di Mattia Piccoli
Prima di iniziare con le spiegazioni tecniche forse sarà meglio partire dal titolo di questo articolo: “Fotografare la superficie di Venere dalla Terra”. Cosa c’è di eccezionale in ciò? Perché dovrebbe essere inusuale? Perché ci dovrebbe interessare?
Partiamo da cos’è Venere: il secondo pianeta del Sistema Solare per vicinanza al Sole. Nonostante ciò è il più caldo (464 °C); questo perché è avvolto da una densa atmosfera di anidride carbonica (circa il 96%) che accumula il calore proveniente dal Sole producendo così un effetto serra che porta a temperature molte elevate. L’atmosfera di Venere ha anche un’altra particolarità: è opaca nel visibile perciò, quando la osserviamo al telescopio, vediamo soltanto una falce o un disco molto luminoso di colore marroncino/giallo. Detto ciò potremmo pensare che sia impossibile osservare la superficie di Venere dalla Terra, invece questo in parte è possibile. I nostri occhi non potranno mai vedere la superficie di Venere, ma le camere CCD o le CMOS ci permettono di osservarla (per CCD e CMOS s’intendono delle camere astronomiche che utilizzano gli omonimi tipi di sensori). L’atmosfera di Venere, infatti, è “trasparente” alla lunghezza d’onda di circa 1 micron ovvero nel vicino infrarosso, che l’occhio umano non può vedere, a differenza, invece, delle camere astronomiche.
A questo punto però c’è un problema: la luce riflessa dalle nubi di Venere è nettamente maggiore rispetto a quella riflessa dalla sua superficie; nel tentativo di raccogliere questo tenue segnale, il sensore viene “abbagliato” dalla luce riflessa dalle nubi, con il risultato che ciò che otteniamo è solo un’immagine saturata. Il trucco sta nel riprendere la zona in ombra di Venere quando esso è illuminato al 25% circa. Questo consente di ottenere un buon compromesso tra la sua elongazione (distanza apparente dal Sole) e la sua brillantezza. Come si fa, però, a fotografare qualcosa al buio, considerato che la parte di Venere che ci interessa non è illuminata? In realtà la risposta è semplice: la superficie di Venere brilla, brilla come un pezzo di metallo rovente perché è estremamente calda, così calda che emette abbastanza luce alla lunghezza di 1 micron. Questo fenomeno ne permette l’osservazione dalla Terra. Se riuscissimo ad ottenere una mappa di Venere dalla Terra, otterremmo in sostanza una mappa termica che presenterebbe gli altopiani e le montagne scuri (perché più freddi) e le valli e i bassorilievi di colore più chiaro (perché più caldi).
Scrivi un commento