Di Lucia Colledani
Stavo tornando a casa dopo un’estenuante giornata quando ho trovato una busta attaccata con dello scotch alla mia porta. La prendo in mano per osservarla meglio, è tutta bianca ad eccezione del piccolo cuore blu disegnato in basso a destra, incuriosita entro in casa pronta a leggerla.
Impaziente mi tolgo il cappotto e mi siedo, mentre cerco di respingere invano la vocina nella mia testa che mi suggerisce chi potrebbe essere il mittente. Eppure mi basta leggere una sola parola per riconoscere la scrittura, mi basta quell’unica parola per capire il perché l’ha scritta. Con lui mi è sempre bastato poco e allora la leggo:
Amore.
Che strana parola, che strano sentimento.
Cresciamo sentendo parlare di amore, cresciamo vivendolo tramite le nostre famiglie e poi tramite le amicizie.
Io, in primis, ho passato tutta la mia vita a leggere a riguardo, a guardare film, a fantasticare su questo.
Ne so così tanto da ritenermi un esperto, eppure non l’ho mai vissuto sulla mia pelle. Non ho mai sperimentato in prima persona quell’amore tanto straziante di cui parlano i poeti da secoli.
Non ho mai vissuto sulla mia pelle che cosa significasse perdere un battito alla vista di qualcuno.
O almeno pensavo fosse così.
Ero convinto che non avrei mai capito di cosa parlasse Dante e che non avrei mai provato quello che sentivano Romeo e Giulietta.
Poi ti ho incontrato e, finalmente, ho capito.
Ho conosciuto te, il tuo ammaliante sorriso che non ha mai smesso di illuminare il mio triste mondo, ho incrociato i tuoi occhi, e mai come in quel momento, lì dentro ho visto me stesso.
Ho compreso perché nei libri finivano per rovinare la loro pace, per ribaltare il loro mondo, in nome dell’amore.
Ho capito perché tutto il mondo è sempre stato ossessionato da questo, perché sono sempre stati tutti smaniosi di provarlo.
Perché sia una delle grandi aspirazioni di tutti.
Perché quando ti colpisce, quando ami qualcuno per davvero, provi una sensazione totalizzante.
Inizi ad amare qualsiasi cosa riguardi quella persona e, ti suonerà banale, tutto il mondo ti sembra rosa e fiori. Cammini a tre metri da terra con le perenni farfalle nello stomaco al pensiero di quella persona.
Amare qualcuno è maledettamente banale, è un susseguirsi di inevitabili cliché, eppure nel suo essere scontato e, a volte, anche confusionario, è magnifico.
Spesso in letteratura si parla di amori strazianti, di amori finiti con il cuore a pezzi o di innamorati che si tolgono la vita in nome di questo sentimento.
Mi sono anche ritrovato a leggere di amori sbagliati o di innamorati che sbagliano.
Di ingenui personaggi che, distratti, rovinano tutto e finiscono per perdere il loro compagno.
Esistono vari tipi di amore, quello straziante, quello sbagliato, quello con il lieto fine, quello platonico.
Io e te siamo tutti questi.
Siamo nati come amici, siamo testimoni di un amore sbagliato, vivo in uno straziante silenzio questo mio sentimento e, in fondo, spero in un nostro lieto fine, perchè finalmente l’ho capito, ho capito che io ti amo e che lo farò per sempre, indipendentemente da tutto.
Le mie lacrime silenziose cadono sul foglio rovinandolo, sono incredula, l’unica cosa che voglio fare ora è correre da lui e confessargli anch’io i miei sentimenti, dirgli che io provo gli stessi sentimenti e che il nostro amore sarà degno di tutte quelle poesie che tanto lo affascinano.
Dopo pochi secondi sono nuovamente sull’uscio di casa, con il cappotto addosso e la borsa in mano, esteriormente non è cambiato nulla rispetto a mezz’ora fa, ma dentro di me è tutto diverso.
Io sono completamente cambiata, il mio modo di vedere il mondo è differente, ora mi è tutto più chiaro. Adesso ho finalmente capito quanto tempo ho sprecato a rinnegare i miei sentimenti per paura, li ho nascosti come polvere sotto un tappeto convinta fosse la cosa migliore, ma mi sbagliavo; e ora che ho preso la piena consapevolezza dei miei sentimenti e so che sono ricambiati non posso fare altro che andare da lui e sperare che non sia troppo tardi per noi due e per quello che potremmo essere.
Mentre avvio il motore dell’auto penso che non so cosa dirgli e che non sarò assolutamente in grado di esprimere così bene quello che provo come ha fatto lui, ma infondo va bene così, perché l’amore non ha bisogno di parole, alla fine a due cuori che si appartengono bastano due occhi che si ammirano.
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