di Daniele Comisso (3F)

Che il chiaro ciel ne sia contento:
per me si va tra la perduta gente,
in quei che lo scarso pentimento
fu la loro vita tanto struggente.

Addio cara e dolce euforia,
guida in passati dubbi profondi,
or sol sogno in inutili mondi:
vittoria divenne mia filosofia

e del poco senno che mi rimase
non ti chiesi mai il giusto perdono
per la pavità di questo amare.

Possa tu aura trovar il suono
dell’odio su cotanta viltade,
poiché in me non v’è nulla di buono.