di Lucia Colledani

Spesso ci ritroviamo incastrati nella solita vecchia routine, incasellati in scatole etichettate dalle quali siamo troppo spaventati per uscire. Ricopriamo sempre lo stesso ruolo, percorrendo quella medesima strada più e più volte, anche se ormai non ci soddisfa più.
Sempre la stessa vita a ripetizione, senza rischi o errori, perchè così è più semplice, così è meglio.
Ci convinciamo di essere felici, di stare bene nelle solite vecchie abitudini, forse perché siamo troppo spaventati per ammettere il contrario. Perché alla fine abbiamo più paura di sbagliare e cadere che diventare vecchi e realizzare di non aver vissuto affatto. Perché, in fondo, se c’è una cosa che l’uomo non riesce davvero a comprendere è il fatto che abbiamo solamente una vita, non ci sono altre occasioni, non c’è nessun tasto per ricominciare.
Abbiamo solo un’occasione ed è anche breve.
Eppure continuiamo a sprecare questo prezioso tempo in cose che non ci danno gioia, in cose futili che siamo destinati a dimenticare. Sprechiamo la nostra vita per accontentare gli altri, finendo per dimenticarci di accontentare noi stessi, di essere felici.
Continuiamo a rimandare i nostri sogni sempre ad altri momenti: quando avrò i soldi, quando avrò una casa… Finchè poi ad un certo punto ci arrendiamo e diciamo semplicemente: “In un’ altra vita”. Senza comprendere che non c’è un’altra occasione.
È questa la vita, è ora il momento per essere noi stessi, per inseguire i nostri sogni, per essere felici.
Questa è la nostra prima e ultima occasione.
Dovremmo imparare ad avere il coraggio di rompere gli schemi, dovremmo uscire da quella scatola nella quale gli altri ci hanno obbligato ad entrare e andare a cercare la nostra, di scatola; o forse semplicemente continuare a vivere senza etichette.
Insomma ha davvero senso arrivare da vecchi con l’assoluta certezza di non aver mai sbagliato, di non essere mai caduti e senza rimorsi, ma allo stesso tempo avere la consapevolezza di non aver mai riso davvero, di non aver mai visto posti speciali, di non aver mai vissuto?
Non è forse meglio avere delle cicatrici, non è meglio aver riso tanto quanto pianto;  aver conosciuto persone, visitato luoghi e rischiato, avendo però la certezza di aver vissuto ogni momento sulla terra?
Passiamo il tempo a rimuginare, preoccupandoci di cose inutili e nel mentre il tempo passa e le nostre possibilità si esauriscono.
La vita è fragile come una foglia d’autunno in balia del vento, eppure sono tutti troppo impegnati a preoccuparsi delle cose futili, per ricordarsi di vivere davvero. Finché un giorno arrivano ad ottant’anni su un letto d’ospedale e ripensano a tutto il tempo sprecato dando retta alle proprie paure, ma ormai è tardi.
A quel punto è troppo tardi, è tardi per dichiararsi all’amore della propria vita, è tardi per viaggiare, per inseguire il sogno di una vita.
Perché su un letto d’ospedale è troppo tardi per tutto, no?
La morale, alla fine, non è proprio questa? Ricordarsi di vivere ogni momento prima che sia troppo tardi.