di Tommaso Scarabelli

 

L’ultimo giorno del viaggio in Grecia le classi quinte hanno visitato Delfi e in particolare il sito in cui sorgeva il suo oracolo.

 

Il nome e le leggende

L’oracolo, secondo una famosa leggenda, prende il suo nome dai delfini. Si narra infatti che inizialmente l’oracolo fosse sotto il controllo del serpente Pitone. Quando questo venne sconfitto da Apollo, il dio dirottò alcuni sacerdoti tramite i delfini per fondare un proprio nuovo culto nell’odierna Delfi.

Un’altra leggenda invece racconta che Zeus fece volare due aquile intorno alla Terra per trovarne il centro e che Delfi sia il risultato di questa ricerca. Per questa ragione nell’antichità Delfi era conosciuta come l’ombelico del mondo.

Divinazione e profezie

L’oracolo era famoso nell’antichità per le profezie della Pizia. Pizia era in realtà il titolo dato alle varie sacerdotesse del tempio succedutesi in passato. Il nome significa “pitonessa”, visto che in principio l’oracolo apparteneva all’omonimo serpente.

La sacerdotessa, aspirando alcuni vapori fuoriusciti dal terreno e masticando foglie di alloro, iniziava a mormorare in uno stato di estasi. Così i sacerdoti interpretavano le sue parole dando un responso. L’interpretazione aveva però un significato ambiguo,  ad esempio un soldato che andava in guerra si sentiva rispondere “tornerai battaglia no morirai”. Il responso era riferito indirettamente e le parole della Pizia erano un insieme disordinato: a seconda della posizione della virgola il messaggio cambia completamente di significato.

Sorge dunque una domanda: come mai uomini di così alto ingegno come i Greci credevano a queste “profezie”?

La risposta è in realtà molto semplice.

Come oggi vengono consultate chiromanti per leggere il futuro, i Greci dell’antichità volevano sentirsi dire ciò che volevano o desideravano.

Il tesoro degli ateniesi, in cui venivano conservate le offerte per il dio Apollo

L’oracolo era talmente famoso che perfino un re dell’Asia lo consultò per decidere se dichiarare guerra ad un regno vicino. Si narra che l’oracolo previde la distruzione di un grande regno nel caso il sovrano avesse attraversato un fiume. La profezia si avverò ma il gran regno ad essere distrutto fu lo stesso del re che aveva consultato l’oracolo e attraversato il fiume.

A questa grande fama dell’oracolo si accompagnò un’ enorme quantità di offerte e doni.

Le ricchezze accumulate erano infatti così ingenti che non vi era alcun problema di finanziamento per le varie opere architettoniche tra cui un teatro e uno stadio.

 

Il curioso muro poligonale

Fra le rovine oggi si può osservare un muro di pietre dalle particolari forme irregolari.

La funzione di questo muro poligonale è duplice. Per prima cosa la forma delle pietre poligonali conferisce maggior compattezza rispetto ad uno composto di pietre quadrate o rettangolari. In secondo luogo questa forma impressiona lo spettatore attirando la sua attenzione su questa “stramberia”.

 

L’auriga di Delfi

Durante un terremoto l’oracolo di Delfi venne gravemente danneggiato, tanto che la famosa statua dell’auriga rimase sepolta fino al suo rinvenimento durante gli scavi del santuario di Apollo. Secondo alcune ricostruzioni questa figura maschile stava guidando una serie di cavalli grazie alle redini che tiene in mano.

La particolarità di questa statua che la rende unica rispetto a tutte le altre statue greche risiede nel bel volto. Il suo sguardo infatti possiede degli occhi che in molte altre statue invece sono andati perduti. Essi sono composti da avorio e da una pietra preziosa che costituisce la pupilla. Lo sguardo della statua è inoltre rivolto a destra, verso l’osservatore dato che una volta l’auriga aveva una precisa collocazione che gli permetteva di rivolgersi solo al pubblico.

Questa statua segna tramite il suo vigore il passaggio ad un nuovo stile artistico.

 

Il mistero di Delfi

Nonostante le varie notizie forniteci riguardo l’oracolo, oggi non si trova alcuna traccia di vapori, di campi magnetici o di altre cause che avrebbero reso il luogo “sacro” provocando allucinazioni o svenimenti. Alcuni rilevamenti suggeriscono la presenza in passato di riserve di gas che tuttavia non erano sufficienti per causare le visioni di cui si narra. Sicuramente Delfi non fu scelta a caso e questo ci lascia con la domanda relativa alla ragione di questa scelta.