di Melissa Baiutti

Latte o cereali, cosa si mette prima nella ciotola? Pensa tra sé e sé, ancora cullato dal tepore dei sogni. Si pone la domanda come se ci fosse una risposta inequivocabilmente giusta e con l’amara certezza che in ogni caso la sua scelta sarebbe necessariamente risultata sbagliata. Sarebbe meglio versare prima il latte, per evitare che i cereali si affloscino, ma in quel caso dovrebbe convivere con il proprio odioso riflesso sullo specchio bianco all’interno della ciotola. Allo stesso modo la sua sensibilità gli impedisce di mettere i cereali per primi e sentirsi sulle spalle il peso di doverli affogare. Nell’ indecisione si blocca e immerso nel religioso silenzio mattutino, vorrebbe una risposta, una soluzione Trovare in tasca un libretto di istruzioni che gli spieghi come vivere, un elenco puntato da seguire per arrivare a un risultato che anche solo lievemente sfiori la decenza. Cerca attorno a sé degli occhi che gli possano dare consiglio, ma trova solo palpebre e non iridi. Comunque anche se fosse riuscito a far abboccare lo sguardo di un altro, non avrebbe saputo cosa farsene. Non avrebbe saputo trovare le parole per spiegare i propri dubbi, per rendere giustamente la propria condizione di prigionia confinata dal pigiama. Gonfia i polmoni con aria di rinuncia e pensa che vorrebbe versare il latte su una porzione di frammenti di vetri, e masticarli fino a frantumare gengive e denti per trasformare la propria lingua in un palcoscenico su cui gli incisivi possono ballare. A spettacolo finito, il sipario rosso e ripugnante caccerebbe i denti e i vetri di scena, fino a sminuzzare le corde vocali . Vorrebbe tutto ciò, pur di avere una concreta scusa per non riuscire a parlare, per non riuscire ad esprimersi. Nella credenza però non ci sono vetri, solo latte e cereali. E nella sua ciotola non c’è ancora nulla e il suo stomaco è ancora vuoto.