OBIETTIVO: EMISSIONI ZERO

di Stella Simonin

COP significa Conferenza delle Parti e coinvolge le Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Iniziata nel ‘95, ha prima avuto un ruolo marginale, per poi diventare una priorità globale. 26 è l’edizione del 2021 e si è svolta a Glasgow organizzata dal Regno Unito.
Nel 2015 il vertice si era tenuto a Parigi e i Paesi accettarono di collaborare per limitare l’aumento della temperatura globale a 1,5°C.
Per limitare i danni e cercare di ridurre le emissioni nocive il decennio fino al 2030 sarà cruciale.

I numeri di questa edizione

-190 leader 

-10000 e oltre negoziatori, rappresentanti  di governo, imprese e cittadini coinvolti

-12 giorni di negoziati 

-4 obiettivi principali:

  1. Limitare l’aumento delle temperature a 1,5°C e ridurre le emissioni di anidride carbonica.

Il primo obiettivo del cop 26 è quello di ridurre le emissioni di anidride carbonica fino a zero entro il 2050.
Alla conferenza è stato stabilito ciò che ogni paese dovrà fare, cioè:

  • accelerare il processo di fuoriuscita dal carbone;
  • ridurre la deforestazione;
  • accelerare la diffusione dei mezzi elettrici;
  • investire nelle rinnovabili.
  1. La salvaguardia degli habitat naturali

Altri traguardi da porsi consistono nel proteggere e ripristinare gli ecosistemi, e costruire difese, infrastrutture e agricolture più resistenti, andando a contrastare la perdita di abitazioni, mezzi di sussistenza e persino vite umane.

  1. Mobilitare i finanziamenti

I paesi sviluppati, per raggiungere questi obiettivi, dovranno mobilitare almeno 100 miliardi di dollari l’anno in finanziamenti per il clima.

  1. Collaborare

Ultimo, ma non per importanza, è collaborare, perché solo facendo questo potremo affrontare la crisi climatica.

I PARERI DELLE VARIE NAZIONI

La conferenza si conclude con tante promesse e poche certezze. Mentre paesi come la Francia hanno già accelerato sulle fonti di energia alternative, altri come l’India arrancano cercando di posticipare l’abbandono del carbone. Alok Sharma, il presidente della COP 26, nella riunione finale, trattiene a fatica le lacrime, chiedendo ai partecipanti di non far saltare tutto il lavoro.

Alden Meyer di E3G (Third Generation Environmentalism) afferma: “il vero test del successo di questa COP 26 lo vedremo nel 2022 alla COP 27 in Egitto. Dipende se un numero sufficiente di paesi aumenterà le proprie ambizioni entro il 2030 abbastanza da mantenere gli 1,5°C a portata di mano”. 

IL COMMENTO DI GRETA THUNBERG

Questa edizione del COP 26, però, è stata anche criticata duramente da Greta Thunberg.
Non è un segreto che la COP 26 sia un fallimento” dice l’attivista, che pensa che non si possa risolvere una crisi con gli stessi metodi che l’hanno provocata. Secondo lei, le persone al potere non si rendono conto di quanto sia grave la situazione, e pensano che ci sia una “crescita infinita su un pianeta finito e una soluzione tecnologica che apparirà dal nulla e cancellerà immediatamente tutte queste crisi”.
La giovane svedese è chiarissima anche sui social: “Cop è finita, ecco un breve riassunto: bla, bla, bla. Ma il vero lavoro continua fuori da queste sale. E non ci arrenderemo mai, mai“.