di Pierluigi Maranzana

Benvenuti, cari lettori, nella rubrica di cinema del nostro giornalino. Oggi parleremo di un film iconico: Videodrome diretto da David Cronenberg e uscito nelle sale nel 1983.

Max Renn (James Wood) è il direttore del canale televisivo “Cinic tv” in cui vengono mostrati spesso contenuti violenti e pornografici. Un giorno il suo collaboratore Harlan lo chiama per dirgli che ha captato un segnale tv pirata che trasmette violenze surreali: Videodrome. Il nostro protagonista, credendo di assistere a delle messe in scena, inizia ad indagare per cercare di capirne di più. Dopo una estenuante ricerca, capisce non solo  che le violenze messe in onda sono reali, ma che il segnale provoca allucinazioni e mutazioni (sia fisiche che mentali) su chi ne rimane esposto troppo a lungo (esse sono causate da un tumore al cervello che si sviluppa negli spettatori). Esempio ne è Nicki Brant, ragazza con cui Max sta intraprendendo una relazione, che viene così attratta dal programma da arrivare a fare pure un provino per prendervi parte. La trama è ricca di colpi di scena che vi lascio scoprire da soli guardando la pellicola.

Videodrome è un film superlativo, che mi ha colpito molto sia per come vengono narrate le vicende che per il profondo messaggio che esso vuole trasmettere. Cronenberg riesce a tenerci incollati allo schermo per tutti gli 89 minuti di visione, mantenendo un ritmo che mai annoia. Viene portato sullo schermo un mondo inquietantemente realistico. La pellicola è veramente disturbante, con delle  scene che ti fanno distogliere gli occhi per l’inquietudine ma, allo stesso tempo, ti fanno restare incollato allo schermo per capire cosa succederà dopo. Il regista porta un’analisi molto attuale sul mondo di quegli anni (e, anche se in modo diverso, su quello odierno): infatti il tema principale è l’effetto che la televisione ha sull’essere umano. L’autore condanna l’eccessivo attaccamento alla tv poiché essa ha il potere di cambiare radicalmente gli uomini, riuscendo anche a manipolare e indirizzare i loro pensieri. Ne è un esempio (allerta spoiler!) la storia di Max: infatti il protagonista riesce a risalire alle persone che trasmettono il segnale Videodrome. Essi, che svolgono il ruolo di antagonisti nella pellicola, (in quanto vogliono, trasmettendo il segnale in televisione, eliminare tutti gli individui definiti “indesiderabili”, cioè quelli attratti dalla violenza e dal sesso) eseguono il lavaggio del cervello a Rem (scena inquitentatissima:al protagonista viene inserita una cassetta in uno squarcio nello stomaco che assomiglia all’ingresso di un videoregistratore). Un altro aspetto su cui il regista vuole farci riflettere è il modo in cui, in un mondo in cui siamo bombardati da informazioni ed idee diametralmente opposte, sia facile e veloce modificare le proprie idee ed i propri ideali, come cambiare canale.  Il protagonista infatti riceve l’ordine di eliminare Bianca O’Blivion, unica persona vivente che conosce il segreto celato dietro a Videodrome. Max, appena giunto a casa di Bianca (un luogo surreale chiamato Chiesa Catodica, in cui i senzatetto cercano di essere civilizzati tramite intense sedute di televisione) viene, tramite l’esposizione ad un altro segnale, riprogrammato ottenendo una nuova missione: eliminare i suoi precedenti datori di lavoro, cioè coloro che trasmettono Videodrome.

Punti forti del film sono decisamente anche gli effetti speciali (di Frank C. Carere e Michael Lennick) ed il trucco (di Rick Baker) che riescono a rendere ancora più crude e disturbanti le sequenze. Il film è addirittura definibile un “body horror” (di cui Cronenberg è il maestro assoluto): in questo genere i sentimenti di paura nello spettatore vengono creati attraverso la rappresentazione di deformità fisiche del corpo. Nell’opera, infatti, i momenti di svolta della storia coincidono con mutazioni fisiche di Max, messe sullo schermo in maniera incredibile (vedrete la “mano-pistola”!).

Anche dal punto di vista dei personaggi il film è superlativo: a Cronenberg non serve descrivere per filo e per segno il loro carattere  eppure lo spettatore riesce a farsene un’idea catturando ed assimilando i piccoli frammenti di esso che emergono durante la visione. 

Videodrome è un film impressionante che lancia un messaggio ancora oggi, purtroppo, attuale e che porta sullo schermo una storia thriller stupefacente, piena di momenti di altissima tensione e di spettacolo.

Consiglio a tutti (i coraggiosi) la visione di questo capolavoro di Cronenberg 

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