di Lisa Pinto

Si avvicinava la sera. I lampioni, quasi con timidezza, si accesero in una lunga catena dorata. Il traffico scorreva lento e pesanti gocce di pioggia rimbalzavano al suolo. Il viale fremeva di passanti infastiditi dal vento e avvolti in sciarpe e cappotti.
Da dietro la vetrina di un bar una ragazza osservava il corteo di ombrelli colorati che sfilava disordinato. Dal lato opposto della strada, in un vicolo solitamente deserto, fremeva un viavai continuo di persone. Incuriosita, seguì il flusso.
Dopo qualche minuto, si trovò di fronte ad un negozietto. La porta era talmente stretta che pareva quasi schiacciata tra le due vetrine semicircolari dove erano disposti con cura libri rilegati in pelle, candele, piante ed un cuscino sul quale sonnecchiava un gatto nero.
La ragazza rimase qualche istante ad osservare il viavai di persone che entravano ed uscivano dal negozio con una luce diversa negli occhi.
Si fece coraggio e sfiorò il pomello della porta che si schiuse con un lieve scampanellio. Il pavimento scricchiolava ad ogni passo. Sulle pareti erano addossati scaffali colmi di boccette e ampolle con liquidi colorati. In fondo al negozio, dietro ad un bancone intarsiato, il venditore la osservava. Sorrideva, il volto era cordiale, ma lo sguardo sembrava spento, perso.
– Buongiorno, come posso aiutarla? Cerca libri da collezione? Filtri di guarigione? Cristalli?
– In realtà non ne ho proprio idea. Ho seguito i passanti e sono capitata qui per caso. Non sapevo neanche che esistesse questo posto. A proposito, da quanto tempo è aperto? – rispose con tono incerto la ragazza.
– Moltissimi anni, davvero. Ma ci si fa caso solo quando se ne ha necessità. E so perfettamente cosa fa al caso suo. Felicità liquida. Pochi centesimi per gioia eterna, cosa ne pensa? – incalzò l’uomo facendo scorrere dall’altro lato del bancone una fialetta contenente un liquido dorato. La ragazza osservò il contenuto luccicare illuminato dalle candele sparse sul tavolo. Poi rivolse lo sguardo al venditore.
– Scusi, credo di non aver capito. Felicità in boccetta? È serio?
– Ma certamente. Posso dedurre che lei sia una scettica, ma non si preoccupi. Più semplicemente, ha la possibilità di comprare la felicità e di non doversi più preoccupare di sentimenti negativi, tristezza o altalene di umore. Solo gioia, della più pura e autentica. Incarto semplice o regalo? – disse tutto d’un fiato e, prima ancora di ricevere una risposta, già armeggiava con carta e fiocchetti per il pacchetto.
– E se poi non fossi più in grado di essere felice per davvero? – chiese la ragazza.
Il venditore sussultò, scostò con una mano la fialetta e si allungò sul bancone per avvicinarsi alla giovane.
– Credo proprio che non abbia capito le mie parole. Lei sarà felice. Fino all’ultimo dei suoi giorni. Felice di una gioia incommensurabile e incondizionata. Comprende? – per un istante la voce sembrò incrinata dal fervore, poi il sorriso si distese nuovamente sul suo volto.
– Temo che sia lei a non capire. Se osserva il mondo attraverso il filtro più coprente, come potrà distinguere le sfumature, i toni e gli altri colori?
– E a cosa le servono gli altri colori quando può vederne già il più vivo tra tutti?
– Perché da solo sarà soltanto un altro grigio. Magari all’inizio sembrerà elettrizzante vedere tutto con luce diversa, ma poi si spegnerà di nuovo. E la sensibilità per riconoscere le sfumature sarà ormai persa per sempre. Chi noterà più il contorno argenteo delle nuvole, la luce autunnale che proietta ombre lunghe e avvolgenti, il cielo carico di pioggia? E come poter vivere senza tristezza, malinconia o noia? Senza sperimentare il buio si diventerà ciechi anche alla luce. Tutto si trasformerà in un ammasso di apatia da attraversare con il sorriso sul volto e occhi vacui. Chi sarà ancora vivo per davvero?
Calò il silenzio. Nel frattempo si era formata una coda spazientita fin fuori dal negozio. Senza aggiungere altro la ragazza si avviò verso la porta. Il gatto nero, finalmente sveglio, sembrava la stesse aspettando per salutarla con il brontolio delle sue fusa. Mise il piede fuori dal negozio. Non era mai stata più felice.