di Martina Catalano e Daisy Aiello
Come si sopravvive a un’assenza che ingombra tutta la casa? Il tema dell’elaborazione del lutto è al centro di due romanzi contemporanei straordinariamente intensi. Esploriamo prima lo sguardo ironico e profondo di Preston Norton in Neanderthal apre la porta all’universo, per poi immergerci nelle dinamiche familiari e psicologiche dell’ultimo successo di Enrico Galiano, Quel posto che chiami casa. Due letture imperdibili capaci di dimostrare come, anche dopo il dolore più buio, sia sempre possibile ritrovare sé stessi.
Neanderthal apre la porta all’universo (Daisy)
- Prima pubblicazione: 2018, USA
- Genere: romanzo di formazione, umorismo, narrativa contemporanea/realistica
- Temi trattati: bullismo, suicidio, povertà, relazioni e famiglia, comunità religiosa, comunità LGBTQ+
- Autore: Preston Norton: nato negli USA nel 1985, è uno scrittore ed ex-professore che si è anche occupato della riabilitazione di tossicodipendenti, è bisessuale e genderqueer. La sua quinta opera Neanderthal opens the door to the universe, nonostante le recensioni varie (sia positive sia negative), nel 2019 è stato incluso nella top ten della “Best Fiction for Young Adults List” dell’American Library Association. Nel 2024 ha pubblicato il suo ottavo libro.
“Neanderthal apre la porta all’universo” (Neanderthal opens the door to the universe) è, non a caso, il libro più famoso di Preston Norton.
Il racconto gira attorno a Cliff “Neanderthal” Hubbard, un ragazzo bullizzato perché povero e sovrappeso, studente della Happy Valley High School (tutt’altro che felice). Come se non bastasse, Cliff non ha una condizione di felicità nemmeno a “casa” sua (una specie di capanna), dove vive con il padre alcolizzato e la madre, ovviamente senza che i due vadano d’accordo, dopo che il fratello maggiore Shane si è suicidato un anno prima.
Un giorno il “capo” della banda che bullizza Cliff, Aaron Zimmerman (l’emblema del “ragazzo perfetto”, bello, ricco, popolare, buoni voti a scuola e quarterback della squadra di football), dopo un incidente, si risveglia e racconta che Dio gli ha affidato una “lista” di cose da fare per rendere la Happy Valley un posto migliore: inaspettatamente, il compagno di Aaron dovrà essere proprio Cliff.
- Convincere Niko (il ragazzo più spietato e temuto della scuola) a smettere di fare il bullo;
- Costringere i TG a fermarsi (un gruppo di ragazzi religiosi radicali, a capo del quale c’è Esther Poulson, una degli antagonisti principali);
- Ricordare al prof. Spinelli perché ha scelto di fare l’insegnante;
- Mostrare alla banda di Frankie (un ragazzo spacciatore e violento) che un’altra vita è possibile ;
- Trovare Hal, e fermarlo (un hacker di cui nessuno sa l’identità, estremamente abile).
Nelle pagine si approfondiranno le backstories di diversi personaggi, tra cui Aaron, il prof. Spinelli, Frankie e sua sorella Tegan, Shane e lo stesso Cliff e si introdurranno molti personaggi che, nonostante possano sembrare di sfondo, non sono assolutamente stereotipati ma soprattutto avranno tutti una loro importanza nel corso della storia (come Lacey, l’ex ragazza di Aaron, la madre di Cliff e il suo datore di lavoro, Hideo; la madre di Tegan e Frankie; Jack e Julian, i due “nerd” della scuola, e Noah, il fratello di Esther e l’unico ragazzo gay ad aver fatto coming out nell’intera scuola).
Il libro tratta diversi temi, dall’omofobia alla dipendenza da droghe alla fede, ma senza risultare pesante: anzi, lo stile umoristico e le continue citazioni di film e videogiochi si prestano a dare equilibrio alla storia.
Uno dei temi più importanti e un filo conduttore secondario che si trascina dal secondo all’ultimo capitolo è proprio la morte del fratello di Cliff, Shane, che si è suicidato esattamente un anno prima dell’inizio della storia. Leggendo il libro si esplorano l’elaborazione del lutto di Cliff e di sua madre, lo sviluppo dell’empatia dei diversi personaggi e la scoperta di lati in comune inaspettati tra alcuni di loro, tutto a partire dagli unici ricordi che Cliff ha del fratello: una vecchia felpa che gli aveva regalato, il loro “luogo segreto e sicuro”, i ricordi delle sue scorribande a scuola e, più avanti, un suo diario.
