di Daniele Comisso
Immobile, spaesato mi trovo
nel descrivere la vostra purezza:
voi, sebbene sempre a fuggirvi io provo,
tornate a mostrarmi la bellezza;
voi, calda ombra vestita di bianco
portatrice d’un tale spirto franco
che mi scioglie come neve al sole.
Ma gli uomini non vogliono dee sole:
le Vergini delle Rocce cantano
troppo presto quell’assordante quiete,
gli stolti nell’errore si schiantano.
Anche io mia cara vi lascerò,
non merito di sapere chi siate,
ma da uomo nuovo rinascerò.
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