di Lavinia Fortunato Roverano 

Caro Copernico,
sono cresciuta tra le tue mura, tra i banchi, i corridoi e le lavagne. 

Sei stato la mia seconda casa per anni, un luogo che mi ha accolto giorno dopo giorno, insegnandomi non solo nozioni e formule, ma anche come stare al mondo, come relazionarmi agli altri, come affrontare le ingiustizie e come costruire la mia identità. 

Ora che sono diventata diciottenne, mi trovo a riflettere su tutto ciò che mi hai dato e su come questo abbia influenzato il mio modo di sentirmi “grande.”

Diventare maggiorenne è qualcosa che, a lungo, ho atteso con impazienza. Ricordo i giorni passati a sognare il momento in cui avrei potuto fare ciò che volevo, senza dover chiedere permesso, quando avrei potuto essere “libera”. Eppure, ora che quel momento è arrivato, mi rendo conto che essere grande è molto diverso da come lo immaginavo. La libertà che tanto desideravo porta con sé un bagaglio di responsabilità che prima non consideravo. Ogni scelta sembra avere un peso maggiore, ogni decisione ha conseguenze più reali e tangibili.

Cara scuola, mi hai preparato in tanti modi a questo momento. Mi hai insegnato a pensare criticamente, a non fermarmi alla superficie delle cose, a riflettere sulle mie scelte. Mi hai mostrato l’importanza dell’impegno e della costanza, e ora che sono qui, ad affrontare la vita da “adulta”, mi rendo conto di quanto quei valori siano fondamentali.

Essere maggiorenne significa che quel guscio di protezione si è rotto. Non ci sono più verifiche a cui prepararsi con l’idea che, comunque vada, ci sarà sempre una seconda possibilità. Ogni decisione ha il suo impatto diretto e immediato sulla mia vita, e questo, a volte, può essere spaventoso. Ma è anche eccitante. È il momento di mettere in pratica tutto quello che ho imparato, di provare a costruire qualcosa di mio, sapendo che il percorso sarà pieno di incognite…e chissà magari neanche questa volta il risultato sarà come quello del libro!

Mi hai insegnato a vedere il mondo come un luogo da esplorare, cara scuola, e ora, con la maggiore età, mi rendo conto che l’esplorazione non finisce mai. Diventare grande non significa arrivare, ma partire, con una mappa ancora in costruzione. Ci saranno altre lezioni, altre sfide, ma so che ciò che ho appreso con te è la mia bussola, quella che mi aiuterà a orientarmi in questo nuovo viaggio.

Grazie, cara scuola, per avermi dato le basi. Adesso tocca a me camminare da sola, ma so che ogni passo sarà accompagnato da ciò che mi hai insegnato, anche se troppe volte attraverso le lacrime.

Con affetto,

Una tua alunna diventata grande