di Martina Catalano

Perché sogniamo?
Durante il sonno, la nostra mente crea scenari complessi che potrebbero avere diverse funzioni. Una possibilità è che attraverso i sogni possiamo prepararci ad affrontare situazioni difficili senza esporci a rischi reali. In questo modo, quando ci troviamo di fronte a sfide nella vita quotidiana, potremmo essere più pronti a gestirle.
Un’altra funzione importante riguarda il modo in cui elaboriamo ciò che viviamo durante il corso della giornata: i sogni ci aiutano a processare le emozioni che proviamo e a fissare nella memoria ciò che apprendiamo, infatti ripassare poco prima di dormire favorisce l’apprendimento. Durante questa attività notturna, il cervello riduce l’attività nelle zone dedicate al ragionamento logico, mentre aumenta quella delle aree legate alle emozioni.
La maggior parte dei sogni si manifesta nella fase REM (Rapid Eye Movement) del sonno, così chiamata per il caratteristico movimento rapido degli occhi che la accompagna.
Nonostante i molti studi, non abbiamo ancora una risposta definitiva sul perché sogniamo. Quello che sappiamo è che questa attività cerebrale porta vantaggi concreti: migliora la nostra capacità di ricordare e ci permette di esercitare abilità importanti in un ambiente sicuro. Anche se nei sogni compiamo azioni complesse, queste rimangono confinate nella nostra mente. Può capitare, però, che alcune persone parlino mentre dormono: questo fenomeno, chiamato sonniloquio, avviene perché il cervello continua a elaborare pensieri anche durante il sonno, e talvolta questi emergono sotto forma di parole.

La funzione dei sogni
Gli studiosi hanno proposto diverse ipotesi sul ruolo dei sogni. Tra le più accreditate c’è quella che li vede come strumenti per gestire la nostra vita emotiva. Secondo questa prospettiva, durante la notte il nostro cervello lavora su ciò che abbiamo vissuto durante il giorno, aiutandoci a dare senso alle emozioni provate. Non a caso, spesso sogniamo situazioni legate alle nostre preoccupazioni quotidiane o a eventi che ci hanno colpito particolarmente.
Questa elaborazione notturna può rivelarsi utile per ridurre stress e ansia, permettendoci di confrontarci con situazioni che ci hanno turbato, in un contesto protetto all’interno della nostra mente.
Dal punto di vista neurologico, questa teoria trova conferma nell’osservazione dell’attività cerebrale durante i sogni. Le ricerche mostrano che aree cerebrali come l’amigdala e la corteccia cingolata, fondamentali per l’elaborazione emotiva, sono molto attive in questa fase. Contemporaneamente si attivano anche le aree visive e motorie, che generano le immagini e i movimenti che sperimentiamo nei sogni. Al contrario, la corteccia prefrontale, responsabile del pensiero critico e delle decisioni ponderate, riduce la sua attività.

Le teorie evoluzionistiche sui sogni
Alcuni ricercatori propongono una lettura evolutiva dei sogni: potrebbero funzionare come una palestra mentale in cui esercitiamo le nostre reazioni a situazioni pericolose. Questa capacità di “allenarsi” mentre dormiamo avrebbe offerto agli esseri umani un vantaggio significativo per la sopravvivenza.
A sostegno di questa ipotesi c’è il fatto che molte persone sognano frequentemente scenari che comportano pericoli o sfide. Spesso questi scenari si presentano con variazioni, come se il cervello stesse testando diverse strategie per affrontare problemi simili in contesti diversi.

Consolidamento della memoria e dell’apprendimento
I sogni sembrano avere un ruolo chiave anche nel modo in cui conserviamo ciò che impariamo. Durante il sonno, specialmente nella fase REM, il cervello riorganizza le informazioni acquisite durante la giornata, trasferendole dalla memoria a breve termine a quella a lungo termine.
Questo processo coinvolge un rafforzamento delle connessioni sinaptiche tra i neuroni, migliorando così la nostra capacità di ricordare e apprendere. È come se il cervello facesse ordine tra i dati raccolti, decidendo quali informazioni meritano di essere conservate.

Si può controllare ciò che sogniamo? I sogni lucidi
Esistono sogni particolari chiamati “sogni lucidi”, in cui chi dorme diventa consapevole di stare sognando. In questo stato, alcune persone riescono a influenzare in parte ciò che accade nel sogno, mentre altre si limitano a osservare gli eventi mantenendo la consapevolezza che si tratta di un sogno. Questa capacità permette al sognatore di interagire con la propria immaginazione in modo più attivo.
Secondo uno studio questa pratica può essere utile per chi soffre di incubi ricorrenti, riducendone la frequenza. Inoltre, chi sperimenta sogni lucidi può trarre benefici anche nella gestione dell’insonnia e dell’ansia.
Il concetto di sogno lucido fu introdotto nel 1913 dallo psichiatra olandese Frederik Van Eeden, che lo formulò a partire dalle proprie esperienze personali. Decenni dopo, negli anni Settanta e Ottanta, Stephen LaBerge e altri scienziati dimostrarono che questo fenomeno si verifica effettivamente durante la fase REM. Lo fecero chiedendo ai partecipanti ai loro studi di muovere gli occhi seguendo alcuni schemi prestabiliti nel momento in cui si accorgevano di stare sognando.

I sogni più comuni e possibili spiegazioni psicologiche
Alcune tipologie di sogni sono sorprendentemente diffuse tra le persone:

  • Sognare di cadere: quando sogniamo di precipitare, questo può riflettere la sensazione di perdere il controllo su alcuni aspetti della nostra vita o la percezione di non avere basi solide su cui appoggiarci. Se però nel sogno la caduta si trasforma in volo, il significato può invertirsi, rappresentando una ritrovata sensazione di libertà e fiducia nelle proprie capacità.
  • Sognare di essere inseguiti: questo tipo di sogno potrebbe indicare il timore che qualche situazione ci stia sfuggendo di mano. Secondo alcuni esperti, può anche rappresentare il desiderio di sottrarsi a determinate responsabilità che sentiamo come opprimenti.
  • Sognare di volare: il volo nei sogni è spesso associato a un desiderio di libertà e avventura. Tuttavia, se durante il sogno il volo si trasforma in caduta, questo potrebbe segnalare una sensazione di distacco dalla realtà o di mancanza di radicamento concreto.

I déjà vu sono collegati ai sogni?
Una teoria suggerisce che i déjà vu potrebbero essere collegati ai sogni. Il déjà vu, infatti, potrebbe essere proprio la sensazione di ricordare un sogno obliato, che viene attivato quando si vive un’esperienza simile a quella avvenuta nel sogno stesso. I sogni quindi possono lasciare segni indelebili nella nostra memoria a lungo termine che emergono in particolari situazioni, creando una sensazione di aver già vissuto quell’esperienza. Questa teoria però non è stata ancora testata scientificamente.

Fonti
https://www.geopop.it/perche-sogniamo-e-a-cosa-servono-i-sogni-la-scienza-della-vita-onirica/
https://www.nationalgeographic.it/si-puo-imparare-a-controllare-i-propri-sogni
https://www.vogue.it/article/interpretazione-sogni-piu-comuni-secondo-esperti