di Giovanni Pietro Da Broi

Abbiamo deciso noi della classe 2^ ALSA insieme alla prof. Galimi che durante la giornata di mercoledì 8 novembre avremmo dovuto tutti stare lontani dalla tecnologia. Sia per capire se potevamo farcela, sia per vedere e provare come era questa nuova esperienza e sia perché è meglio farlo visto che da qui a poco ci sarà una verifica su questa esperienza ed è meglio scrivere qualcosa piuttosto che lasciare il foglio in bianco. Così, in questo breve e semplice diario di bordo, vi riporto la mia esperienza da quando mi sono svegliato al mattino fino a sera quando sono andato a dormire. Invito anche voi, lettori dell’Intrepido, a fare questo esperimento, anzi vi sfido al fine di scoprire se siete dipendenti dalla tecnologia e quindi avete le convulsioni (mi auguro di no!!), oppure se riuscite ad arrivare a fine giornata.

Ore 07:00 del mattino “Driiiinnn” – Oddio! Cos’è? Sobbalzo dal letto, falso allarme: era solo la sveglia, non la casa che andava a fuoco! Mi alzo, mi stiracchio e spengo quell’affare a fianco al mio letto e subito penso come possa esser finito lì, ah sì, lo avevo messo io la sera prima per farmi svegliare la mattina seguente perché la tecnologia per oggi è uscita dalla mia vita. Faccio la strada per andare in bagno e incontro mia madre che mi dà il buon giorno, non le rispondo sia perché sono sconvolto perché oggi non potrò usare la tecnologia sia perché con me è impossibile tenere un discorso di primo mattino. Mi vesto e raggiungo la mia famiglia in sala da pranzo dove mi accoglie una gran colazione: niente, piatto vuoto! perché mio padre è partito presto e mia madre sta ancora cercando di smuovere mio fratello dal letto. Così decido che oggi toccherà a me fare la colazione, mi rimbocco le maniche e incomincio a preparare la spremuta, il caffè, il tè eccetera fino a quando non sento un urlo interrompere il mio lavoro e la mia concentrazione: è mia madre che osserva la sua cucina sporca come non lo è mai stata, allora mi rassegno e mi dico che nella vita senz’altro non farò il cuoco. Finisco di mangiare prendo la cartella, mi metto le scarpe e salgo in macchina quando… ”mannaggia!!!!” ho dimenticato la giacca e allora scendo dalla macchina faccio le scale prendo la giacca e finalmente si parte e si va a scuola; ah no scusate, ho scritto “finalmente”…intendevo… “che sfiga”!

“Driiinnn”, oh no! Sento lo stesso suono del mattino che accompagna la mia mente ogni ora, ed ecco ripetersi per l’ultima volta in questa giornata.

Ore 13.05: esco da scuola e salgo in macchina, ovviamente appena salito sento le solite domande dei genitori: “Come è andata a scuola?”, ”Cosa hai fatto?” ”Bene bene mamma…” “No non abbiamo fatto niente…”, “Tutto ok…” così metto la mano in tasca eh…un tuffo al cuore, perdo dieci anni di vita: mi hanno rubato il telefono!!! “Aahh nooo, ora ricordo”, penso, così durante il viaggio sono costretto a parlare con mio fratello e mia mamma e inizio a sentire come un vuoto, la tecnologia…che posto che ha preso nella nostra vita…arrivo a casa dei miei nonni e subito sento la voce di mia nonna che stridula: “Aaahh ce statu fasint?”, è per mio nonno che prepara il pranzo, cosa che per mia nonna è peggio di un horror. Finisco di mangiare alle 14:30 e subito sono costretto a portare Rush e Devis a cercare tartufi; no, non sono degli schiavi, sono i due lagotti di casa. Alle 15:00 sono costretto a scappare da quel bellissimo posto per andare a fare lezione in Conservatorio, allora: bacio alla nonna, bacio al nonno e via! No, via un corno, ho dimenticato il violoncello, allora torno in casa a riprenderlo, bacio alla nonna, bacio al nonno e mi ritrovo seduto a fianco di mia zia in macchina, la quale mi lascia in Conservatorio e io raggiungo il professore. Alle 16:30 oltre che alle note, in testa avevo anche un altro pensiero: – Ma domani interroga in storia?- allora mi precipito a casa e mi metto a studiare Cesare, Pompeo, Ottaviano, Crasso e tutti i personaggi famosi, coloro che segnarono la storia , no, non sui social, anche perché non ci posso accedere. Quando rialzo la testa da libro guardo l’ora e vedo scritto 18:30, richiudo e riapro gli occhi ed sono sempre le 18:30, anzi no, 18:31 perché è scattato il minuto, ma sono le sei e mezza!!! Penso, allora, -Mah, incredibile, quindi senza distrazioni si riesce comunque a studiare meglio! La Galimi sarà contenta, ho studiato per due ore la sua materia!” e quindi mi chiedo “E mò? Cosa faccio?” allora l’unica cosa che mi rimane è tornare a suonare e così un’altra ora trascorre e finalmente sento le parole più belle della giornata: “È prontooo” mia mamma urla e mi precipito come un razzo a mangiare. Finisco di mangiare alle 21:00 e vado a lavarmi quando una forza extraterrestre, mia madre, mi trattiene. Subito mi balza in mente una cosa: non ho preparato la cartella, così scendo dalle scale e la preparo per il giorno seguente, vado per risalire, ma di nuovo quella forza extraterrestre mi blocca: – Cosa vuole adesso…?- penso, voleva le consegnassi il telefono…” Mamma quante volte ti devo dire che oggi non posso usarlo?” e lei con un “Ah giusto!” mi lascia in pace, così salgo mi lavo e entro nel letto, a fianco al letto avevo il mio bellissimo amico ad aspettarmi : “Io e Te di Niccolò Ammaniti” ma con un cenno negativo della testa lo rinvio alla serata successiva (so che andrà a finire che a gennaio dovrò ancora incominciare ad aprirlo, però l’intenzione ce l’avevo!), così guardando l’ora, le 22.13, mi giro e inizio a russare come una ruspa. Questa è la mia giornata senza tecnologia e devo dire che non ne ho sentita la mancanza a causa di tutti i miei impegni.