di Mattia Piccoli, foto di Mattia Piccoli

Sono passati quasi cinque anni da quando scrissi il mio primo articolo sull’Intrepido, inaugurando la rubrica di astronomia. Questo sarà l’ultimo della rubrica scritto da me, per questo motivo ho deciso di dedicarmi ad un tema che non ho mai trattato in maniera specifica, ovvero come osservare il cielo. Questo articolo sarà una prima guida introduttiva alle osservazioni astronomiche ad occhio nudo, che potrete iniziare a sperimentare già da quest’estate.

Vi chiederete a questo punto cosa si possa fare con i soli propri occhi. Ricordiamoci però che i primi astronomi non avevano alcun telescopio o binocolo. I greci e i cinesi condussero i loro primi studi astronomici con il solo uso dell’occhio e qualche strumento di misura. In questo articolo tenterò di spiegarvi quali sono gli accorgimenti di base per godere della vista della volta celeste e poi starà a voi utilizzarli per condurre le vostre osservazioni come preferirete, con la precisione di un Ghostwriter Masterarbeit .

Il primo fattore che dovrete considerare sarà il luogo: non c’è posto peggiore dove osservare le stelle della città. Le stelle abbastanza brillanti da poter essere percepite dal nostro occhio si vedono per “contrasto” con lo sfondo, cioè con il cielo. Se il cielo è troppo brillante a causa delle luci cittadine, le stelle meno brillanti non saranno visibili perché sovrastate dalla luce del cielo. È quindi consigliabile spostarsi dai centri abitati per condurre le proprie osservazioni in campagna per esempio o, meglio ancora, in montagna. Per capire quali siano i luoghi migliori dove osservare vi consiglio questo sito: https://lightpollutionmap.app, che vi permetterà di individuare le zone meno illuminate e anche di monitorare le variazioni dell’inquinamento luminoso durante gli anni (ricordatevi però che le mappe non sono accurate al cento per cento e quindi è sempre buona cosa fare dei viaggi esplorativi per scoprire i luoghi più bui).

Cosa si può osservare ad occhio nudo? Scordatevi gli anelli di Saturno o le nebulose planetarie. Il potere risolutivo del nostro occhio è molto limitato, riusciremo di conseguenza a vedere solo oggetti con dimensioni apparenti discrete o sufficientemente brillanti. Potremo osservare, nei limiti del nostro cielo, stelle, pianeti e le nebulose più luminose.

A questo punto sappiamo dove andare a guardare il cielo e cosa guardare, ci manca però un ultimo aspetto che è “come osservare?” Il primissimo accorgimento prevede di prendersi un tempo per adattare l’occhio al buio; la nostra pupilla può infatti variare la sua apertura. Quando ci troviamo all’aperto di giorno è contratta per ridurre la quantità di luce che vi penetra, quando però passiamo ad un ambiente oscuro all’inizio non vediamo niente perchè la nostra pupilla è troppo chiusa, a questo punto il muscolo che determina il diametro pupillare si rilassa lentamente e dilata la pupilla così da permettere il passaggio di una maggior quantità di luce. Quando ci troviamo ad osservare il cielo dobbiamo prenderci il nostro tempo per adattarci al buio; 10-15 minuti saranno sufficienti acciocché avvenga. Trascorso questo tempo saremo pronti per vedere tutto ciò che vorremo. Fate attenzione però! Non guardate il telefono o accedente luci bianche, la vostra pupilla per reazione infatti si restringerà in brevissimo tempo. Se avrete bisogno di una luce ma non vorrete perdere il vostro adattamento al buio, vi suggerisco di usare una luce rossa, alla quale l’occhio reagisce di meno.
Il mio consiglio è di iniziare osservando le stelle più luminose per potersi poi orientare nel cielo. Nell’immagine qui sotto si può vedere la volta celeste visibile da Udine a metà luglio alle 23:30. Le dimensioni delle stelle sono proporzionali alla loro brillantezza.

Se avrete scelto un luogo sufficientemente buio e il meteo vi assisterà, riuscirete forse a vedere anche la Via Lattea. Per saperne di più vi invito a leggere questo mio vecchio scritto sull’argomento: https://www.liceocoperniconews.it/la-via-lattea-una-via-fra-stelle-e-di-stelle.Spero che questo articolo vi possa essere utile per le vostre prossime osservazioni e spero anche che qualcuno si appassioni a tal punto da portare avanti questa piccola rubrica a cui tengo molto.

Vi auguro cieli sereni