di Lucia Colledani, Nicola Romanello, Elisa Stama, Marco Tremamunno

Noi ragazzi dell’Intrepido, continuando a scoprire le molte attività proposte dal nostro liceo, abbiamo avuto l’occasione di avvicinarci al mondo della donazione del sangue, potendo parlare con Antonia Bozzer, una ragazza di 5DLSA che, partecipando al progetto dell’Associazione Friulana Donatori di Sangue (A.F.D.S.) tramite il nostro liceo, ci ha raccontato molto dell’importanza dei donatori.
Ecco cosa le abbiamo chiesto e cosa ci ha raccontato:

Chi ti ha coinvolta e tramite quale associazione doni?
Sono sempre stata molto vicina all’associazione, visto che anche mio padre era donatore. Prima di iscrivermi al Copernico ero in un’altra scuola, il mio prof di fisica era il coordinatore di tutte le attività di donazione del sangue. Dalla prima superiore mi hanno sempre informato sulla donazione, facendo anche in terza e in quarta degli incontri per spiegare e sensibilizzare sull’argomento. Raggiunta la maggiore età ho deciso di prendere parte alle donazioni e con l’associazione donatori di sangue del Copernico ho iniziato il percorso. 

C’è stata una specifica motivazione dietro alla tua prima donazione?
Volevo da sempre percepire la sensazione di poter aiutare, anche chi non conosco, visto che sono consapevole di fare qualcosa di importante.

Cosa hai provato la prima volta che hai donato? Come ti sei sentita subito dopo?
Io personalmente sono stata benissimo sia prima sia dopo il prelievo, ovviamente un po’ di paura è normale, hai comunque un ago che deve restare in vena per un quarto d’ora. Una volta inserito l’ago, ho sinceramente provato tranquillità assoluta, stando benissimo anche nei giorni seguenti, perché comunque per riprendere l’emoglobina ci vogliono anche delle settimane. Onestamente la reazione dipende da persona a persona, ho visto altri che hanno avuto svenimenti, giramenti di capo, il che è comunque normalissimo, ma alla fine è molto soggettivo. Quello che posso dire è che non c’è da aver paura, perché comunque si è assistiti da infermieri e sì ha comunque tutto il tempo che serve.

Cosa provi quando realizzi che il tuo sangue potrebbe aver salvato la vita a
qualcuno?
È proprio bellissimo sapere di poter aiutare qualcuno, anche se sconosciuto.
Sono molto fiera di ciò che faccio, sapere che un’ora di prelievo può veramente fare la differenza nella vita di qualcun altro mi motiva ogni volta.

Quante volte hai scelto di donare fino ad ora? Provoca dolore? Quanto tempo dura il tutto?
Finora ho deciso di donare quattro volte, ma in una di queste non sono riuscita purtroppo, avendo avuto un imprevisto ho dovuto rinunciare.
Avendo fatto sia donazione di sangue che di plasma posso assicurare che non fa assolutamente male, anzi onestamente lo trovo un momento super rilassante, ti godi un’ora in emoteca potendo anche mangiare qualcosa, finito il tutto.
La donazione dura all’incirca un quarto d’ora per quanto riguarda il sangue, per il  plasma intorno ai 40 minuti. In totale si sta via per un’ora o un’ora e mezza perché devi aspettare che sia pronto tutto il necessario, devi fare l’analisi del sangue e bisogna assicurarsi che effettivamente l’infermiera ti dia l’idoneità, perché se non l’hai, ritorni a casa.

C’è qualcosa che vorresti dire a chi non ha mai donato, magari per convincerlo a partecipare?
La brioche e la pizza al bar post prelievo sono una grande motivazione, ma tornando un po’ più seri ciò che vorrei far trasparire con le mie parole è il fatto che poi stai veramente bene con te stesso, facendo anche le analisi del sangue a ogni donazione si possono anche tenere sotto controllo i propri valori, assicurandosi che tutto sia nella norma.

Cosa risponderesti a chi dice di non donare perché: “ci sono già altri che donano”?
Il sangue non è mai abbastanza, non solo in Italia, ma anche  in giro per il mondo ce n’è sempre bisogno. Il sangue, così come il plasma, è importantissimo, tanto che per sicurezza del donatore si può donare il plasma solo una volta al mese, mentre il sangue due o quattro volte in un anno. Per cui non è vero che ci sono altri che lo fanno, anche il minimo problema può impedire a un donatore di fare un prelievo. Più persone partecipano a queste iniziative, maggiori saranno i benefici ottenuti.

In italia si applica l’anonimato, quindi donatore e ricevente non si possono conoscere. Cosa ne pensi? Sei mai stata curiosa di sapere a chi arriva il tuo aiuto?
Personalmente non ci avevo mai pensato, però effettivamente no: il mio sangue potrebbe finire ad un bambino così come ad un signore anziano, ciò che mi basta è  fare la differenza nella vita di una persona, non penso che chi riceve debba per forza conoscere il donatore. Una mia prof. mi ha raccontato che, quando sua figlia una volta stette male, lei per caso aveva letto il nome sulla sacca della donatrice ed era una sua alunna. Quel sangue ha salvato la vita a sua figlia e per questo l’alunna è stata ringraziata all’infinito. Secondo me, anche se non l’avesse saputo sarebbe stata grata allo stesso modo. Queste sono quelle rare occasioni in cui è bello sapere, ma non penso che al signore in Campania o che viene giù dalla Carnia interessi così tanto conoscere il donatore, perché la gratitudine, anche se al donatore dai un nome e un volto, rimarrà sempre la stessa.

C’è un consiglio che vorresti dare a chi vorrebbe donare ma non sa come o da dove iniziare?
Se sei alle superiori, hai compiuto diciott’anni e sei sopra i 50 chili è molto semplice, una volta al mese arriva una mail e da lì basta iscriversi. C’è inoltre il sito dell’Associazione Friulana Donatori di Sangue (A.F.D.S.) sempre a disposizione, così come le scuole. Per i donatori ci sono giornate designate alla donazione, durante le quali si fa in ospedale.

Conosci molte persone che partecipano alla donazione?
Conosco molti partecipanti alle donazioni, per esempio ci sono tanti ragazzi sia nella mia classe che nelle altre quinte, anche perché ricordo che questa attività dà credito formativo, un modo veloce e bello di prendere il credito. Nella mia classe penso che tra quelli che hanno provato e quelli che effettivamente sono riusciti a donare sono circa una decina; e noi in classe siamo in totale in venti, per cui sì: ho avuto l’occasione di incontrare veramente tanti miei amici mentre donavo, conoscendone anche di nuovi.

Donare il sangue con costanza non è di certo una scelta facile, ma come Antonia ci ha spiegato, oltre a donare salvezza a qualcuno di sconosciuto, ci si può mantenere in salute e controllati. Nonostante l’anonimato, i donatori sono persone molto importanti per chi è in difficoltà, donando molto e riuscendo così ad aiutare chiunque abbia bisogno.
Noi ragazzi dell’intrepido ringraziamo Antonia Bozzer per la sua disponibilità e per averci mostrato quanto donare sangue sia facile e  possa rendere felici.