di Alma Pace, 5D

Tutto scorre
inesorabilmente uguale:
cieco.

L’umana strage
scuote l’uomo che è lontano
quanto il vento, quando tace,
increspa il fondo dell’oceano.


Non soffrendo mai la fame,
costantemente sazio,
questo ignora chi del pane
sogna anche un solo pezzo.
Quello un altro uomo pare,
distante e perciò diverso.


Guardando ora nel vuoto:
una pupilla nera;
riconosce lì il suo volto:
indifferenza pura.


Chi non versò una lacrima
si vede ora riflesso
e alla vista di sé stesso
ritrova la sua anima.


Solo così potrà capire piano.
Alieno egli non è da questo: essere
umano.