di Carla Delle Vedove

La parola “libertà” ha una radice indoeuropea che vuol dire “appartenenza” e appartenenza vuol dire relazione. Su questo tema il 30 novembre le classi 3^B, 4^B e 5^F hanno partecipato in diretta streaming alla video conferenza “Sulle regole” tenuta da Gherardo Colombo e Pif.

Gherardo Colombo è un ex magistrato, conosciuto soprattutto per aver condotto l’inchiesta “Mani pulite” negli anni ’90 contro la corruzione nella politica italiana e durante la conferenza ha approfondito il tema “Uguaglianza e libertà”.
Uguaglianza e libertà coincidono sempre? Quando parliamo di libertà intendiamo la libertà di pensare, di agire, di scegliere e di fare ciò che vogliamo senza che altri ce lo impediscano. Spesso il concetto di libertà si contrappone al concetto di uguaglianza perché il modo in cui agiamo secondo la nostra visione della libertà si scontra con la libertà degli altri, che a volte consideriamo meno importante, facendo venire meno il principio di uguaglianza. La nostra libertà non è quindi assoluta, ma deve rispettare il contesto in cui viene esercitata e ha delle conseguenze su chi è vicino a noi, anche negative. Ad esempio, ci sentiamo liberi di dire all’ultimo momento a un nostro amico che non vogliamo incontrarlo più all’appuntamento fissato perché qualcuno ci ha offerto una proposta migliore, ma in questo caso non riflettiamo sulle possibili conseguenze: il nostro amico avrà ancora un’idea positiva di noi? La nostra libertà potrebbe ferire chi ci sta vicino e, in seguito, anche noi stessi.
Spesso riteniamo anche che la presenza di regole limiti la nostra libertà. Questo è vero se una legge vieta alle donne di votare impedendo così l’uguaglianza, ma determinate regole ci aiutano a comprendere meglio la situazione in cui siamo, permettendoci così di prendere delle decisioni con più consapevolezza. Lo stesso vale per l’istruzione, indispensabile per avere pienamente la libertà di scelta.
Fino a che punto possiamo scegliere liberamente senza interferire con il concetto di uguaglianza? Ad esempio, il carrello di un treno si sta muovendo velocemente in discesa e si scontrerà contro cinque lavoratori che stanno aggiustando le rotaie; noi possiamo far cambiare il binario al carrello, ma in questo caso esso si schianterà contro una persona, che può essere un nostro parente o un nostro amico. Cosa scegliamo? In un altro caso abbiamo la possibilità di spingere sui binari una persona un po’ in sovrappeso che è vicino a noi e potrebbe salvare i cinque lavoratori. In un ultimo esempio, un medico molto famoso deve salvare cinque persone che hanno bisogno del trapianto di un organo. Un giorno un uomo che non ha amici né una famiglia va dal medico a farsi visitare; il medico potrebbe uccidere quest’uomo e utilizzare i suoi organi per salvare le altre persone. In ognuno di questi casi scegliamo di salvare una persona oppure cinque? In che modo esercitiamo la nostra libertà mantenendo l’uguaglianza tra queste persone?
Uguaglianza e libertà quindi non corrispondono sempre. Dipendono una dall’altra e dipendono dal contesto, dalle regole, dall’insieme di persone con cui viviamo. Se ci trovassimo su un’isola deserta saremmo liberi di decidere cosa fare e chi vedere? Solo attraverso delle relazioni con altre persone e attraverso l’appartenenza possiamo davvero essere liberi ed è per questo che la parola “libertà” ha le sue origini greche e latine proprio nel termine “appartenenza”.