di Francesca Restivo

SPESSO IL MALE DI VIVERE HO INCONTRATO

Spesso il male di vivere ho incontrato:
era il rivo strozzato che gorgoglia,
era l’incartocciarsi della foglia
riarsa, era il cavallo stramazzato.

Bene non seppi, fuori del prodigio
che schiude la divina Indifferenza:
era la statua nella sonnolenza
del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.

“Spesso il male di vivere ho incontrato” è una poesia di Eugenio Montale pubblicata nel 1925 all’interno della raccolta “Ossi di seppia”.

Nella prima strofa il tema principale è il male di vivere, ovvero il dolore dell’esistenza che viene rappresentato attraverso il correlativo oggettivo, l’utilizzo di una serie di oggetti concreti (in questo caso riguardano la natura e il mondo animale) per esprimere un’emozione, quindi qualcosa di astratto. Il fluire del ruscello è infatti ostacolato e, come in un lamento, gorgoglia; la foglia è rinsecchita e bruciata e il cavallo stremato dalla fatica. Partendo da immagini quotidiane, il poeta vuole quindi affermare l’esistenza di un dolore che accomuna tutti gli uomini.

L’unico modo per sottrarsi al male di vivere è l’indifferenza, definita “divina”. Uno stato quasi miracoloso per l’essere umano, che viene introdotto nella seconda strofa attraverso un parallelismo tra il bene (che apre la seconda parte della poesia) e il male (parola chiave della prima strofa). L’indifferenza, secondo Montale, rappresenta l’assenza di dolore attraverso un distacco da tutto ciò che provoca la sensazione negativa. Per non provare dolore è quindi necessario allontanarsi da esso, come il falco che esprime la propria libertà volando in cielo, estraniato dal mondo e preservato così da ogni rischio, come una nuvola caratterizzata dalla sua inconsistenza e assenza di sentimenti e una statua, oggetto inanimato e inattaccabile dalle emozioni e dalla sofferenza.

Solitamente alla parola “indifferenza” viene attribuita una connotazione negativa. Secondo la definizione del vocabolario Treccani, rappresenta la condizione e l’atteggiamento «di chi, in determinata circostanza o per abitudine, non mostra interessamento, simpatia, partecipazione affettiva o turbamento».  

La nostra società si basa su relazioni tra persone, rapporti, amore e, proprio per questo motivo, l’indifferenza (la mancanza di partecipazione) è vista come qualcosa di negativo.