di Alice Sebastianutto

Camminando per il centro di Udine, si può respirare in questi giorni un’aria diversa: di gioia, passione e innovazione. Le vetrine di diversi negozi della città sembrano richiamare i passanti, ammiccando con i loro colori ed allestimenti insoliti. La loro voce racconta novità, emozione e fantasia.
Udine si riempie di colore grazie a Udine Design Week, evento che ospita opere di molti abili designer che valorizzano e arricchiscono la nostra città, che ben si presta ad ospitare queste creazioni.
UDW quest’anno è giunta alla sua quinta edizione proponendo varie iniziative come una mostra virtuale, diversi allestimenti virtuali visibili tramite QR CODE e il “Window Shopping Contest”.

Udine Design Week
Premiazione Udine Design Week

Lunedì 10 maggio, nella Loggia del Lionello di Udine, si sono tenute le premiazioni delle vetrine che hanno preso parte al Contest e quelle dei partecipanti alla mostra “Totem Semplicità Complesse”, che prevede la creazione di opere di design virtuali, visibili in alcuni luoghi della città grazie al QR CODE. I vincitori del “Totem Semplicità Complesse” sono Nicola Tessaro e Natasha Masuli con il loro progetto XSPACE.

Il “Window Shopping Contest”, invece, prevede 4 premi divisi in due categorie. Da una parte troviamo la giuria popolare che si è espressa tramite like ai progetti preferiti su Facebook e che conferisce sia un primo premio sia una menzione d’onore; dall’altra troviamo la giuria degli esperti che conferisce anch’essa sia una menzione d’onore sia un primo premio, che costituisce il primo premio assoluto. La giuria degli esperti quest’anno è composta da Antonella Bertagnin, progettista di moda, Gino Colle, esperto d’arte, Carlo Cumini, designer e Pietro Valle, architetto, e tocca tutti gli ambiti della progettazione. La menzione d’onore del voto popolare è stata vinta da Eugenia Cia col suo progetto “Colazione sull’erba” mentre il primo premio popolare è stato conferito a Giulia Morandini grazie al suo progetto “Anthropos”, che ha vinto con 1800 like. La menzione d’onore della giuria degli esperti, invece, è stata vinta da Rebecca Bortolossi con il suo progetto “Wave” mentre il primo assoluto, premio anche in denaro, è stato consegnato a Jacopo Donato e al suo progetto “Contatto asincrono”.

L’organizzatore di Udine Design Week è il Museo del Design del Friuli Venezia Giulia (MuDeFri) con la collaborazione di Confindustria Udine e il sostegno della Fondazione Friuli. Il tutto realizzato con la direzione artistica di Anna A. Lombardi e Daniela Sacher.
Quest’anno l’iniziativa ha visto coinvolgere tre scuole secondarie di secondo grado della provincia di Udine tra cui il nostro liceo. Il liceo scientifico Nicolò Copernico di Udine ha dato infatti la sua disponibilità a partecipare al progetto ed è stato anche sede del primo convegno nazionale di Italia Design Week, proiettando la scuola e la città in un orizzonte ancora più ampio.
È interessante sottolineare che Udine Design Week è stata la prima iniziativa a partire dopo il lockdown, presentandosi come un evento perfetto per lanciare un messaggio di ripresa, speranza e allegria e per far tornare a vivere la città da troppo tempo dormiente.
Per la realizzazione concreta del progetto è stata necessaria una triplice collaborazione: da una parte i designers, che in questo modo hanno potuto far conoscere le loro idee; dall’altra le aziende del territorio, che hanno dato forma a queste idee; e infine i negozianti, che hanno messo a disposizione le loro vetrine assumendosi la responsabilità di cercare il giusto equilibrio tra i prodotti che vendono e il lavoro dei designers. Sei sono i negozi che hanno esposto oggetti di design, mentre quindici sono le vetrine e le aziende che hanno aderito al “Window Shopping Contest” al termine del quale verrà conferito un premio UDW.
Il tema di Udine Design Week 2021 è “Semplicità Complesse”, titolo che fa riflettere, in quanto quest’anno è stato caratterizzato dalla pandemia che ha fatto risaltare l’importanza dei singoli gesti d’affetto, del valore delle piccole e semplici cose che nel complesso si rivelano però fondamentali per la nostra vita, poiché la rendono speciale. Il filo conduttore dei progetti è quello di mostrare la complessità che può raggiungere un materiale considerato di per sé povero, andando quindi a rendere articolata la tecnica di lavorazione, oppure quello di semplificare una complessità già esistente. Tutte le opere sono pensate anche in un’ottica di ecosostenibilità; un problema che ha caratterizzato soprattutto gli ultimi anni è stato infatti quello dell’inquinamento ambientale.

