidato. Maggioritario significa che viene eletto il candidato che tra tutti ottiene più voti.

Facile, no? No.

Non è così semplice!

Prendiamo un esempio.

Ho i partiti Bianco, Rosso e Verde che decidono di allearsi e propongono, in rappresentanza alla nostra ragione, un candidato del partito Bianco.

A me però il candidato del partito Bianco proprio non piace: decido di votare solo il partito Verde. Succede però che il mio voto, visto che il partito Verde fa parte di una coalizione, va ad eleggere il candidato del partito Bianco, quello che non mi piaceva.

Sì, nella scheda elettorale vengono indicati i candidati che il partito Verde propone. No, non posso votare solo loro. Se voto il partito Verde il mio voto va sicuramente al candidato del partito Bianco, mentre non mi dà la garanzia che i candidati del Verde siano eletti.

Non si possono quindi esprimere preferenze se non quelle che il partito o la coalizione ci propongono come voto uninominale. Pena l’annullamento della scheda.

Questa cosa è bilanciata dal fatto che se io voto per il candidato uninominale del partito Bianco, il mio voto va anche al partito Verde, in quanto parte della coalizione. Così il numero di seggi che ottiene quella coalizione a partire dai voti del candidato uninominale viene diviso tra i partiti che fanno parte del collegio.

Ma quindi come faccio a non votare il partito Rosso, che fa comunque parte della coalizione?Non posso. Posso però scegliere il candidato del partito Bianco (collegio uninominale) e poi votare il partito Verde.

Bisogna ricordarsi che non è possibile votare per il candidato del partito Bianco all’ uninominale e poi scegliere il partito Blu, che non fa parte della coalizione, per il proporzionale.

Se invece mi piace la coalizione dei partiti Rosso, Bianco e Verde, ma non voglio votare il candidato che essi hanno scelto, mi conviene votare un’altra coalizione. In nessun modo posso evitare di dare il mio voto al candidato uninominale della coalizione se do il mio voto ad uno dei partiti che ne fanno parte.

Mettiamo poi che il partito Verde riceva un determinato numero di voti. Può mandare al Senato e alla Camera i suoi rappresentanti solo se supera la “soglia di sbarramento”, ovvero se il partito Verde ottiene almeno il 3% dei voti facendo riferimento al totale nazionale dei voti.

Se invece il partito Verde ha particolare fortuna nella nostra regione, ottenendo il 40% dei voti, ma nazionalmente non raggiunge il 3%, ottiene lo stesso alcuni seggi. Vale lo stesso per le coalizioni, che però devono ottenere almeno il 10% dei voti.  

Ovviamente i più avvantaggiati con questa legge elettorale sono i partiti che scelgono di formare coalizioni, come quella di destra formata da Berlusconi, Salvini e Meloni, che, nel caso raggiungessero oltre il 40% dei voti, otterrebbero la maggioranza dei seggi in Parlamento, quindi la vera direzione del nostro Paese.

Gareggiano da soli invece il M5S e il PD, il quale però si vede già la mano tesa da Berlusconi, che propone un governo a larghe intese con il PD dopo la votazione, nel tentativo di emulare il modello della Germania. Nonostante l’orientamento politico opposto, un governo di larghe intese sarebbe necessario nel caso, non escludibile, in cui nessun partito o coalizione raggiungesse il 40%.

Il M5S, che dai sondaggi attuali avrebbe circa il 28% dei voti (pari a quelli rivolti al PD), appare invece il più restio ad allearsi, rischiando  di rimanere escluso dalla coalizione che guiderebbe l’Italia,  deludendo così la volontà dei suoi votanti.

Tante sono state le discussioni durante l’approvazione del Rosatellum in quanto alcune forze politiche hanno ritenuto e ritengono che questa legge sia stata fatta contro il loro movimento/partito.

A sostegno di questa tesi si leva una voce abbastanza nota: “È una legge criminale – dice Mieli, ex direttore del Corriere della Sera in un’intervista per il Fatto Quotidiano – che ci fa fare una figuraccia anche a livello internazionale, perché non si fa una legge il cui unico obiettivo è fare fuori quello che secondo molti sondaggi potrebbe essere il partito di maggioranza relativa alle prossime elezioni senza fare alcun tipo di alleanza. Ciò è sia criminale, sia autolesionista perché chi l’ha voluta, quella legge, farà male soprattutto a se stesso”.

Le opinioni possono essere condivisibili o meno, ma, dati alla mano, al momento solamente il 45% degli italiani andrebbe a votare. Il risultato di queste elezioni è ancora da decidere.