di Michele Cestari
Caro Simone,
scusa per l’informalità, ma ho scelto di darti del “tu” perché vorrei che mi considerassi un amico, che prova ad esprimere con la massima sincerità i sentimenti provati in occasione del tuo incontro con gli studenti udinesi, tenutosi nei giorni scorsi all’Auditorium Zanon.
Non sono certo un critico cinematografico, ma il tuo film “Oltre il muro” mi ha emozionato molto, soprattutto mi ha aperto gli occhi su quest’altra faccia dell’umanità che convive con noi, ma è spesso reclusa e segregata. Lo sai perché accadono queste cose? La risposta a me sembra chiara. La nostra società sta sempre più puntando alla perfezione e i matti, per chi condivide questo progetto, sono solo degli errori e vanno cancellati; non so come la pensi tu, ma questo sistema mi sembra una sottospecie del nazismo.
Spesso, dopo aver visto il film, mi sono chiesto: “Che cos’è la pazzia?” Cambiare se stessi per assomigliare all’ideale di “uomo perfetto”, che non ha difetti, anche a costo di nascondere le proprie differenze? Oppure esternarle, diversificarsi ed abbattere gli stereotipi che ci accomunano? Dimmi ora, chi è il pazzo?
Uno, nessuno, centomila, il celebre romanzo di Pirandello, spiega chi o cos’è l’uomo perfetto. Un uomo che vorrebbe essere lui, se stesso, ma per apparire “normale” agli occhi della società si maschera, cambia volto; in questo modo, come uno specchio che cade, si frantuma in centomila pezzi, diventando niente, anzi nessuno.
Generalmente alla pazzia vengono associati l’orrido, il dannoso e lo spregevole, tanto che a tutti coloro che hanno commesso crimini orribili, danneggiando le persone che amavano e che odiavano, è stata attribuita la qualifica di pazzo. Ad esempio se chiediamo a qualcuno chi era Hitler, questo ci risponderà senza esitazione:” un folle”. Eppure fino a settant’anni fa Hitler era ritenuto assolutamente normale, così tanto da fargli guidare un paese…
Torniamo allora alla fatidica domanda:” che cos’è la follia?” Semplicemente non c’è una risposta, questa è presente in tutti noi e dobbiamo capirlo perché, se qualcuno ci leggesse nel pensiero, non ci vedrebbe più con gli stessi occhi: tutti noi, infatti, ci nascondiamo dietro ad una corazza chiamata apparenza.
Neppure noi ci conosciamo così in fondo da stabilire se siamo pazzi o meno; la pazzia è la normalità e la normalità è pazzia, siamo tutti un po’ pazzi, è normale!
Da Michele Cestari con un ringraziamento speciale.
P.S. Grazie, grazie davvero, mi hai insegnato concetti fondamentali della vita che non scorderò mai. Un saluto anche da mia nonna Marisa che ti stima molto. Continua così!
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