di Sara Candussio

Vi siete mai chiesti cosa ispirò Shakespeare, l’autore di opere sulla perdita, l’amore, la follia, il coraggio?
Il regista John Madden propone una sua visione del grande drammaturgo che ancora oggi studiamo, basata sull’idea che parole così cariche di emozioni dovessero provenire da fatti vissuti dal poeta.
No, non si tratta della solita commedia romantica solo per ragazze.
Shakespeare in love è un film particolare, che intreccia storia, poesia e fantasia per creare una trama che non annoia mai.
Nonostante non sia recente (è uscito al cinema nel 1998), il film mostra alcuni grandi e famosi attori come Gwyneth Paltrow (Pepper in IronMan) e Joseph Fiennes (noto per il suo ruolo in American Horror Story e per essere fratello di Ralph Fiennes, meglio conosciuto come Voldemort), per non parlare di Ben Affleck!
Un giovane Shakespeare è tormentato dal blocco dello scrittore, alla ricerca della propria Musa ispiratrice per riappropriarsi della propria capacità innata, il proprio dono: lo scrivere.

William appare come un personaggio vivace e superbo, non composto e perso nella propria immaginazione come spesso siamo abituati a pensarlo. Un giovane squattrinato e donnaiolo, la cui vita viene stravolta dall’incontro con una persona simile a lui: un’amante della bellezza. Bellezza che entrambi cercano mettendo in gioco loro stessi.

La ricerca di questa loro identità, scoperta tra le parole di una tragedia d’amore, non è affatto banale: il film scuote il cuore perché è diretto, ironico, sorprendente nel suo raccontare le emozioni e i loro gesti.
Perché, come dice un personaggio del film, “avrò la poesia nella mia vita, e l’avventura. E l’amore. L’amore prima di tutto”.
I personaggi non sono complicati e artificiosi, ma semplicemente si sentono i buffoni della sorte, sensazione spesso condivisa dai giovani. Sono personaggi vicini a noi. I loro drammi, le loro paure e le svolte inaspettatamente positive sono raccontate con una semplicità e raffinatezza tali da tenere lo spettatore incollato allo schermo fino all’ultima scena.

L’amore, però, non è l’unico tema del film: l’importanza dell’amicizia e della leggerezza sanno insegnare attraverso le parole di una stupendamente sarcastica regina Elisabetta.
L’importanza delle responsabilità prese, in contrasto con i propri desideri, rende alcuni passaggi per niente scontati, rendendo il film piacevole da guardare, privo di un’ eccessiva dolcezza che lo renderebbe stucchevole. Il finale inaspettato lascia desiderosi di un seguito, di una scena mancante che non si vede mai, in bilico tra realtà e poesia.

Non è un film solo per ragazze.
Non è una commedia romantica, è un storia che esplora molte delle opere di Shakespeare rendendole più comprensibili, creando un filo rosso che le lega e le rende complessivamente parte dei tormenti e delle gioie del poeta stesso.
Non esiste poesia che non provenga dalle emozioni.
Non esiste Shakespeare se lo priviamo delle sensazioni che ha vissuto: sono la linfa vitale delle sue opere, che hanno fatto e fanno emozionare ancora oggi molti spettatori e lettori.

Questo film vale in quanto è stato capace di decifrare le parole del drammaturgo e renderle nuovamente comprensibili anche per noi, ragazzi del ventunesimo secolo. Madden ha soffiato via la polvere sui manoscritti e ci ha rivelato la nascosta bellezza dietro a parole che capita di ritenere vecchie.
Consiglio questo film a chiunque sia alla ricerca del significato della parola poesia. Lo consiglio a chi cerca un modo per vedere la bellezza nella propria vita.