di Lucia Colledani

All’interno di un vecchio e diroccato faro, ai confini del mare e del mondo, con la sola compagnia di un vecchio cane, è lì che vive il protagonista della nostra storia: è un anziano e singolare signore, bassino con una folta barba bianca, con due occhi del colore del mare che tanto ama; è burbero e scontroso per la maggior parte del tempo e ama la solitudine in cui vive. Quelle poche volte in cui lascia il suo rifugio per dirigersi in paese, fa sempre in modo di incontrare meno gente possibile. Lì è conosciuto come il pazzo del faro, ma in realtà lui è solo un vecchio stanco dell’ipocrisia e della malvagità umana, infatti qualcuno a cui tiene c’è, ed è proprio il motivo per cui si dirige in paese anche più del necessario. Come può una bambina di sette anni, con i codini e un sorriso capace di illuminare il mondo intero, riuscire ad addolcire anche un animo scontroso come quello del nostro protagonista? Come può un animo vecchio come il suo riuscire a convivere con un animo giovane come quello della piccola e solare Agata? La risposta è banale, è quella cosa già sentita mille volte a cui molti dicono di non credere, ma che tutti sperano di ricevere, la risposta è semplicemente l’amore. L’amore convince l’anziano signore a lasciare la sua cara solitudine per andare in posti affolati pieni di gente giudicante ed è per amore che Agata sopporta di ascoltare le canzoni che piacciono tanto al vecchio;  l’amore fa sì che il nostro protagonista riesca a correre dietro alla bambina per tutto il tempo, senza sentire troppo dolore ed è grazie a quell’amore sconfinato che quel duo così strano riesce a stare insieme. Perché è per quel sentimento che l’anziano signore cinque anni prima ha messo da parte l’orgoglio e ha ricominciato a parlare al figlio, solo per poter essere presente nella vita della nipote. Lui e il figlio hanno sempre avuto un rapporto difficile e l’unica cosa che li teneva legati era la bellissima moglie del nostro protagonista, motivo per cui bastarono pochi mesi, dopo la morte di quest’ultima, a far sì che i rapporti tra i due si rompessero definitivamente. Non ci fu una grande litigata o un fattore scatenante che li fece allontanare, ma fu solo il tragico epilogo di una vita fatta di incomprensioni e scontri. Insomma è fin troppo facile allontanarsi, soprattutto quando stare vicini richiede pazienza e forza di volontà, è più facile smettere di combattere, andarsene e dimenticarsi l’uno dell’altro; alla fine è nella natura dell’uomo scegliere la strada più facile piuttosto che quella più giusta.

Qualche anno dopo, però, arrivò un giorno in cui l’anziano signore capì che la vita era troppo corta per passarla a fare le cose semplici e allora si fece coraggio e andò dal figlio con l’intenzione di fare pace e costruire un rapporto con la nipotina. Non fu facile, il figlio portava ancora troppo rancore, ma riuscirono a trovare un compromesso: i due avrebbero tenuto un comportamento civile per poter permettere al vecchio ed alla piccola Agata di stare insieme. Il figlio del nostro protagonista non si aspettava di certo che tra l’anziano e la bambina nascesse un rapporto così forte. I due si vedono una volta a settimana e passano tutta la giornata insieme, tra parchi giochi, gelaterie e cinema, il nonno fa di tutto per rendere felice la piccola Agata, ma quello che rende quel giorno così speciale per la bambina è passare del tempo con il vecchio e sentire le mille storie che lui le racconta. Il nonno le narra di favole con principesse che in sella a un drago salvano il regno e che alla fine, invece di scegliere il principe, scappano con il contadino. Le parla anche di come la sua di principessa, sua moglie, la nonna di Agata, si era innamorata di lui, di come tra mille principi perfetti aveva scelto lui, andando contro tutti e seguendo solamente il suo cuore. L’anziano signore passa giornate intere a raccontare ad Agata com’era sua nonna, a parlarle di quella donna forte, determinata, intelligente e bellissima che era; passa pomeriggi interi a ricordare alla piccola Agata quanto lei le assomigli e quanto la sua nonnina l’avrebbe amata, se solo ne avesse avuto il tempo. Agata ama i racconti del nonno e lo riempie sempre di domande, soprattutto sulla nonna, anche se una volta finito di risponderle il nonno è sempre un po’ triste, malinconico. Agata non è l’unica a cui l’anziano racconta storie, infatti la sera seduto sulla sua sedia a dondolo, con il mare davanti e il suo fedele cane accanto, l’anziano prende la foto della sua amata e le parla: di Agata e delle mille passioni che quella bambina ha, del suo amato figlio e la rassicura dicendole che sta bene ed è felice e, perfino, le racconta  quello che succede in paese, pettegolezzi che lui ha sempre odiato, ma che ascolta solo per poterli riferire la sera a quella foto, una delle poche cose che possiede ancora della sua amata. Si potrebbe riassumere così una giornata tipo del nostro protagonista: si sveglia, dà da mangiare al cane, va in spiaggia e, se necessario, la pulisce, va in paese dalla sua nipotina, a volte va a pesca con la barca e la sera, dopo aver cenato in compagnia del suo fedele amico, osserva il tramonto mentre chiacchiera con sua moglie.

Che vita triste e monotona, direte voi, ma, alla fine, il vecchio è felice: sa di aver vissuto appieno e non ha troppi rimpianti, passa le sue giornate in compagnia della sua amata nipotina, che riempie il suo cuore di gioia, e del suo fedelissimo cane che riesce a calmarlo in qualsiasi momento. Ha il lusso di svegliarsi ogni mattina e vedere lo spettacolo che è il mare e se gli va può anche fare un giro in barca. Certo sente ogni giorno la mancanza di sua moglie e sa che ci sono molte cose che può, anzi deve, migliorare: come il rapporto con suo figlio. Spera, anche, di poter vivere ancora qualche anno per poter vedere Agata crescere e diventare una grande donna, ma non è spaventato dalla morte perché sa che, quando accadrà, si ricongiungerà con sua moglie. Tutto sommato ha vissuto una bella vita e se mai dovesse pensare a un suo rimpianto sarebbe quello di non aver colto ogni attimo appieno. Se potesse avere l’onore di tornare indietro farebbe in modo di godersi ogni momento della sua vita, non sprecherebbe tempo ad assecondare emozioni come la noia, l’orgoglio o la rabbia. Sono queste le parole che ripete sempre alla piccola Agata, quando cerca di spiegarle che la vita è una ed è anche fin troppo breve, quindi si deve godere ogni attimo senza sprecare quella cosa preziosa che è il tempo.

Quindi, mio caro lettore, ti consiglio di seguire le lezioni che il nostro vecchio protagonista dà alla sua amata nipotina e goditi appieno ogni momento della vita.