di Ilaria Sommaro

Il questionario a cura della redazione del nostro giornale, come ben sapete, richiedeva l’opinione di noi copernicani riguardo l’alternanza scuola-lavoro. Più di 200 studenti hanno espresso il loro parere e il primo biennio è stato senza dubbio quello con il maggiore afflusso di risposte, che conta infatti il 44.6% delle voci totali, anche se poco distante da terze e quarte che ne contano il 41.2%. È evidente quindi che ci sono ancora molti dubbi e perplessità circa l’alternanza, per non parlare delle numerose critiche rivolte all’attività.

Alternanza primo biennio

Quanto pensi di sapere riguardo l’Alternanza Scuola-Lavoro

La possibilità di voto andava da 1 a 5, e ben il 37.8% di voi ha votato 2. Si può però affermare che più del 90% degli studenti del primo biennio non è a conoscenza delle attività previste da questo percorso, dato che tra i voti 4 e 5 (ovvero quelli che indicano una conoscenza buona o perlomeno sufficiente) si raggiunge una percentuale pari al 7.8%.

Aspettative di primo e secondo biennio riguardo l’Alternanza

Primo biennio: In base a ciò che sai oggi, quanto pensi possa esserti utile per il futuro?

Secondo biennio: Quanto pensi ti aiuterà realmente l’Alternanza Scuola-Lavoro per il tuo futuro lavorativo?

Riguardo a questi quesiti il confronto tra primo biennio e secondo biennio è davvero interessante, infatti le aspettative degli studenti che non hanno ancora iniziato il percorso di alternanza sembrano essere relativamente alte al contrario degli studenti di terza e quarta. Questo risulta davvero evidente dalla lettura del grafico.

PRIMO BIENNIO

SECONDO BIENNIO

Sono gli studenti di terza e quarta ad essere troppo severi o quelli di prima e seconda ad essere troppo ottimisti? Sfatiamo la leggenda una volta per tutte. L’Alternanza Scuola-Lavoro non prepara in alcun modo noi studenti liceali al mondo del lavoro semplicemente perché siamo liceali. Essendo studenti che non frequentano un istituto professionale, dobbiamo ammettere che il nostro vero lavoro è proprio lo studio. Il percorso di Alternanza risulterà senz’altro utile ad alcuni studenti, ma dal questionario risulta effettivamente utile solo al 4.8% dei copernicani (del secondo biennio) e il grafico precedente ne è la prova.

Secondo biennio: orientamento

I chiarimenti per gli studenti del primo biennio

L’attività di Alternanza prevede lo svolgimento di 200 ore, da portare a termine nel corso del triennio. Ovviamente è consigliabile terminare il pacchetto di ore durante il terzo e quarto anno a causa dell’evidente mole di lavoro che è prevista durante il quinto. Ogni attività prevede la presenza di un tutor interno e uno esterno che sono relativamente un professore della scuola che guiderà gli studenti nel percorso di alternanza e il referente esterno del progetto che li guiderà all’interno dell’azienda, dell’università o dell’ambito in cui si deciderà di svolgere le ore. Le attività sono infatti a libera scelta, ma alcune sono a numero chiuso, pertanto in questo caso si procede con l’assegnazione del posto tramite estrazione.

Portare a termine le 200 ore è obbligatorio e fondamentale. Obbligatorio perchè stabilito dalla legge in seguito alla riforma ”Buona Scuola”,  fondamentale perché senza di esse non sarà possibile accedere all’esame di Stato e di conseguenza conseguire il diploma.

Sicuramente l’esame di Stato cambierà, ma non è ancora certo in che modo. Forse i crediti verranno assegnati in base all’Alternanza, mentre ora vengono attribuiti in base alla media scolastica (i crediti concorrono a definire il voto con cui ci si diploma, e ad oggi sono in tutto 25).

All’inizio della terza tutti gli studenti che entrano nel percorso di Alternanza devono obbligatoriamente seguire un ciclo di lezioni sulla sicurezza, affrontare dei test online e uno finale a scuola, attività che già conta 12 ore.

Le critiche degli allievi del  secondo biennio

L’alternanza è anche una proposta interessante, ma 200 ore per degli studenti di liceo, che hanno molto da studiare e si suppone andranno all’università terminata la quinta, sono davvero troppe.

Penso che molte attività proposte non possano essere considerate come esperienza lavorativa.

Essa fa in modo che gli studenti prendano parte ad attività che danno maggiori ore solo per completare il “pacchetto” e non scelgono le attività che veramente interessano. Inoltre esse sono estremamente mal organizzate.

Poca chiarezza tra studenti, professori e referenti. Attività prive di potenziale apprendimento.

Inutile, una perdita di tempo.

Lo scorso anno scolastico le proposte erano veramente poco allettanti e poco inerenti con il mondo lavorativo, mentre quest’anno, oltre a maggiori collaborazioni con l’università, ci sono anche molte attività utili a rapportarsi con il mondo del lavoro. La scuola, sotto questo aspetto, ha fatto notevoli miglioramenti.

Il nostro tutor non ci segue abbastanza.

Personalmente ritengo che i progetti di Alternanza Scuola-Lavoro dovrebbero essere maggiormente diversificati e non necessariamente a carattere scientifico anche per il triennio. Inoltre si dovrebbero organizzare con anticipo, favorendo l’Alternanza durante il periodo scolastico e limitando invece le attività estive, poiché queste causano difficoltà a chi deve anche seguire i corsi di recupero.

Non ho avuto la possibilità di accedere ad attività riguardanti la mia attività lavorativa del futuro perché erano finiti i posti a quelle che mi interessavano o non sono stata estratta.