di Desiree Saccavini

Caro/a copernicano/a,
il 6 e 7 febbraio ho avuto l’opportunità di passare due giorni all’interno della prestigiosa Scuola Superiore di Udine e oggi sono qui per raccontarti la mia esperienza, cosicché tu possa prendere in considerazione anche questa opzione una volta conclusi gli studi al Copernico.

Prima di tutto voglio offrirti una panoramica generale dell’istituto.
Ti starai sicuramente chiedendo che cos’è la Scuola Superiore. Dunque si tratta di  un percorso integrativo dell’Università di Udine che mette a disposizione una formazione di eccellenza di natura interdisciplinare. Un elemento fondamentale e imprescindibile del progetto della Scuola è la creazione di una comunità di allievi e docenti in un contesto che favorisce la cultura, l’interesse e lo sviluppo di idee creative e di un pensiero critico.
Vivere insieme, imparare insieme, maturare insieme, condividere esperienze sono gli aspetti che caratterizzano la Scuola Superiore Universitaria.
La Superiore si divide in due classi: la classe Umanistica e quella Scientifico-Economica (che comprende il corso di laurea in Medicina e Chirurgia). Terminata una delle due, il titolo che si ottiene è equiparato ad un master di II livello.
Le attività didattiche integrano i corsi di studio dell’Università di Udine, andando a costituire due percorsi formativi distinti ma complementari, che promuovono le capacità trasversali e partecipative. Le principali attività aggiuntive sono laboratori, conferenze, esperienze seminariali ed eventi culturali. Queste vengono proposte dai docenti, ma anche dagli allievi stessi.

Per entrare nella Scuola si viene selezionati tramite un concorso d’ammissione che comprende due prove scritte e una prova orale. Le materie delle prove variano a seconda del proprio Corso di Laurea. È anche possibile accedere direttamente al IV anno, per svolgere il percorso magistrale. Per l’a.a. 2023/2024 sono stati banditi 18 posti per l’ammissione al I anno e 6 posti per l’ammissione al IV anno.
Una volta entrati, gli allievi godono di vitto e alloggio gratuiti ed esenzione dalle tasse universitarie. Al tempo stesso, però, al termine di ogni anno accademico, devono aver superato tutti gli esami previsti dal proprio piano di studi universitario e avere una media dei voti non inferiore a 27.

Ora, però, passiamo ai miei due giorni alla Scuola Superiore, che hanno avuto tre principali ingredienti.
Innanzitutto quattro seminari, tenuti da docenti del dipartimento di Matematica, che nel contempo hanno presentato vari aspetti del percorso universitario. Il primo seminario, con protagonista Pietro Corvaja, Direttore del Dipartimento, aveva il titolo “Fattorizzazione unica e geometria” e si è concluso con l’illustrazione del dipartimento. Il secondo seminario, a cura di Alberto Policriti, verteva sulle reti neurali, seguito dalla spiegazione del funzionamento della Scuola Superiore. Nella mattinata del secondo giorno, durante il terzo seminario, Alberto Marcone ci ha stupiti con il teorema di Ramsey, dimostrando che il disordine totale non esiste, per poi approfondire il corso di laurea in matematica. Infine, Roberta Musina, dopo il suo seminario “Lacci e bolle”, ha presentato il dottorato in matematica e fisica. Questi quattro momenti sono stati veramente intriganti e coinvolgenti per gli argomenti trattati, ma, soprattutto, perché ci hanno permesso di capire l’atteggiamento di un docente universitario: metodico, esaustivo e approfondito.
Il secondo ingrediente è stato il laboratorio: una lezione diversa dalle altre, che ci ha consentito di mettere subito in campo ciò che ci veniva spiegato, stimolando la collaborazione tra noi ragazzi.
L’ultimo e terzo ingrediente, nonché il più importante, è stato l’incontro con gli studenti del corso di laurea e della Scuola Superiore di Udine. Questo ci ha permesso di ottenere delle risposte più dirette a tutte le curiosità. Non c’è modo migliore per conoscere le dinamiche di un istituto se non parlando direttamente con chi lo vive. Di fronte a un percorso universitario così complesso è naturale che sorgano ansie e paure, perciò confrontarsi con gli studenti è la soluzione migliore per far sì che queste svaniscano. Talvolta è sufficiente ricevere qualche punto di vista in più per avere le idee più chiare.
Inoltre, è stato utile anche il dialogo tra noi ragazzi, ancora di quinta o quarta superiore: parlare con qualcuno che vive nella tua stessa situazione, con in mano il futuro e una scelta importante da prendere, ti fa sentire meno solo e incompreso.
Ho avuto modo di avvicinarmi alle realtà delle altre scuole, scoprendo i punti di forza del Copernico e, ovviamente, anche qualcosa che potrebbe migliorare.

Spero che queste informazioni ti abbiano aiutato a conoscere meglio la Scuola Superiore di Udine, a mio avviso un percorso che richiede tanto, ma affascinante e appagante. Ricordati che per una scelta consapevole è utile interessarsi a più opzioni e non farsi bloccare dalle proprie insicurezze. Qualche volta l’ambiente liceale va un po’ stretto a noi ragazzi quindi non ci resta che trovare il posto giusto per poter proseguire la nostra vita con più serenità e sentendoci più valorizzati.