di Fioritto Gioele
Lo studente copernicano Luca Iogna Prat, nonché mio compagno di classe nella 3D, ha un talento nel scrivere testi su temi che lo appassionano. Durante l’estate ha scritto una poesia sul suo cantautore preferito Fabrizio De André e gli farebbe piacere condividerla con noi.
“Questo testo è un omaggio alla canzone “Quello che non ho” di Fabrizio De Andrè”. Così chiarisce Luca rispondendo alle domande. La scelta non è dettata solo dalla somiglianza del titolo ma riguarda anche il tema trattato. Le canzoni di De Andrè, uno dei più grandi cantautori italiani di tutti i tempi, sono sempre attuali e d’esempio, perché raccontano storie di umili e ribelli: e cosa siamo noi studenti se non questo? Si tratta dunque di una reinterpretazione, che vuole rispettare il messaggio trasmesso da De Andrè dà con il suo testo, infatti è una sfida contro il consumismo di chi ha e vuole tutto, per dar voce a chi (nella canzone un indiano) non ha invece bisogno di finte ed inutili ricchezze e facili apparenze e si contrappone al rigore del possedere e dell’avere moderno. Considerando poi la scuola, secondo l’interpretazione di Luca, la prima parte della sua poesia contiene una piccola critica alle contraddizioni e alle continue richieste di chi vuole sempre tutto da questa istituzione, senza però guardare dentro sé stessi per cercare, magari, qualcosa che non va. Negli ultimi versi della seconda parte, è chiaro invece che “la scuola che non ho è quella che non mi manca”: infatti si intende la scuola non come edificio o istituzione, ma come la motivazione che ci spinge sempre più ad imparare. Queste sono le uniche cose che dobbiamo aspettarci dall’istruzione: una scintilla, che tocca a noi trasformare in fuoco, e dei binari sui quali fare affidamento per imparare. Niente più di questo, dunque, né richieste assurde né una miriade di desideri contraddittori fra di loro, è la scuola.
“La scuola che non ho è gentile ed inclusiva
La scuola che non ho è severa e punitiva
La scuola che non ho ti fornisce la cultura
Per conquistare il cielo, per guadagnar la luna
La scuola che non ho è quella che mi manca
La scuola che non ho è quella di cui son già stanca
La scuola che non ho mi dà la motivazione
Per dare sempre il meglio per meritarmi il sole
La scuola che non ho è un orologio avanti
Sempre più moderna e al passo con i tempi
La scuola che non ho è un treno arrugginito
Che guardi sempre indietro, che guardi al bel passato
La scuola che non ho ha i rubinetti d’oro
La scuola che non ho ti trova un lavoro
La scuola che non ho è una prateria
Per correre più forte della fantasia
La scuola che non ho ti fa imparar la vita
Stando al sicuro in un’aula antica
La scuola che non ho ha i professori
Che son degli automi, non fanno mai errori
La scuola che non ho io ce l’ho già in tasca
La scuola che non ho è quella che non mi manca
La scuola che io ho È la motivazione
Per dare sempre il meglio per meritarmi il sole
La scuola che non ho”
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