di Carla Delle Vedove

 

Immaginate di dover tornare a casa, il posto in cui ognuno dovrebbe sentirsi più sicuro, ma avete paura. Immaginate che a casa ci sia qualcuno che amavate, ma che vi fa soffrire sia fisicamente sia psicologicamente. Immaginate di non riuscire più a fidarvi di nessun uomo perché qualcuno si è permesso di trattarvi come voleva, solo perché siete donne. Immaginate che la vostra vita venga interrotta da un uomo che diceva di amarvi.

 

Durante tutto il 2017 in Italia si sono rivolte ai Centri antiviolenza per chiedere aiuto ben 49.152 donne, di cui 29.227 hanno cominciato un percorso di uscita dalla violenza e nei primi nove mesi del 2018 solo nel nostro Paese ci sono state 32 vittime di femminicidio. Nonostante queste cifre siano così spaventose, fortunatamente reati come maltrattamenti in famiglia, stalking, percosse e violenze sessuali sono in calo e, allo stesso tempo, crescono le denunce e gli arresti. Questi sono i dati che la polizia ha fornito in occasione del 25 novembre 2018, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Ebbene sì, nel 1999, per contrastare questi inconcepibili drammi, l’ONU ha voluto istituire una giornata per riportare l’attenzione su tutte le donne che vivono delle tragedie, che spesso vengono anche tenute nascoste e non denunciate per paura o vengono sottovalutate e giustificate in qualche modo. La data scelta per il 25 novembre ci riporta all’assassinio di tre sorelle, considerate rivoluzionarie, che nel 1960 nella Repubblica Dominicana sono state torturate e massacrate per poi essere uccise e buttate in un burrone simulando un banale incidente.

“O mia o di nessun altro”. Questo è spesso il “ragionamento”, assurdo, che sta alla base di chi commette violenza su una donna. La gelosia, la fine non accettata di una relazione, un litigio possono addirittura portare alla morte di una donna per mano di un uomo. Un uomo che da una parte dice che non può sopportare di essere lasciato da lei perché l’ama troppo, ma dall’altra si dimostra privo di amore e di qualsiasi altro tipo di sentimento. Spesso, infatti, chi commette un femminicidio non si sente minimamente in colpa per le sue azioni. Continua a sostenere la propria innocenza ed è convinto di aver fatto la cosa giusta: la donna si meritava quella fine, aveva osato ribellarsi e contrastare la superiorità del suo compagno, lo aveva contraddetto, insomma, aveva le sue colpe. Altri uomini, invece, giustificano una violenza dicendo che non hanno saputo resistere a una donna, che lei era ubriaca o indossava vestiti scollati, che era attraente, come se questo rendesse lecita una loro azione di violenza. A loro non importa chi sia quella ragazza, se ama qualcuno, cosa pensa in quel momento.

La verità è che chi fa violenza su una donna dimostra egoismo, totale mancanza di rispetto, di coscienza, incapacità di provare sentimenti e di instaurare una relazione solida con una persona. L’unico scopo è dominare e dimostrare superiorità, anche se presunta, approfittando di qualcuno che viene considerato debole e da sottomettere. È forse amore questo?

Nella maggior parte dei casi non è possibile modificare la mentalità di questi uomini. Ciò che è fondamentale però è denunciare e chiedere aiuto per uscire da una situazione assurda nella quale ci si trova senza avere nessuna colpa, anche se può essere difficile. Non è ammissibile che una donna sopporti una o più situazioni violente e che non denunci, magari per mancanza di prove o per paura di conseguenze peggiori e di una giustizia troppo lenta. Non si può permettere che chi ha commesso violenza lo faccia di nuovo.

È per questo che in occasione del 25 novembre ogni anno in tutto il mondo vengono organizzate manifestazioni, incontri e campagne a sostegno delle donne. È fondamentale capire di non essere sole a combattere contro chi fa soffrire ed è anche importante fornire l’aiuto necessario a chi ne ha bisogno. Per questa ragione il 28 novembre 2018 è stato approvato il ddl Codice Rosso che prevede una corsia preferenziale per le denunce e indagini più rapide sui casi di violenza di genere.

Se un uomo ama una donna, non vuole che lei soffra e farebbe qualsiasi cosa per il suo bene. Anche se può essere difficile, dovrebbe preferire che sia serena  al fianco di un altro, piuttosto che triste accanto al proprio.