di Tommaso Scarabelli

Detto anche platipo, l’ornitorinco rappresenta l’unica specie vivente degli Ornitorinchidi, dell’ordine dei monotremi, cioè di quei mammiferi che depongono le uova, fra cui figurano solo altre quattro specie, conosciute con il nome di echidna.

STORIA

I primi coloni inglesi in Australia ad averlo visto, stupiti dalla sua “originalità”, credevano fosse fatto di pezzi di altri animali. Difatti gli Aborigeni narravano una leggenda secondo la quale lo strano animale fosse nato dall’accoppiamento di un’ anatra e di un topo d’acqua.Invece gli scienziati inglesi, appena ricevuto un esemplare morto, giunsero direttamente alla conclusione che fosse un falso creato da un imbalsamatore asiatico.Solo nel 1799 l’ornitorinco  fu classificato come un animale reale e nel 1939 il “National Geographic” pubblicò una rivista con cui il mondo venne a conoscenza di questo “scherzo della natura”.

ASPETTO E HABITAT

La caratteristica più appariscente dell’ornitorinco, che vive nelle vicinanze degli specchi e dei corsi d’acqua della Tasmania e delle regioni meridionali e orientali dell’Australia, è sicuramente il suo becco flessibile come la gomma, simile a quello della papera.

Il suo corpo da talpa e la sua coda da castoro sono rivestiti da una bellissima pelliccia per la quale due secoli fa fu cacciato. Al momento, comunque,  non è a rischio di estinzione, anche grazie alle leggi che ora ne vietano la caccia.

La bocca dell’ornitorinco è fornita di denti solamente nei primi anni; infatti, crescendo, i denti cominciano a scomparire, fino a mancare completamente negli adulti.

Su ognuna delle zampe palmate posteriori degli ornitorinchi maschi vi è un artiglio che secerne veleno. Gli ornitorinchi lo usano in abbondanza per difendersi o durante le lotte per il territorio con i propri simili. Il veleno non è mortale per gli umani, ma provoca gonfiori e un forte dolore che può durare mesi; al contrario è letale per i piccoli cani.

ELETTROLOCAZIONE

L’elettrolocazione in un animale è la capacità di orientarsi o di localizzare altri oggetti tramite l’emissione di segnali elettrici.

Oggi si conoscono pochi animali capaci di orientarsi in questo modo, fra questi  l’anguilla elettrica, l’echidna e l’ornitorinco.

Quando si trova in acqua, l’ornitorinco tiene gli occhi chiusi, affidandosi agli altri sensi o al suo becco, in quanto quest’ultimo ha una straordinaria capacità: funge da antenna tramite degli elettrorecettori, esattamente come un sonar. Infatti questi specifici recettori riescono a percepire l’elettricità proveniente da ogni sorgente elettrica, soprattutto da altri animali, permettendo all’ornitorinco di stabilire la loro dimensione, la loro posizione e perfino la loro velocità. Non si sa invece  se egli  possa percepire anche oggetti inanimati.