EXTRAFORMA
LIVELLI DI STORIA
LIVELLI DI STORIA
SIT-ON BOARDS
SIT-ON BOARDS

In “Extraforma”, progetto di Diego Costantini realizzato dall’azienda IFAP, per esempio, è presente una scultura composta da preforme imperfette, ovvero da manufatti in plastica che, dopo una compressione, assumeranno la forma definitiva delle bottiglie, che trovano una nuova dimensione incorniciando piacevolmente la vetrina del negozio Spazio Querini, in cui realizza un’atmosfera elegante e raffinata.
Se si cammina per il centro è possibile trovare anche “Livelli di storia” di Luca di Benedetto e Simone Iob, dove è presente nuovamente l’utilizzo di un materiale riciclato: il Plexiglass (PMMA), elemento di cui si è tanto sentito parlare durante questo periodo di pandemia, lavorato dall’azienda PREFOR. Esso svolge una duplice funzione nell’opera: da una parte avvolge in strisce i manichini di LV Donna e dall’altra costituisce uno sfondo originale, in parte mosaicato, conferendo una visione d’insieme colorata ed equilibrata.
Molto presente nei lavori di quest’anno è il legno, materiale comune impiegato in svariati ambiti, protagonista, per esempio, del progetto “Sit-on boards” di Agnese Fabbro, dove vari elementi di scarto vengono uniti tramite la tecnica del finger joint: giunzioni a pettine, visibili alla fine dell’opera, che consentono di ricavare aste lunghe e uniformi. Esse vengono utilizzate in quest’opera per creare una comoda chaise longue esposta nel negozio Pro(g)etti di Udine. Il legno è centrale anche nel progetto “E pluribus unum” di Beatrice Pelizzo esposto a Passepartout Ideamoda realizzato dall’azienda Grattonini 1892.
In “AlataLympha – famiglie in volo!” di Federica Ceppellotti, poi, il design si sposa perfettamente con i prodotti venduti da K2 Sport, negozio in cui è collocata l’opera. L’allestimento comprende due vetrine: nella prima si vedono i rami caduti e spezzati dopo una burrasca e i manichini vestiti di nero disposti in modo tale che appaiano distanziarsi gli uni dagli altri; nell’altra si possono apprezzare invece sagome umane in cartone che indossano vestiti dai colori accesi, sedute una accanto all’altra sopra altalene in legno, costruite dalle aziende KOKI, Scatolificio Udinese e YogaOOm. Esse sono mosse da energia umana, risultando un prodotto ecosostenibile. L’opera, a parer mio, lancia un interessante messaggio di speranza utile soprattutto in questo periodo storico: le disgrazie possono capitare, allontanano le persone e distruggono sia fisicamente sia moralmente ogni cosa che incontrano, ma se si desidera ripartire, si possono ottenere grandi risultati in termini materiali, ma anche sociali, arrivando a creare un clima di serenità e armonia.
Il legno non manca nemmeno nel progetto “Contatto asincrono” di Jacopo Donato, che si compone di un pannello allestito sia nella parte visibile all’esterno, sia in quella interna al negozio Tendaggi Barison. Si tratta di listelli di legno con le punte colorate di diversa lunghezza posizionati in modo tale da richiamare la trama intrecciata dei tessuti. Nell’opera sono presenti anche due sedie, anch’esse in legno, rivestite in parte di stoffa. Una sembra fuoriuscire dai listelli, mentre l’altra sembra inglobata dai pioli, quasi a scomparire. Si viene a creare così un piacevole gioco di idee e forme che incuriosisce l’osservatore, che si perde ad osservare l’opera sentendosi parte di essa.
Il design, infatti, non è sempre e solo la realizzazione di un oggetto, ma è anche l’idea che sta dietro al lavoro, è l’abilità del saper trovare una collocazione adatta all’opera in modo tale che essa venga valorizzata.

E PLURIBUS UNUM
E PLURIBUS UNUM
ALATALYMPHA-FAMIGLIE IN VOLO!
ALATALYMPHA-FAMIGLIE IN VOLO!
CONTATTO ASINCRONO
CONTATTO ASINCRONO

