di Enrico Di Bert

Dal 5 al 9 aprile scorsi, nella splendida città di Perugia, si è tenuta l’undicesima edizione del Festival Internazionale del Giornalismo, che ha richiamato giornalisti, addetti al settore e semplici curiosi da tutto il mondo dando agli incontri, ai workshop e alle conferenze in programma un sapore internazionale. Luoghi del festival sono stati le sale e i teatri del centro storico in cui lo stupore per la bellezza dei posti ha fatto da cornice agli incontri. Si è parlato di attualità, dei grandi temi che scuotono il mondo nei nostri giorni e di quelli che lo hanno fatto in passato e, naturalmente, di giornalismo. Il filo conduttore che ha legato un gran numero di incontri è stato la rivoluzione che il giornalismo stesso ha subito negli ultimi anni, che ha portato ad un cambiamento radicale della velocità delle informazioni e del modo di informare. E chi se non i social media potevano essere la causa scatenante di questi profondi cambiamenti? Già, perchè sono proprio i social media ad aver lanciato il giornalismo nel mondo di internet, dove la velocità prevale sul contenuto, dove un numero prima impensabile di persone sono a contatto costante tra di loro. E questa nuova dimensione ha portato con sé nuove discussioni, nuovi elementi, nuovi temi, tra i quali spiccano le fake news, ovvero notizie false che una volte diffuse sono in grado di avere un’enorme influenza sul pubblico e di determinare l’esito di eventi di grandissima importanza. Poi si è parlato di attualità, di Islam e della sua influenza nei nostri giorni, dai movimenti populisti alla disinformazione su questo tema, su cui il giornalismo e, ancora, i social hanno svolto un ruolo di enorme importanza.

L’impressione immediata di un visitatore inesperto alla prima esperienza al festival era quella di essere dentro a qualcosa di molto grande (che d’altro canto parla di un mondo altrettanto grande, quello del giornalismo). Gli eventi, completamente gratuiti ed organizzati in luoghi d’eccezione, erano in italiano e in lingua inglese, a seconda dell’oratore, e per i secondi erano disponibili auricolari con la traduzione simultanea. Giornalisti da tutto il mondo e curiosi hanno popolato le lunghe file per entrare agli eventi principali, la cui perfetta organizzazione permetteva l’ingresso a quasi tutti i presenti. Perciò il giudizio su questo festival è altissimo, anche per i non veterani del settore o per i non giornalisti.