Neanderthal apre la porta all’universo è una lettura da non considerare assolutamente solo per ragazzi: tiene il lettore incollato alle parole fino all’ultimo capitolo grazie ai colpi di scena e il punto di vista di Cliff contribuisce a dare realismo ed empatia al racconto. Personalmente è un libro che consiglierei a chiunque voglia leggere qualcosa di intrigante ma allo stesso tempo realistico, senza personaggi “piatti” e stereotipati. Non è troppo complicato né lungo, ma la ricchezza sia del sistema dei personaggi sia della trama lo rendono una buona lettura su cui riflettere.
Quel posto che chiami casa (Martina)
- Autore: Enrico Galiano
- Prima pubblicazione: 2025, Italia
- Genere: narrativa contemporanea, romanzo di formazione e dramma psicologico
- Temi trattati: passato familiare doloroso, perdita fratello, salute mentale, disagio emotivo e distinzione tra realtà e percezione
- Autore: Enrico Galiano: nato a Pordenone nel 1977, ha frequentato la facoltà di lettere e filosofia all’università Ca’ Foscari di Venezia. Nel 2017 pubblica il suo primo romanzo “Eppure cadiamo felici”, vincendo così il Premio Internazionale di Letteratura Città di Como. Nel 2025 pubblica il suo ultimo romanzo “Quel posto che chiami casa” che ha avuto un grande impatto nel suo pubblico.
“Quel posto che chiami casa” di Enrico Galiano racconta la storia di Vera, una ragazza che da quando è bambina sente una voce: quella di Cè, il fratello morto prematuramente quando la protagonista aveva appena 4 anni. È una voce in grado di suscitare in lei pensieri stravaganti, ma è anche un giudice severo, che la mette sempre sotto pressione ponendole un’unica domanda “Sei davvero Vera?”. Cè per i genitori era il figlio perfetto, facendo vivere Vera costantemente nella sua ombra. Un giorno, pur sapendo che non dovrebbe farlo, Vera decide di seguire una coccinella che la porterà dietro i cancelli di una clinica. All’interno di questa struttura incontrerà un ragazzo di nome Francesco che sembra conoscerla più di chiunque altro. Egli è l’unico ragazzo che forse può aiutarla a scoprire la verità sul fratello che i genitori le tengono nascosta da sempre. Il ragazzo sarà in grado di insegnarle una cosa apparentemente semplice, ma bellissima: Vera non è pazza. È soltanto viva. Ed essere vivi, a volte, non è poi così diverso dall’essere pazzi.
Questa è la storia di una ragazza che cerca di ritrovare sé stessa, immersa nella tensione familiare, pressione esercitata su di lei da parte dei genitori e da un’assenza che ormai fa parte di lei. La voce del fratello non rappresenta solo un ricordo, ma è diventata parte integrante della sua vita quotidiana: rappresenta un pensiero felice e confortante, ma allo stesso tempo è diventato una prigione per sé stessa. Fin dall’età di quattro anni, a Vera è stato insegnato che lei era di troppo: come se tutto ciò che faceva non fosse mai abbastanza.
I genitori, distrutti dalla morte del fratello, hanno finito per idealizzare la figura di Cè, facendo sentire Vera costantemente paragonata alla figura di una persona che ormai non c’è più da anni. Un giorno Vera deciderà però di interrompere questo ciclo vizioso, scegliendo di seguire una semplice coccinella che la porterà in una clinica. Francesco non è un ragazzo che giudica, ma sin dall’inizio fa fatica a relazionarsi con Vera. Egli però conosce Vera più di chiunque altro.
Nel romanzo emerge anche il tema dell’amicizia come un luogo di salvezza: Gin è l’unica vera amica che la protagonista ha accanto da sempre. Lei è in grado di farla ridere nei momenti di sconforto, ed è in grado di farla ragionare quando ormai tutto sembra perduto.
Consiglio la lettura del libro “Quel posto che chiami casa” poiché è una lettura piacevole e in grado di suscitare riflessioni profonde in chi lo legge. L’autore vuole trasmettere il messaggio che non c’è nulla di meglio che essere sé stessi indipendentemente dalle aspettative altrui.
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