di Nguh Lisa
Ray Harryhausen nacque a Los Angeles nel 1920 da genitori tedeschi e, durante il corso della sua vita, divenne leggenda soprattutto per il suo talento come effettista in stop motion (anche detta in italiano ripresa passo uno), infatti i suoi film ispirarono parecchi artisti famosi come Timothy Burton (la sposa cadavere, Edward mani di forbici) ed Henry Selick (the Nightmare Before Christmas, Coraline). La tecnica ripresa passo uno divenne famosa grazie all’eccelso film King Kong che fu ed è tuttora un pilastro del cinema nonché ispirazione per Harryhausen stesso.
Inoltre fu un eccellente produttore cinematografico; nonostante venga ricordato come un grande animatore in stop motion non fece mai film totalmente a passo uno: si concentrava ad animare i personaggi inventati o fantastici, come scheletri che prendono vita.
Durante la seconda guerra mondiale egli fece parte della Army Motion Picture Unit, dove ebbe la possibilità di sviluppare esperienza come regista, ma senza libertà come singolo autore ed individuo, stimolando la sua crescita come lavoratore ma non come artista, infatti la guerra distrugge o imprigiona l’essere umano; cose come la dittatura e la propaganda politica soffocano la voce dell’arte impedendo all’artista di esprimersi in un’opera imposta da altri.
Grazie ai suoi svariati lavori,durante la guerra fece carriera e presto si ritrovò ad ottenere un incarico presso la Warner, dove pubblicò “Il re dell’Africa” e “Il risveglio del dinosauro” (che ispirò il più famoso “Godzilla”) e per questi due film utilizzò gli split screen (tecnica che permette di inserire più inquadrature contemporaneamente).
Dopodiché passò alla Columbia dove, attraverso una collaborazione con Charles H. Schneer, fece “Il mostro dei mari” e “La terra contro i dischi volanti”.
Quindi tornò nuovamente alla Warner dove collaborò con Willis O’Brien nel documentario “Il Mondo è Meraviglioso”; poi nuovamente alla Columbia dove girò “ A 30 Milioni di km Dalla Terra” e, un anno dopo, pubblicò “Il Settimo viaggio di Sinbad”. Al 1960 risale “I viaggi di Gulliver”, ed in seguito “L’isola misteriosa” e, poco dopo, uscì la sua magna opera: “Gli Argonauti” (dove lavorò alla famosa sequenza del combattimento contro gli scheletri).
Le sue ultime opere furono: “Base luna chiama terra”, “Un milione di anni fà”, “La vendetta di Gwangi”, “Il viaggio fantastico di Sinbad”, “Sinbad e l’occhio della tigre” ed infine, nel 1981 “Scontro di Titani”.
Morì nel 2013 a 92 anni.
Si può facilmente notare che tutte queste opere sono soprattutto fantasy, o che implicano elementi mitologici. Esse rispecchiano l’animo del loro autore che amava la stop motion e che inventò molte tecniche facendo sbocciare la stop motion e la sua stessa persona.
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