Tutte le caratteristiche appena descritte si possono trovare nel progetto di Giulia Morandini: “Anthropos”, la cui idea di fondo è che complicare è facile, ma semplificare risulta difficile. Il progetto propone una visione semplificata della complessità umana che si concretizza nella scultura che richiama la figura dell’essere umano realizzata dall’azienda Marmo Vrech mediante gli scarti del marmo nero e posizionata centralmente nella vetrina di Falconeri. Delicati fili colorati fanno da sfondo all’opera e sono interpretabili, a mio avviso, come le mille emozioni e le molteplici personalità che caratterizzano l’uomo in contrasto con la neutralità dei vestiti bianchi indossati dai manichini posizionati ai lati della scultura, simbolo anche delle parti comuni di ogni singolo essere vivente.
Proseguendo il cammino nel centro di Udine troviamo poi il progetto “Illusione di caffé” di Giacomo Caporale, che si diverte con le illusioni ispirate dal pittore René Magritte. Passando davanti al negozio Biquadro Grosmi, infatti, è possibile sentirsi parte della vetrina, poiché si viene catturati in un gioco illusionistico creato da una lamina di metallo che descrive un viso umano intento a bere il caffè, realizzato dall’azienda DIESSE. Dall’alto scendono come gocce di pioggia sfere bianche, mentre lo sfondo della vetrina è costellato da chicchi di caffè sparsi in parte su tavolini in metallo e marmo e in parte sul balcone, a suggerire l’idea che il caffè sia un tesoro nascosto.
C’è poi chi gioca con i significati delle parole come Glauco Fanna nel suo progetto “6” esposto nella vetrina di Studio Modacapelli Make Up. Il sei è qualcosa di complesso, perché viene usato con diverse accezioni: nel linguaggio comune è utilizzato come predicato, in matematica come cifra… e diventa protagonista di questo progetto. Il numero è realizzato dall’azienda Area Inox con dischi di metallo di varie dimensioni che conferiscono all’opera un certo movimento.

ILLUSIONE DI CAFFE'
ILLUSIONE DI CAFFE'
ANTHROPOS
ANTHROPOS
6
6

Non tutti i designers, però, come già accennato all’inizio, hanno interpretato allo stesso modo il tema “Semplicità Complesse”, alcuni di loro, infatti, hanno deciso di smontare la complessità nel vero senso del termine, creando opere di grande effetto.
Il primo progetto in cui si può apprezzare questa sorta di astrazione di un qualcosa che normalmente è già predefinito, è “Split” di Valentina Schiano e Anna Caldana esposto nella vetrina del negozio Cicli Marino Rossi. La raffigurazione totale è quella di una bici, ma l’occhio cade sulle sue singole componenti sospese nell’aria e staccate le une dalle altre, che vengono in questo modo valorizzate. Un’idea originale e innovativa che stupisce l’osservatore. Il rosato della bici, inoltre, spicca perfettamente dallo sfondo tinta unita della vetrina.
Il secondo progetto che smonta la complessità è “Scissione” di Andrea Fabbro esposto da Tonini Boutique, dove la vetrina risulta una confusione organizzata di parti separate di un oggetto quotidiano, la sedia, e di capi di vestiario.

SPLIT
SPLIT
SCISSIONE
SCISSIONE

Si viene poi attratti dalla vetrina del negozio Noi-Passioni Domestiche dove mille scarti di tessuto dalle svariate misure e dalle molteplici forme suscitano sentimenti di gioia e calma. Tavolini imbanditi con sopra una teiera e un fiore sbocciato fanno volare la fantasia dell’osservatore, che viene trasportata in mezzo alla natura dove può concedersi una pausa dalla frenesia della vita. Forse anche un duplice messaggio nascosto di speranza per questo momento storico: arriverà il momento in cui i ritmi serrati della vita quotidiana si potranno allentare e le persone si potranno concedere pause di svago e riflessione e un momento in cui si potrà ridere e banchettare insieme, avvolti dalla magia della natura dove ogni fiore sussurra parole d’amore. “Colazione sull’erba” è il nome di questo progetto, che prende il titolo dal quadro di Manet cui si ispira, ideato da Eugenia Cinzia che ha collaborato con l’azienda Moroso per la realizzazione dell’opera.
È possibile inoltre soffermarsi anche davanti al progetto “Wave” di Rebecca Bortolossi, esposto nella vetrina di Shakespeare PaJamas, dove possiamo trovare sospesi cerchi ornati da nastri, entrambi in metallo, ottenuti da una lavorazione complessa di materiali puri da parte di Cromofriuli e davanti al progetto “Samurai” di Matteo Beltrame, allestito invece nel negozio Spazio A Tre e realizzato dall’azienda Compositech.
Per concludere, passeggiando per il centro di Udine, un’ultima vetrina potrà colpire la vostra attenzione, quella con il progetto “OCRA” di Valentina Stincone. Una scultura in marmo realizzata dall’azienda Lavagnoli Marmi occupa il centro della vetrina di Tonini Interiors che, con un po’ di immaginazione, può sembrare custodita sotto il riflesso dell’arco del portico di Via Mercato Vecchio.

WAVE
WAVE
COLAZIONE SULL'ERBA
COLAZIONE SULL'ERBA
OCRA
OCRA

Termina così un percorso all’insegna della modernità che ha permesso alla fantasia di viaggiare, immaginare e riflettere. In particolare è stata un’occasione diversa per noi studenti, in quanto abbiamo potuto discutere di opere d’arte che, diversamente dal solito, abbiamo incontrato passeggiando tra i negozi delle vie del centro.

(Le foto sono state scattate tutte da Alice Sebastianutto)