di Riccardo Passoni
Quando vivevo vicino al mare, mi capitava spesso di udire una melodia, un fischiettare continuo mentre scendevo le scale di casa. Era un pescatore sempre al lavoro, di giorno, di notte, col bello e col cattivo tempo, sempre allegro e ben disposto. Anche nelle notti più scure, o nei pomeriggi più arsi, sotto la pioggia battente come il Sole cocente, potevi vederlo là, mentre pescava, o trasportava la merce al mercato, o dietro il bancone del pesce.
Così, un giorno, di buon’ora, quando lo vidi mentre si recava al porto, gli chiesi come facesse ad essere sempre di buon umore. Lui rise. Mi raccontò una storia avvenuta molti anni prima. La sua storia.
Tempo addietro, quando alle spalle aveva poco più di sei lustri di vita, si trovò una mattina a sospirare fortemente, dovendo constatare la pochezza del pescato della settimana. In quel momento gli tornarono alla mente tutti gli sgombri, le sogliole e le acciughe che aveva trovato appena un mese prima. <<Quelli sì che mi fruttarono una fortuna! E per due settimane non dovetti neppure uscire di casa, tanto ci avevo guadagnato!>> Esclamò a voce alta. Sospirò nuovamente. Un suo amico che passava per il porto proprio allora, lo derise: <<Come mai, amico mio, ti rinchiudi nel passato? Se rifletti unicamente sulle fortune che ti capitarono tempo addietro, ti perderai quelle che ti accadono nel presente, certamente più vivide e importanti per la tua persona>>.
L’altro rimase molto colpito dalle parole dell’amico, che ringraziò di cuore per la rivelazione a cui l’aveva fatto giungere. Si ripromise dunque di vivere unicamente nel presente.
Non passò molto tempo prima che iniziasse a mettere in atto questo suo intento. Trascorse poche settimane, la sua condizione non era né migliorata né peggiorata; non pretendeva di ricevere più doni dal mare di quanti non gli fossero stati concessi il giorno prima. Il suo benessere era rimasto immutato. Un suo amico, trovandolo per caso al mercato, lo compatì: <<La tua condizione, caro amico mio, puzza ormai di vecchio. Per quali ragioni ti confini nel presente? Esso è un momento sempre uguale a sé stesso, destinato a rimanere immune ai grandi cambiamenti che il tempo porta con sé. Che noia! La tua condizione non può definirsi in altro modo se non moribonda, priva di qualsiasi prospettiva verso qualcosa di nuovo. Il cambiamento è il motore dell’ essere umano, mentre ora sembri un cadavere che cammina, senza una direzione o uno scopo. Fa come ti dico io: vivi nel futuro, abbandona questo stato inerte delle cose e immergiti nel mutamento>>.
Il pescatore fu nuovamente molto colpito dalle parole di un altro. Si esibì in ringraziamenti senza fine, giurando a sé stesso che non sarebbe più rimasto ancorato all’eterno presente, ma di addentrarsi nel futuro. Passarono ancora delle settimane. In quel breve lasso di tempo il pescatore era diventato sempre più ambizioso, avido di novità e di cose nuove, perennemente in cerca di qualcosa di meglio. La fortuna che aveva accumulato in lunghi anni di lavoro? L’aveva persa al gioco, adescato dal brivido dell’ignoto. Ogni qualvolta egli fosse riuscito a racimolare qualche avere, ricadeva subito dopo nei medesimi errori, e perdeva tutto.
Un amico, trovandolo per strada mentre cercava di trovare un qualche sostentamento, lo rimproverò:
<<Amico mio, come ti sei ridotto? Non vedi che il cammino per il quale avanzi è fatto interamente di illusioni? Continui a stringere i pugni, nel vano tentativo di acchiappare la nebbia. hai abbandonato la retta via del sapiente, ecco cosa hai fatto, ti sei dimenticato che l’uomo non può nulla se non tiene bene a mente gli errori del passato. Altrimenti perché vivere? Solo per continuare a battersi la zappa sui piedi, senza imparare a maneggiarla come si deve? Il fatto sul quale dovresti riflettere, più di tutti, è proprio questo: quanto avviene nella tua vita non avviene se non per tua responsabilità. Tua! E non parlo del te stesso del passato, che, ingenuo, è caduto nella trappola della sorte, ma di te per come ti trovi a vivere adesso, incapace di cogliere l’insegnamento dei tuoi errori. Fa come ti dico io: vivi basandoti sempre sul tuo passato, che è saldo e sicuro, e non abbandonare una strada che, per quanto scoscesa, ti è nota da tempo, in favore di una che non conosci affatto, e potrebbe rivelarsi tanto migliore quanto peggiore della precedente.
Il pescatore era sempre più confuso, e non sapendo cosa rispondere si ammutolì, come di fronte a qualcosa che non comprendeva più. Si mise a sedere in quella medesima strada in cui poco prima cercava un mezzo per vivere. Si sedette e rimase immobile per tre giorni e per tre notti. La sua mente, nel frattempo, era impegnata nel tentativo di districare quella terribile matassa di coscienza che gli si era aggrovigliata dentro. In cosa avrebbe dovuto credere? Dove avrebbe dovuto vivere? Nel passato, nel presente o nel futuro? Non riusciva a comprendere in quale di quei tre si sarebbe trovato meglio. Del resto gli era chiaro come il suo corpo avesse sofferto in tutti quei momenti. Poi un’illuminazione: anche se non gli era chiaro in cosa passato, presente e futuro fossero diversi, sapeva almeno che cosa li accomunasse, e cioè il suo corpo. In fondo, in ogni possibile scenario era lui e lui soltanto a provare le emozioni, i sentimenti, le gioie o le sofferenze della sua vita. I tre momenti del tempo gli apparvero così distinzioni di un’unica comune essenza, un flusso vitale che lo attraversava in ogni istante. Comprese l’idiozia compiuta da chi riduce il proprio essere a un’unica forma, senza curarsi di ciò che lo circonda, di ciò che è reale. Allora si riscoprì vivo, semplice e ingenuo, capace di ignorare l’inutile preoccupazione del tempo per dedicarsi unicamente a esistere. Da quel momento in poi la tristezza, il disagio e la povertà non lo toccarono più, giacché non poteva che sentirsi fortunato a vivere per sé stesso e null’altro.
Io rimasi perplesso, quasi scioccato da quella storia. Lui sorrise, mi disse:
<<Spero possa arrivare il giorno in cui, trovandoti anche tu all’incrocio di tre strade, capisca che in fondo il cammino è uno solo>>. Mi salutò. Fischiettando tornò a pescare.
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